Questo film fu probabilmente girato nel 1997 in contemporanea a “La Figlia Del Padrino”, sempre da D’Amato. In questo caso, la trama è minima. Jill Kelly interpreta una reporter americana che indaga sull’influenza della mafia russa a Praga, nella Repubblica Ceca. Tuttavia, non viene mostrata alcuna vera indagine e la nostra eroina è lì solo per fare sesso con il resto del cast.
Uno dei pochi punti interessanti è la bellezza della capitale ceca. Le immagini di Praga sono molto belle e D’Amato, pur utilizzando la tecnologia video anziché il 35mm, è comunque riuscito a creare inquadature di grande impatto. C’è una breve sequenza che mostra due delle attrici che camminano per strada, una marchia del cinema di D’Amato.
Praga è descritta dal protagonista come una città in cui tutto ciò che è illecito in altre parti del mondo è permesso, ma il catalogo di fantasie sessuali qui presentato è lo stesso di qualsiasi altro film porno mainstream dell’epoca. Un peccato, perché se D’Amato avesse aggiunto qualche tocco inusuale avremmo potuto assistere a una sorta di variazione della sua serie “Black Emanuelle”, con una giornalista che cerca di svelare fantasie proibite in un paese straniero. Purtroppo, nel 1997, D’Amato non poteva contare sulla professionalità e sulla libertà artistica della fine degli anni '70. Laura Gemser non è mai stata considerata una brava attrice, ma rispetto a Jill Kelly aveva il talento di Bette Davis.
Gli amanti dei seni siliconati apprezzeranno non solo Kelly, ma anche Antonella Del Lago, quest’ultima un raro caso di attrice italiana in una produzione del genere (la maggior parte delle attrici del porno tricolore dell’epoca erano ungheresi).
Nei titoli di testa hanno riutilizzato il tema del softcore massaccesiano " Il Fiore della passione" (1990), senza buoni risultati. L’antica architettura di Praga si adatterebbe meglio alla musica classica piuttosto che alla musica pop moderna.






















