https://www.imdb.com/it/title/tt37403546/
Due amici con le vite dedicate ai fragili anche se posti ai due estremi (anziani e giovani disadattati) saranno costretti a sovrapporre le loro esperienze lavorative con risultati inaspettati
" Ah Kinghe, va bene tutto ma Pio ed Amedeo su GdR…". Non so perchè ma mentre apro questo topic mi risuonano queste parole in testa. Tutto sommato le comprendo perchè anche io non sono mai stato un gran fan della coppia foggiana (anzi…) e dalla mia ho persino il fatto che conosco bene la loro zona di origine e tutte le sue peculiarità, anche dialettiche. Li ho sempre trovati troppo “grezzi” (nell’accezione dauna vuol dire cafoni) anche per la maschera che volevano proporre: i maschi alfa, fans del patriarcato e dello sbafo.
Tuttavia mi aveva incuriosito la trama di questo loro opera prima da registi e soprattutto il coinvolgimento di un monumento come Lino Banfi. Approfittando quindi del fatto che ieri è uscito su Netflix gli ho dato una chanche ed alla fine ho fatto bene.
Smarchiamo subito quello che non va. Lo spunto di base è interessante ma secondo me la sceneggiatura non gli dà la giusta dignità. Ho avuto la costante sensazione che restasse tutto in superficie, che non si spingesse mai l’acceleratore. Una sorta di compitino da “più che sufficiente”.
Diverse sono invece le cose che mi sono piaciute. Intanto, per essere la loro prima regia, ho trovato un certo gusto nelle riprese e nel montaggio. Sicuramente in questo sono stati aiutati dallo stupendo scenario di Vieste, uno dei borghi marinari più belli d’Italia al centro del Gargano.
La loro prestazione attoriale è valida, con ovvio sbilanciamento a favore del volutamente debordante Amedeo, e tutto sommato funziona anche nel commovente finale. Lino Banfi è un capitolo a parte. Ho molto empatizzato con il suo personaggio malato di alzaheimer e che di fatto ripropone il dramma che ha vissuto con la moglie scomparsa qualche anno fa. Mi fa davvero piacere che Pio ed Amedeo l’abbiano chiamato per mettere su “pellicola” il suo toccante vissuto. Da parte mia, per lui solo applausi.
Diverse gag sono azzeccate, come quella della bombola dell’ossigeno, per cui si ride (occhio anche alle scene sui titoli di coda).
Alla fine consideravo che possono piacere o non piacere ma i due foggiani hanno comunque introdotto qualcosa d’inedito che è la comicità “nord pugliese” che è ben diversa da quella dell’area barese al quale siamo abituati da sempre.
Se non vi urtica il cinema popolare meridionale, date anche voi una chanche a questo film.
