Ricordi (Giulio Giuseppe Negri, 1984)

con Mauro Nardi, Gordon Mitchell e Raffaele Fortunato
musica di Augusto Visco - montaggio di Luigi Batzella
nullaosta n. 79721 del 23-3-84.

Che dire, trattasi di uno delle pochissime opere superstiti (almeno in qualche loculo del pianeta) della viscerale filmografia del famigerato Negri, qui alla sua unica incursione nel genere. Trattasi persino della prima e unica prova da attore del cantante Mauro Nardi, discretamente famoso nel Napoletano. Dovrebbe essere bene o male coevo al mediocre Pe sempe (Gianni Crea, 1982) dove Negri figurava come sceneggiatore, oltre che come produttore, pellicola con il quale condivide inoltre gran parte delle maestranze tecniche della troupe.

Neanche da dire: inedito, svanito. Non venne nemmeno presentata domanda in Ministero per la validazione delle copie del nullaosta, il che indica un arresto della circolazione del film precedente dell’assegnazione del visto censorio.

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Come Carlitos sa, tra gli innumerevoli “film fantasma” prodotti con l’articolo 28, esiste una pellicola, rimasta anch’essa inedita, e al pari di Ricordi anch’essa non iscritta alla Siae, intitolata Edizione straordinaria (girata nel 1989, ma con nullaosta datato 1992). Luigi Regoni, a cui è attribuita la regìa di questo film, pare ormai accertato che fosse lo pseudonimo semi-anagrammatico di Giulio Negri. Un indizio che supporta quest’attribuzione consiste anche nel fatto che il film in oggetto, benché – ripeto – mai distribuito nei cinema, risultava avere un contratto di distribuzione con una società di Bruno Vani, che come sappiamo era il socio di Negri. Il Negri, di professione giornalista, rimane un personaggio sfuggente e curioso proprio perché ha firmato film che non ha diretto (quelli turchi) e ha (probabilmente) diretto film che non ha firmato (Edizione straordinaria) o che rimangono a tutt’oggi misteriosi (Ricordi). Cineasta quindi da studiare e figura da approfondire.

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Scusate se vado un attimo fuori tema, ma una volta ottenuto il visto censura bisognava fare una nuova domanda al ministero per la convalida?

Probabilmente Carlitos si riferisce al fatto che al Ministero non risultano richieste di copie del visto-censura, e che quindi non risulta il numero delle copie previste per la distribuzione. Dopo l’assegnazione del nullaosta, infatti, la produzione (o la distribuzione) richiedeva al Ministero tot copie del visto, da allegare alle copie di distribuzione (ogni copia viaggiante doveva avere con sé il visto di censura, che gli esercenti dovevano esibire su eventuale richiesta delle autorità).

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