Regista, sceneggiatore, produttore e anche musicista e compositore, l’artista di Aversa è sempre stato fortemente legato al suo territorio soprattutto a quello napoletano (anche se quasi tutte le sue case di produzione, e sono parecchie, sono sempre state fondate a Roma eccetto la Ninfea - e forse la Giada - che era proprio a Napoli) e quello che c’è scritto su Wikipedia è vero. Cioè che lui partì da Napoli e venne a Roma (va detto che alla fine sono solo 200 km scarsi: già trovi i cartelli di indicazione sulla Pontina poco dopo Pomezia) per studiare e diplomarsi al Centro Sperimentale di Cinematografia per poi tornare a Napoli e trovare posto come cameraman, se ricordo bene, nella sede locale della RAI. Ma la scheda non racconta tutto. Infatti stando al libro Il Mucchio selvaggio Grassia mentre faceva la spola tra Roma e Napoli giovanissimo, aveva solo 21 anni, venne preso sotto l’ala protettiva dell’ingegnere ed inventore Pietrangelo Gregorio personaggio a cui bisognerebbe dedicare quantomeno un libro. Questo signore (un incrocio fra il Rotwang di Metropolis e il Doc di Ritorno al futuro) fu l’ideatore, creatore e proprietario della prima televisione via cavo professionale della storia della televisione italiana: Tele Diffusione Italiana -Telenapoli. Tra l’altro la prima televisione in assoluto a trasmettere a colori. Oltre a fare le esperienze Rai, o forse prima questo non è chiarissimo, Gregorio chiese a Grassia di fare da cameraman a quella che è stata la prima televisione via cavo in assoluto (in realtà, alla fine dei '50, c’era già stata la TCH di Torino dei fratelli Judica Cordiglia che si poteva vedere solo nel bar accanto allo studio che era in uno scantinato a cui comunque accettò di partecipare anche una cantante di nome come Tonina Torrielli torinese di adozione ma, al contrario di TDI-TN, fu poco più di uno scherzo). Questo prima di Tele Diffusione Italiana. Ma il vulcanico Gregorio mirava più in alto. Infatti ideò una specie di telegiornale interno credo a una Standa nel centro di Napoli in cui un signorino buonasera che era un vero giornalista del Mattino a quanto pare dotato di una voce gradevole anche se non si sa chi fosse (quantomeno non è uscito fuori il nome perché non se lo ricordava più) seduto un bancone con microfono e fogli in giacca e cravatta come se fosse a leggere le notizie del telegiornale informava soprattutto le clienti delle varie offerte e novità che offriva il grande magazzino. Di tutto questo l’unica testimonianza che rimane è una fotografia presa da lontano in cui si vedono delle persone di fronte questo televisore in cui intravediamo in maniera molto confusa questo tizio. Altro non c’è. Dunque fu lui a riprendere il giovanotto dietro il bancone. Da quanto si racconta si trattava soltanto di un’immagine fissa ma a quanto pare c’era bisogno di qualcuno che controllasse la telecamera e facesse anche da regia. Ma quello che mi ha fatto ridere è che sempre nello stesso libro pare che Gregorio e Grassia avevano ideato una sfilata di moda da fare penso a Galleria San Carlo in cui non so in quale modo avevano messo a punto un sistema per cui piazzando dello scotch sui fari che illuminavano le modelle anche le più chiattone diventavano delle silfidi. Purtroppo di questo non ci sono testimonianze visive. Comunque col passare di pochi anni l’interesse di Grassia fu sempre di più indirizzato verso il cinema. E questo è quanto.



