su consiglio dell’ottimo @Renato ho comprato quasi alla cieca il blu-ray Subkultur perchè, a parte la curiosità, in passato ero rimasto stregato da alcune immagini di un altro suo film ma poi non se ne fece nulla per mancanza dell’italiano, che invece è presente a sorpresa in questa ottima edizione
il film in effetti merita ed è decisamente originale, un infernale degrado che se possibile peggiora via via, senza aggrapparsi mai alle poche opportunità che la vita in qualche modo ti darebbe anche
bellissima la fotografia e l’ambientazione dei bassifondi amburghesi, ottimo anche il cast
la storia può sembrare un po’ tirata via ma non penso fosse questo che interessava al regista, che riesce infatti a lasciarti un forte senso di disagio che persiste anche dopo la visione
Film che mi è totalmente ignoto, ma sembra indubbiamente curioso e interessante. Nel cast oltretutto , è presente Eva Mattes, che nel medesimo periodo girava film con Herzog e Fassbinder, mica dilettanti incapaci…
Il film l’ho trovato bellissimo, un ritratto profondo e toccante di un giovane marginale, che dalla vita non ha mai ricevuto altro che bastonate ed incapace di adeguarsi alle regole di una società che essa stessa, in primis, non vuole includerlo. Un reietto che non riesce a trovare il suo posto nel mondo, un’anima in pena che riesce sempre a reagire nel modo sbagliato di fronte a tutte le scelte che la vita gli pone davanti, grandi o piccole che esse siano. Una persona incapace di stabilire dei rapporti interpersonali efficaci, di fidarsi delle persone e di guadagnarsi la loro fiducia, che non sa scegliere le proprie amicizie e frequentazioni e cha dall’interazione ciascuno cerca solamente di ottenere un beneficio personale, spesso comportandosi in modo scorretto per accaparrarsi delle briciole, mentre se riuscisse ad essere coerente ed affidabile potrebbe avere in cambio molto di più.
Come dice @robby, anche le opportunità positive che la vita gli offrirebbe vengono sprecate dalla sua insofferenza, dalla sua impulsività, dalla sua rabbia, dalla sua incapacità di orientarsi e fare delle scelte.
Un ritratto affettuoso ed accorato, che mi ha ricordato da vicino una persona in difficoltà che ho conosciuto, a cui mi sono legato, che per un periodo ho ospitato e che non ho saputo aiutare. E il regista, nei bonus del bluray Amoeba, racconta che in effetti è il ritratto di una persona vera al quale si era legato, che per un periodo ha ospitato e che tuttavia non è riuscito ad aiutare come avrebbe voluto.
I dialoghi dell’edizione italiana, curati da Dacia Maraini, contribuiscono in modo importante a trasmettere quell’impressione di realismo e verità che dal film traspare.
Piccola nota negativa sul bluray, l’audio italiano è molto basso e bisogna alzare il volume a dismisura perché tutti i dialoghi siano intellegibili.