Paris, Dabar (Paolo Fiore Angelini, 2003)

https://www.imdb.com/it/title/tt0369816

Film che, negli ambienti bolognesi, assurse allo status di cult movie all’epoca della sua uscita. Il motivo è presto detto: documenta un evento caratteristico della città, che all’epoca fu molto rappresentativo dell’aria che vi si respirava, dello stile di vita che vigeva tra gli studenti fuori sede (e non solo).

La Paris Dabar era una gara sui generis organizzata dai gestori di alcuni bar della via del Pratello, la strada di Bologna in cui si svolgeva la vita notturna più ruspante e festaiola. La gara consisteva in una maratona alcolica nella quale i partecipanti, suddivisi in squadre, dovevano fare la spola tra i vari bar partecipanti e bere, bere, bere a più non posso. Allo scadere del tempo chi avesse bevuto più bicchieri sarebbe stato proclamato vincitore.
Girato in parte durante la manifestazione in stile cinema verité ed in parte in modo asincrono con dialoghi e trama costruiti, il film è un mezzo disastro dal punto di vista tecnico e narrativo: talvolta non si capisce niente, l’audio in presa diretta è molto cupo e determinati personaggi parlano in modo poco chiaro, rendendo indistinguibili molti dialoghi. Anche le riprese sono grezze e poco nitide, sebbene la trama sia volutamente non lineare talvolta riesce difficile raccapezzarsi, anche se questo è uno dei classici casi in cui ciò che conta è più l’impressione globale, piuttosto che i singoli passaggi narrativi.

Un film che finora, nonostante la curiosità legata alla location bolognese, non avevo mai visto poiché mi ha sempre dato fastidio l’idea di enfatizzare e valorizzare così tanto l’alcool e la sbronza. Nonostante all’epoca io fossi un grande bevitore, di certo non mi sembrava di fare una roba importante o significativa, sicuramente non mi pareva il caso di valorizzarla così tanto. Tutti coloro che in un modo o nell’altro mettevano in risalto in maniera così enfatizzata la cultura della sbronza (si pensi alle confraternite dei Goliardi, ad esempio) non mi sono mai piaciuti molto. Per carità, sbronzarsi era divertente ma di certo non era una delle cose importanti della vita!

Per cui ho sempre mantenuto della distanza da questi ambienti, ed è proprio in quest’ottica che, nonostante la curiosotà, non ho mai avuto la spinta necessaria a guardarmi questo film.
Fino ad oggi, giornata in cui, chissà perché, mi è venuta voglia di respirare di nuovo un po’ di quell’aria libertaria che c’era a Bologna in quel periodo.

In questa ottica Paris Dabar non è il solo film che ha cercato di trasmettere “lo spirito del tempo” della Bologna dei primi anni duemila attraverso il racconto di una manifestazione che la caratterizzava in modo estremamente incisivo: sto parlando ovviamente di Street Rave Parade di Francesco Chiarini, un altro film docufiction che racconta l’edizione 2005 dell’omonima sfilata antiproibizionista.

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