Ridendo e scherzando (Vittorio Sindoni, 1978)

Anno 1978
Episodio/Episodi Nozze d’argento - Per favore ammazzami il marito - Corpi separati - Costi quel che costi - Melodramma della gelosia
Durata 98
Origine ITALIA
Colore C
Genere COMMEDIA
Specifiche tecniche PANORAMICA
Produzione MEGAVISION, P.A.C.
Distribuzione P.A.C. - LINEAFILM

Regia
Vittorio Sindoni (Marco Aleandri)
Attori
Luciano Salce Lucio Sartori (“Nozze d’argento”)
Didi Perego Lina, moglie di Lucio (“Nozze d’argento”)
Licinia Lentini Tania (“Nozze d’argento”)
Armando Bandini Il commissario (“Nozze d’argento”)
Fabrizio Capucci Ciro Baldelli (“Nozze d’argento”)
Renato Lupi L’agente (“Nozze d’argento”)
Bruno Scipioni Un agente (“Nozze d’argento”)
Sofia Lusy Segretaria anziana (“Nozze d’argento”)
Macha Méril Susy (“Per favore ammazzami il marito”)
Fiorenzo Fiorentini Peppino (“Per favore ammazzami il marito”)
Carlo Hintermann Marito di Susy (“Per favore ammazzami il marito”)
Stefano Satta Flores Michele Sintona (“Corpi separati”)
Marisa Laurito Maria, moglie di Michele (“Corpi separati”)
Sergio Ciulli Questurino (“Corpi separati”)
Ezio Marano Capo dei carabinieri (“Corpi separati”)
Carlo Sabatini Funzionario della Finanza (“Corpi separati”)
Gino Bramieri Carletto il portinaio (“Costi quel che costi”)
Orchidea De Santis Dalia Casali (“Costi quel che costi”)
Roberto Bonacini Rag. Casali (“Costi quel che costi”)
Adolfo Belletti Padre di Carletto (“Costi quel che costi”)
Walter Chiari Giorgio (“Melodramma della gelosia”)
Olga Karlatos Irene, moglie di Giorgio (“Melodramma della gelosia”)
Enrico Simonetti Pennelli (“Melodramma della gelosia”)
Soggetto
Vittorio Sindoni (Marco Aleandri)
Sceneggiatura
Vittorio Sindoni (Marco Aleandri)
Fotografia
Alfio Contini
Sandro Tamborra (operatore)
Sandro Grossi (assistente operatore)
Musiche
Enrico Simonetti

http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=12096&url_target=http%3A//www.cinematografo.it/bancadati/consultazione/schedafilm_2009.jsp%3Fcodice%3D15566%26completa%3Dsi

Critica “Di quando in quando il film a episodi, che tanta fortuna ha avuto nel passato, rifà capolino nella produzione italiana e, a dire il vero, anche con un discreto successo di cassetta. (…) [Gli episodi] hanno il merito, anche se non sono tutti ugualmente riusciti, di suscitare qualche sincera risata e di mettere in caricatura alcuni vizi o alcune manie di un certo ceto sociale.” (V. Bassoli, ‘Il Resto del Carlino’, luglio 1978).

Note - REVISIONE MINISTERO LUGLIO 2000.

Giovedì, 23/12 ore 13:45 - Iris

Simpatico e bel film a episodi che si potrebbe definire uno di quei film di pura evasione, sono degli episodi comici, non impegnati e abbastanza divertenti.
In modo particolare ho gradito gli episodi di Luciano Salce, Stefano Satta Flores e Walter Chiari… buoni gli altri due.

E’ uno dei film anni 70 diretti e firmati da Vittorio Sindoni (con lo pseudonimo di Marco Aleandri), che secondo me aveva una sua tecnica per girare film, dirigere attori, molto personale e simpatica (per esempio il film “Son tornate a fiorire le rose”).
Lo spirito del film, secondo me, è quello di prendere una barzelletta divertente e allungarla fino a diventare un vero e proprio episodio con un filo logico, anche se esiste una storia si ha l’aria del classico racconto “tra amici”. Una cosa che rende ancora più bello il film.

L’episodio di Luciano Salce è uno dei più piccanti insieme a quello di Gino Bramieri, ma è uno dei più divertenti. Luciano Salce per le nozze d’argento si trova a casa, come regalo della moglie Didi Perego, Licinia Lentini. Molte le trovate divertenti e poi è anche una valida occasione per rivedere Fabrizio Capucci, negli anni 60 militare veneto nei musicarelli di Gianni Morandi.

Il secondo episodio con Stefano Satta Flores è uno dei migliori in assoluto, per me esilarante. Non si parla di tradimenti come negli altri episodi, ma del protagonista che vuole andare a vedere il Napoli che gioca ed è impossibilitato dalle continue interruzioni. Stefano Satta Flores interpreta l’episodio da padrone e mattatore ed è uno dei miei preferiti del film.

L’episodio con Fiorenzo Fiorentini vanta un ottimo cast in forma (lui, Macha Méril e Carlo Hinterman) e una storia abbastanza abusata (la moglie che, corteggiandolo, si serve di qualcuno per ammazzare il marito), ma sviluppata degnamente. Fiorenzo Fiorentini è il motore dell’episodio e, seppur non a livelli straordinari, l’episodio è divertente.

Il quarto episodio con Walter Chiari è uno dei migliori. Simpatica la gag iniziale delle sveglie, ma tutto l’episodio è gradevole, sia per l’atmosfera anni 70 (l’episodio dove si nota di più) e poi anche per l’interpretazione del Maestro Enrico Simonetti, assiduo compositore di colonne sonore per Vittorio Sindoni, qui attore molto bravo e simpatico come nei suoi lavori d’attore (per esempio “Non cantare spara” con il Quartetto Cetra) ed è anche un valido esempio di come Walter Chiari funzionasse ancora a meraviglia al cinema.

Il quinto episodio di Gino Bramieri è una barzelletta sceneggiata (quindi l’episodio più in stile “barzelletta” di tutto il film) e anche uno degli episodi più piccanti dove abbiamo anche Orchidea De Santis. La storia è quella classica del portiere che desidera una signora del palazzo. Una cosa curiosa è che il mitico Roberto Della Casa è accreditato con il suo vero nome: Roberto Bonacini.

In conclusione i veri mattatori del film sono i cinque protagonisti maschili, ma rimane in sé un bel documento sugli anni 70 (vestiti, o anche i tanti prodotti d’epoca di cui c’è pubblicità all’interno del film).

il personaggio del tifoso napoletano ritorna pari pari in Tanto va la gatta al lardo, talmente identico da far sospettare che si tratti di un unico episodio accorciato per eccessiva lunghezza e riciclato nell’altro film di pochi mesi successivo.

Si, l’ho notato anch’io.
Stefano Satta Flores interpreta lo stesso personaggio (vestito anche identico a “Ridendo e Scherzando”) nell’episodio con Luciano Salce.
Secondo me, o il personaggio del tifoso era piaciuto nel film precedente e quindi Sindoni volle riproporlo anche nel film successivo, oppure, come più presumibile l’episodio fu accorciato e riciclato in “Tanto va la gatta al lardo”.
Ho saputo anche che questi episodi venivano comprati dalle tv private (all’epoca), venivano spezzettati come sketch singoli e messi in una serie.

Mi trovo in disaccordo. In “Ridendo e scherzando” il tifosissimo Satta Flores sta cercando di andare a vedere la partita AL SAN PAOLO (dove è anche un venditore abusivo di accendini) e viene continuamente interrotto dalla moglie, dalla figlia, dalla polizia, dai carabinieri e dalla finanza per l’omonimia con Michele Sindona. Alla fine, dopo un florilegio di parolacce e volgarità incredibili (alcune davvero pesantissime perfino per un napoletano come me, credetemi!) riesce a mettere tutti gli uni contro gli altri e si defila…
In “Tanto va la gatta al lardo”, invece, sta tornando in treno DA UNA TRASFERTA AL NORD e quindi come potrebbe essere un unico episodio? Anche qui la formula proposta è pressochè identica: dapprima si dedica al turpiloquio più spinto e alla fine mette in conflitto tra loro coloro che lo stavano “processando” (il magistrato, il prete, la nobildonna decaduta e il generale dell’esercito a riposo).
In entrambi gli episodi, nel finale, si rivolge alla cinepresa e dice: “Che ambientaccio!”

P.S. nell’episodio di “Tanto va la gatta al lardo” Satta Flores, tra l’altro, si lascia andare ad una frase assurda: “L’arbitro Angiolìn, che ha fatto perdere 'o Napule, fa 'è bucchini!!!” (è chiaro il riferimento al vero arbitro Agnolin)

Allora a questo punto potrebbe essere piaciuto molto al pubblico e a Vittorio Sindoni e fu riproposto nel film successivo.
Se questa soluzione è dubbiosa, ci potrebbe essere anche un’altra ipotesi: che sia il continuo dell’episodio di “Ridendo e Scherzando” e furono cambiate le battute al doppiaggio (dicendo quindi di tornare dalla trasferta al Nord). E’ solo una possibile ipotesi, si dovrebbe rivedere il labiale per esserne sicuri.
Oppure è molto più facile che non sia il continuo, ma un episodio a se stante.

Se consideri che in “Ridendo e scherzando” lui abita in un basso napoletano e vorrebbe andare alla partita al San Paolo è piuttosto evidente che l’altro episodio sia una sorta di seguito: infatti dopo lui viaggia in treno e a Salce che gli fa obiezioni sulla prima o sulla seconda classe Satta Flores ribatte testualmente che “je me cuntento 'o stesso, aggia arrivà a Napule”.
Probabilmente il personaggio era piaciuto e l’hanno riproposto. :wink:

E avevano anche ragione, per me questo personaggio è esilarante. Stefano Satta Flores è stato troppo sottovalutato, in realtà era un Grandissimo attore!
Forse mi piace di più l’episodio di “Ridendo e Scherzando” (è il mattatore indiscusso, mentre nell’altro film ci sono anche Luciano Salce e Carlo Hintermann), ma l’episodio in treno del film successivo è molto divertente (sembra una simpatica variante, molto volgare, dello storico sketch di Totò in “Totò a colori”, in fobdo Satta Flores aveva le qualità per farlo!).

non mi sono divertito tantissimo, si respira un po’ un’atmosfera da viale del tramonto, da cupio dissolvi di una certa epoca, non sono più gli anni ‘60 de I Mostri. Saranno i volti un po’ stanchi e segnati di Walter Chiari e Luciano Salce, sarà che la proposta è complessivamente più volgarotta e “televisiva”, ma non tutto mi pare riuscito. Gli episodi di Satta Flores e Fiorentini in particolare mi sono sembrati proprio noiosi e modesti, a mio gusto naturalmente (quello di Satta Flores è veramente sboccato). Quello di Salce vive solo grazie alla simpatia incontenibile di Salce stesso, e alle forme di Licinia Lentini. Quello di Walter Chiari è molto verboso e parte un po’ a rilento, anche se poi recupera. Forse il migliore è l’ultimo con Bramieri e la fotonica Orchidea De Santis - praticamente sempre nuda - proprio perché breve e concreto.

L’episodio di Stefano Satta Flores proprio perché “sboccato” ha i suoi punti di forza ed è molto scorrevole.
Questo secondo il mio parere. Infatti lo stesso personaggio fu rifatto anche in “Tanto va la gatta al lardo” in cui descrive in modo perfetto e ancora attuale il panorama sociale italiano.

Secondo me il film è simpaticissimo, come già detto, e Vittorio Sindoni ha un modo suo molto bello di dirigere gli attori. In particolar modo Stefano Satta Flores, Luciano Salce e Walter Chiari. Divertente Gino Bramieri e Fiorenzo Fiorentini quando si aggira per un film con aria allampanata e dimessa è sempre irresistibile.

Il dvd CG

Audio ITA
Sottotitoli ITA
Video 1.66:1 16/9
Durata 1h32m50s
Extra -

spiritosone fino all’ultimo, anche nella giustificazione del divieto ai 18

1 Mi Piace