Onna toseinin: ota no mushimasu - Bitter tears of a woman gambler (Kosaku Yamashita, 1971)

https://www.imdb.com/title/tt0978681/

allego la locandina perchè non posso esimermi, essendo il link imdb temporaneamente fuori uso

Sequel infinitamente superiore di Okoma the Orphan Gambler, film yakuza più tradizionalmente “pulp” e convenzionalmente melenso, che comunque ho apprezzato ugualmente essendo grande appassionato di ninkyo eiga, il genere in questione.

Okoma è una donna letale ma in realtà afflitta dalla sua devozione al codice d’onore. Si reca a consegnare le ceneri di un affiliato ai suoi genitori per riscuotere il debito del defunto ma dietro alla morte dell’uomo c’è in realtà lei, poichè vincitrice del confronto in duello fra clan rivali.
Cercando di aiutare come meglio può la comunità del villaggio soggiogata dalla yakuza locale, viene guardata con diffidenza (se non disprezzo) in particolare dalle donne del posto che la giudicano portatrice di violenza e sventura nonostante si sforzi di difenderle.

Bunta Sugawara, “cavaliere” nobile e onorevole che potrebbe (ma come sempre in questi casi non può) essere l’uomo giusto per lei, prova a consolarla mentre piange distrutta dal dolore per una vita in cui non ha mai conosciuto il vero amore ma solo perdita di affetto.

“Noi siamo come dei fiori che sbocciano nell’ombra. Se ci schiudiamo alla luce del giorno, patiremo solo infelicità”

Una storia di solitudine in cui la meravigliosa Fuji Junko, (la mitica “giocatrice della Peonia Scarlatta”) respinta dal mondo intero, connota il suo personaggio di una disperazione emotiva intensamente drammatica e alquanto profonda per il tipo di film.
Un’opera ancora più straordinaria se si considera che fu realizzata praticamente al tramonto del genere cavalleresco da un veterano del filone in stato di grazia, il grande Kosaku Yamashita, che evidentemente ci teneva a tributare la TOEI con questo commovente canto del cigno (anche se il ritiro ufficiale del ninkyo eiga e della Fuji, sua star di maggior richiamo, avvenne ufficialmente con il di molto inferiore The Red Cherry Blossom Family, opera “all-star” del rinomato cineasta Masahiro Makino)

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