
Sulla scia dell’entusiasmo dopo la visione di The Living and the Dead ho visto un altro film del regista Simon Rumley, anche questo un gran bel film (ma l’altro gli è superiore, per i miei gusti) e un altro mostruoso pugno allo stomaco.
Questa è una storia texana, una storia americana che segue tre personaggi.
C’è Erica, una ragazza dal passato traumatico che non si fida di nessuno e passa le sue notti a scopare ogni volta con un tipo diverso.
Poi c’è Nate, tornato a casa dopo essere stato in Iraq e Franki, un ragazzo che sogna di fare il musicista e che si prende cura della madre malata di cancro.
Accadrà qualcosa che legherà per sempre le vite di questi tre personaggi e nulla sarà più come prima, per nessuno.
È un film bello ma anche sporco, doloroso ed estremamente violento quindi non proprio per tutti.
È un po’ deprimente vedere come in tanti si siano soffermati solo sulla mattanza finale travisando il senso di tutto il film perché , anche nella sua violenza, ha un autentico messaggio, quasi un grido d’allarme, una richiesta di aiuto per un paese come l’America (citato nel bel titolo originale) che si sta disfacendo lentamente.
Da vedere ma da non prendere alla leggera.
Molto interessanti le note del regista dal suo sito.