Opera (Dario Argento, 1987)

medesima superpecca già vistosamente attribuibile a phenomena

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Concordo, Non ho sonno gioca proprio in un’altra lega rispetto ad Opera, che può essere visivamente interessante, ma non ha altre caratteristiche degne di nota.

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Esatto ma con la differenza che lì una buona struttura ed un soggetto interessante rendevano il peccato veniale.

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La cosa buona di questi ultimi interventi? Si parla bene di “Nonhosonno”, film ancora adesso sottostimato, e parecchio. Per il resto, i giudizi su “Opera” mi lasciano basito. Da una parte, è sicuramente un risultato positivo: il forum riesce ancora a stupirmi, dopo tutti questi anni. Anche se per i…motivi sbagliati!!:smiley::tongue::smiling_face_with_horns::roll_eyes:

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Ho letto che ti era piaciuto ma salvo errori non mi pare di averne visto i motivi. Condividili, può essere che mi fai cambiare il punto di vista (dubito ma hai visto mai :smile:).

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Tranquillo, non ho intenzione di farti cambiare punto di vista. Posso essere gran rompiballe, ma predicatore mai.:smirking_face::tongue:Poi, sono troppo vecchio e scazzato, per elencare le ragioni precise su gusti o disgusti che nutro a riguardo di un determinato film. Lascio serenamente che ognuno navighi nel proprio mare, che galleggi nel proprio brodo. Ma occhio a non affogare…:nerd_face::zany_face::victory_hand::mouth:

Ma ben venga che ci siano opinioni divergenti. Io mi sono reso conto che, pur riguardando spesso i film di Argento, la mia scelta non ricade mai su Opera. Ci sarà un motivo! Non che sia brutto, ma lo ricordo interessante più che altro dal punto di vista scenografico, di alcuni effetti speciali azzeccati, ma la trama è un pochino misera. Dai magari lo riguardo, dopo…boh, 20 anni? Chissà che non cambi idea.

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Non mi creo problemi ad esprimere pareri che qualche volte vanno contro la linea di pensiero più accreditata. Davvero chiedevo quali fossero gli elementi che possano dare uno spessore al film secondo te o secondo voi. Partirei dall’esercizio contrario. Non vi ci ritrovate nell’elenco che ho fatto sopra? A me sembrano elementi sufficienti a qualificare il film.
Poi, per carità, la mano di Argento si vede in certe intuizioni ed in alcune rappresentazioni grafiche come la prima morte o quella della Nicolodi dietro lo spioncino ed è anche vero che Opera non è Il Cartaio o Giallo ma quando durante il film e soprattutto alla fine ti ripeti più volte “machecazz…” a mio avviso il problema c’è.

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Ok, lo ammetto senza problemi. Il proverbiale “ma che ca…” lo dissi (mentalmente) già la prima volta che vidi il film. In vhs, fine 1988. A causa del “secondo finale”, fra le montagne. Roba che mancava solo Heidi. Slegato, gratuito, abborracciato e affrettato. A tutt’oggi, è l’unico elemento del film che davvero non mi piace, ed eliminerei senza pensarci due volte. Per il bene dell’opera ( :zany_face::nerd_face:) medesima…:victory_hand::cocktail_glass::heart:

a me opera sempre piaciuto, rivisto un pacco di volte, è l’ultimo argento ad avermi quasi del tutto convinto fatta la tara a quel doppio finale che tradisce una non ancora smaltita sbronza phenomenica e alla solita trascuratezza di direzione attoriale (che da qui in avanti non farà che esponenziare fino all’irreparabile) che ha fatto abbastanza intasare il wc anche a me. contrapporgli una debacle come non ho sonno come comparativo di maggioranza sta davvero molti caselli autostradali fuori dalla mia comprensione. i miei problemi a oggi non ancora sanati con dario prendono piede dal secondo tempo della sindrome in avanti, escludendo la parentesi pelts sulla quale devo ancora capire se ci ha solo messo la firma…

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I miei gusti sono evidentemente difformi da quelli della maggioranza ma, come ho detto, la cosa non mi turba quando li esplicito in consessi di persone intelligenti come questo. Non faccio fatica a capire se qualcuno, come te, preferisce Opera a Non ho sonno per chè secondo me sono due prodotti diversi. Il primo è la parte finale della parabola del Darione creativo e con qualche soldino in tasca da spendere. Il secondo è il colpo di coda di chi aveva probabilmente già detto tutto ed infatti, per realizzare un film decente, autosaccheggia le sue prime produzioni. Qui è davvero una questione di gusti. Non so perchè definisci una debacle Non ho sonno, le vere debacle sono quelle che l’hanno preceduto e seguito. Puoi dire che pecca di originalità ma il soggetto è solido ed inquietante, la colonna sonora è perfettamente a servizio del film ed un qualche brivido lo si prova. Il film del presente topic al contrario ha più spunti originali ma a mio avviso sono stati sfruttati davvero male per cui arrivi alla fine e quando tiri le somme ti resta in mano poco e niente. Se poi parliamo di recitazione da cani nel film del 2001, beh a mio avviso Zibetti rispetto a Barberini è Jack Nicholson.

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Con Ghidorah, per quanto mi riguarda, non è importante tanto quello che dice (e su certe sue analisi ed opinioni mi trovo anche d’accordo, intendiamoci). Semmai mi piace, e molto, COME dice le cose. La forma, fa la differenza. E lo stesso, guarda caso, si può dire dei film di Argento. Quelli “di una volta”, ovviamente.:wink:
P.S. Per inciso, i primi 20’ di “Nonhosonno” sono catalogabili appunto come “capolavoro di forma”. E lo intendo come un gran complimento, :slightly_smiling_face::victory_hand::heart:

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Francamente non riesco a capire come si faccia a preferire un thriller sciatto come Nonhosonno a una festa per gli occhi del calibro di Opera ma de gustibus. Poi per carità, l’ho rivisto prima di Natale il bell’omaggio di Argento a Leroux e continuo a trovarlo sgangheratissimo sul finale; però, come si fa a non amare momenti di grande cinema come il piano sequenza del prologo, tutta la scena con Betty assediata nell’appartamento insieme alla Nicolodi, le scene degli omicidi? Al cinema mi colpì il ritorno al formato 2.35, che Argento non bazzicava più dai tempi di Suspiria; poi la fotografia di Taylor era veramente strepitosa. E la trovata degli aghi rimane una genialata, portate pazienza. Non è un capolavoro, paragonato a cose argentiane passate come Inferno e Profondo rosso; ma condivido il parere di chi sostiene che dopo questo, il thriller italiano non sia più riuscito a sfornare qualcosa di esteticamente altrettanto potente.

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Non è che voglia difendere ad oltranza la mia posizione, ci mancherebbe, ma solo per amor di discussione volevo dire che hai esattamente colto il punto quando hai parlato di “festa per gli occhi” ed estetica potente. Nei miei gusti personali la forma ha ovviamente un ruolo importante ma non è sufficiente a farmi apprezzare da sola un film. A me interessa una struttura solida, un soggetto intrigante ed una messa in scena in grado di portare alla sospensione dell’ incredulità anche di fronte all’assurdo. In Opera questo non l’ho ravvisato ed ovviamente non significa che non ci sia e sia io a non averlo colto. Per quanto riguarda “l’altro piatto della bilancia”, è vero che è sciatto ma per me ha una coerenza che nell’altro non trovo. La vicenda poi del nano e tutto lo svolgersi degli eventi fino al finale con un senso a me sono sempre piaciuti al di là degli innegabili e gravi difetti (doppiaggio su tutti).

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beh ma argento se ne è sempre impippato della solidità strutturale privilegiando sfera onirica, delirio barocco, dimensione immaginale, linguaggio dell’inconscio e sensorialità rispetto alla trama. suspiria e inferno (e ci metterei pure phenomena) erano mica capisaldi di solidità narrativa, opera va preso/letto nella stessa ottica. è un approccio forse più difficile rispetto agli esempi citati perché è calato nel thriller e non nell’horror puro, ma non è una novità che ad argento sia sempre piaciuto trattare il thriller con le coordinate dell’irrazionale e del delirante

perdona l’antipatico temperacazzi ma la sospensione è dell’incredulità: se si sospende la credulità non ci credi, se si sospende l’incredulità ci credi.
detto che scatta e vale a casi e a persone come la risata o l’eccitazione o la paura, e che la chiave usata della fiaba la rende più accettabile, oggettivamente ti pare che phenomena rispetto a opera sia davvero più credibile in quanto struttura thriller?

madò hai detto niente: ma se un thriller è sciatto come fa ad accalappiarti, a disturbarti, a emozionarti e restarti vivo nella memoria (tiro in ballo la memoria perché di non ho sonno ricordo si e no mezzo minuto del finale)? allora tutta la vita opera che sarà visivamente survoltato (e fossero tutti così survoltati, gli argento successivi) ma è un rollercoaster da urlo rispetto a tutto quanto venuto da trauma in avanti. soprattutto, rispetto a un film sciatto, ti fa venire la sgrigna di rivederlo tot volte anziché lasciartelo per sempre alle spalle.

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Posso francamente dire, che per quasi tutta la carriera di Argento me ne sono altamente fottuto della “solidità strutturale”. Perché era compensata da un senso visivo magistrale, talora meraviglioso. Ma che “senso visivo” c’è in un “Dracula”?! Giusto per far capire la decadenza di zio Dario. Il resto, son pippe e disquisizioni oramai superflue. Quel che fu tanto tempo fa, rimane ed è bello o immenso. Quasi tutto ciò che è giunto DOPO, va dimenticato…:smiling_face_with_sunglasses::cocktail_glass::victory_hand::smiling_face_with_horns:

Ci mancherebbe, anzi grazie per avermi fatto notare il refuso che ho prontamento corretto a beneficio dei posteri.

Suspiria ed Inferno sono horror puri e quindi il paragone con il caso in questione è improponibile. Quando parlo di struttura non posso non fare paragoni con gli altri gialli del Sor Maestro, improbabili anche loro ma che non mi hanno lasciato il senso di perplessità di questo film. Ragionandoci, forse il problema non è neanche il copione scritto con Ferrini ma fatto sta è che non sono mai riuscito ad “entrare” in questo film. Non è neanche il fatto che sia invecchiato male (Opera ma anche io) perchè già a suo tempo non mi piacque affatto. I motivi sono quelli che ho elencato che per me sono stati una barriera invalicabile all’apprezzamento del film ma sono consapevole di essere in minoranza (ma non silenziosa).

Forse dobbiamo capirci su cosa intenda per “solidità strutturale”. Non penso ad una trama inattaccabile o ad una recitazione da oscar. Mi riferisco ad un equilibrio del tutto che ti fa perdere nel film. Quindi lo spunto raccapricciante del soggetto, la rappresentazione grafica, la costruzione della tensione con l’uso scientifico della colonna sonora, il colpo di scena che ti colpisce come un pugno allo stomaco. Io sono contento se riuscite a vedere questo amalgama in Opera ma io sinceramente non ne sono capace.