Ci ho messo molto tempo ad elaborare una spiegazione di cosa mi piace del regista e questa spiegazione sarà confusa e poco strutturata a immagine dei lavori del regista 
Per ora, secondo me, Juan Bajon é la scoperta più interessante all’interno dell’universo cinematografico della pornochanchada, con le sue opere a tinte fosche e gli squarci di follia inaspettati, con delle tematiche che lo rendono non allineato ai comportamenti sociali normali.
Poi Fauzi Mansur, abile a sondare la perversione umana spesso con un pizzico di derisione e a rinnovarsi di film in film senza perdere il suo stile personale e graffiante.
Tra i due, colloco Rubens da Silva Prado, le cui pellicole spesso destabilizzanti per la loro costruzione a salti costanti, da una scena all’altra, o con ripetizioni di sequenze similari, con una specie di incapacità a fermarsi, che ricorda l’Izo di Takashi Miike o il Superwoobinda di Aldo Nove. Un gioco da bambini stile cowboy contro indiani, ma concepito da una mente ben più adulta!
L’inizio della sua carriera sono dei western in bianco e nero con delle storie che non interessano nessuno, degli eroi che emergono o sprofondano nel buio (esemplare una galoppata su una collina con le sagome indistinguibili), dei cadaveri trascinati a cavallo, delle strade limitate da uomini crocifissi …
ma c’é spazio anche per fiori che sbocciano, vacche al pascolo, tramonti e temporali, insomma colori sgargianti che stonano e alterano l’austerità degli inizi
e poi la violenza reiterata e selvaggia, che caratterizza i due film etichettati come cult, anch’essi percorsi da elementi western e avventurosi, quasi preistorici con questo schema ripetuto degli uomini che si battono per le donne, umiliano gli sconfitti e violentano le “prede”.
Una proposizione cinematografica pauperistica, artigianale, quasi amatoriale, con una ripetitività tipica del porno, senza esserlo veramente.
Amo l’atmosfera strana e irreale, il quasi assente contatto con la realtà, l’idea di prendere una telecamera, qualche conoscente e di andare in un bosco a fare un film senza una vera e propria sceneggiatura!
Regista discutibile, affascinante e ripugnante, artefice di un cinema inconcepibile adesso, ludico e amorale: un unicum in un panorama, quello della pornochanchada, già non molto omologato 