Piso Pisello

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PISO PISELLO
Anno 1981
Durata 103
Origine ITALIA
Colore C
Genere FAVOLA/fantasy/family/comedy
Specifiche tecniche PANORAMICO COLORE
Produzione CLESI CIN CA
Distribuzione MEDUSA CIN CA - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

Regia
Peter Del Monte
Attori
Valeria D’Obici Rossana
Victoria Gadsen May Mamma Di Cristia
Alessandro Haber Piero
Piero Mazzarella Bamba
Luca Porro Oliviero
Fabio Peraboni Cristiano “Pisello”
Eros Pagni Corazza
Leopoldo Trieste Vagabondo
Soggetto
Peter Del Monte
Bernardino Zapponi
Sceneggiatura
Peter Del Monte
Bernardino Zapponi
Fotografia
Giuseppe Lanci
Musiche
Fiorenzo Carpi
Montaggio
Sergio Montanari
Scenografia
Gian Maurizio Fercioni [/b]

http://www.cinematografo.it/bancadati/consultazione/schedafilm.jsp?codice=16227&completa=si
http://italian.imdb.com/title/tt0084505/

in onda su SanmarinoRTV Giovedì 28 Febbraio ore 09.30

Credevo fosse una commedia…:confused:
Mai visto, comunque

Bho ero superindeciso anche io se metterlo nelle commedie o qua…

alla fine ho scelto qua perche’ piu’ che far ridere penso sia un Fantasy…:slight_smile:

Non è assolutamente un fantasy da mettere in questa sezione: è una commedia ‘sociale’… d’altronde Peter Del Monte non mi sembra abbia mai fatto film da ridere o fantasy… non prendete per buono ciò che dice la Rivista del Cinematografo riguardo il genere a cui appartiene un determinato film. Purtroppo non mi ricordo molto altro perché ebbi modo di vederlo tanti anni fa e passa molto di rado in tv: non era male pur non essendo sicuramente un film troppo riuscito… cmq, imho, andrebbe inserito in ‘Tutto il resto’
Questa è la critica del Morandini:
Un ragazzino di 13 anni diventa padre, trasformando in nonni i suoi scapestrati genitori trentenni, patetici sopravvissuti al naufragio ideologico del '68. Ambientato in una Milano bizzarra e anomala, e scritto con Bernardino Zapponi (1927-2000), vanta una 1ª parte che ha il passo leggero e rapido delle corse da scuola a casa del suo protagonista. Nella 2ª, assillata da ambizioni metaforiche, il racconto tracima e si squilibra. Apprezzabili apporti di Giuseppe Lanci (fotografia) e Fiorenzo Carpi (musica).
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=18533

Cavolo mica facile dare un genere ad una cellulosa…:slight_smile: Thanx Thanx

e di cosa parla questo piso pisello?

da FilmTv http://www.film.tv.it/scheda.php/film/15283/piso-pisello/

Oliviero è un ragazzino serio e maturo nonostante i suoi tredici anni. Il suo sogno è quello di diventare ingegnere nucleare, ma vive in una famiglia fin troppo scombinata. Il padre e la madre sono due relitti del ‘68. Inspettatamente il ragazzino ha la sua prima esperienza amorosa con May, una ragazza straniera che, ubriaca, è finita nel suo letto. La ragazza quindi scompare, ma, dopo un po’ di tempo, riappare affermando di essere incinta di Oliviero. Favola metropolitana che, qua e là, richiama Zavattini. Il film, scritto dal regista insieme con Bernardino Zapponi, risulta irrisolto e e un po’ troppo lezioso.

Carino, molto morettiano (c’è pure Tatti Sanguineti)… l’inizio funziona alla grande, poi il film si perde un po’ accumulando qualche momento irrisolto di troppo. Strepitoso come sempre Piero Mazzarella, varrebbe la pena di vedersi il film anche solo per la sua parte…

Annunciato in dvd per ottobre da Titanus.

Slittato a fine dicembre.

L’ho visto ieri sera per la prima volta, su CG Classic. Ricordo che passava spesso in tv, nelle ore tarde, negli anni 90.
Prodotto da Silvio Clementelli - produttore da riscoprire, che ha lavorato con registi controcorrente come Bellocchio, Samperi, Spinola, Lattuada, Cavani - è un’operazione commercialmente suicida, a partire dal titolo equivocabile così come un po’ stucchevole (quello provvisorio era Piccolo padre).

Il film coglie abbastanza bene, nella descrizione dei genitori del protagonista, una certa perdita di identità di ex giovani velleitari contestatori che non riescono ad accettare il peso delle responsabilità e il cambiamento della società. Ma il fulcro è il figlio Oliviero e la la sua necessità di diventare grande, vissuta con naturalezza. Il tono è lieve, a metà tra un Truffaut e il De Sica più poetico, con un occhio al Moretti dell’epoca (si veda la scena con Tatti Sanguineti) e a Fellini, soprattutto nella figura della donna giunonica con la quale il protagonista fa un figlio. Il rischio del bozzetto e della favoletta è costantemente dietro l’angolo, soprattutto nei personaggi naif interpretati da Leopoldo Trieste (un vagabondo che parla con gli animali) ed Eros Pagni (un giostraio zingaro). Ma, in qualche modo, è quasi sempre scansato, seppur per un pelo.
I due protagonisti, il ragazzino padre e il suo bambino, sono eccezionali, anche se i dialoghi sono troppo scritti e il senso di spontaneità è in parte disinnescato.

Tutto sommato è un film che non lascia indifferenti e che conferma lo sguardo, purtroppo mai totalmente compiuto, che aveva Peter Del Monte.

Edit: il film è andato meno peggio di quanto pensassi al box office italiano: 69esimo incasso annuale, davanti a film come Momenti di gloria (!), La tragedia di un uomo ridicolo, Banana Joe

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