Sands of the Kalahari - Le sabbie del Kalahari (Cy Endfield, 1965)

http://www.imdb.com/title/tt0059675/
http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=20801
http://en.wikipedia.org/wiki/Sands_of_the_Kalahari
http://www.dvdtalk.com/reviews/49606/sands-of-the-kalahari/

Visto ieri sera con :swat:, molto bello questo film di Cy Enfield, girato dopo Zulu e anch’esso ambientato in Africa, ma questa volta nel deserto del Kalahari, uno dei più grandi al mondo, un posto assurdo dove il fiume Okavango ferma la sua inutile corse verso il mare e genera un enorme delta. Nel film pare dovessero partecipare Richard Burton e Liz Taylor, amici di Stanley Baker, successivamente anche George Peppard, ma il terzetto finale rimane comunque memorabile: Stanley Baker, un tonicissimo Stuart Whitman e una Susannah York da sturbo. Girato magnificamente (solo l’inizio all’aeroporto manderebbe in sollucchero Tarantino), rimane un film d’avventura con una grande analisi psicologica dei personaggi, e un finale col botto. Il bluetto Olive ha un master da leccarsi i baffi, peccato per l’assenza totale di extra e persino di sottotitoli.

Without peli sulla lingua, uno dei migliori film che abbia visto in vita mia.
Cast di proporzioni bibliche, ambientazioni da paura e una trama intigrante.
Personaggi delineati con perizia maniacale, c’è anche un ex-

nazista, che fa il grosso quando viene minacciato raccontando di soldati russi che aveva incaprettato ed ucciso durante la grande guerra, poi poraccio gli viene un infarto, ma questa è un altra storia.

Nulla è lasciato al caso, anche il lato survival è bello e coerente, infatti Marco non ha trovato biscagline a lato di transatlantici alla deriva.
I baboons sono terrificanti.
Film da avere e da vedere.

Risollevo un dubbio amletico sorto in rete.
Dove il finale può avere una doppia interpretazione, entrambe da brividi entrambe inquietanti.

a)il capo baboon viene ucciso e quindi gli altri baboon si avvicinano a lui per venerarlo
b)il capo baboon viene ucciso e loro si mangiano l’uomo