Un tizio fuori di testa rapisce con l’aiuto della sua fidanzata un dirigente di un’industria farmaceutica, convinto che si tratti di un alieno e che la Terra sia in pericolo.
Tra deliri complottisti e torture fantasiose, scopriamo che non si tratta del primo rapimento e forse la chiave di tutto sta nel passato del protagonista.
Tanto bizzarro quanto interessante e divertente, è anche una giostra di generi – alcuni appena sfiorati – ma mantenendo un’assoluta coerenza narrativa, nonostante in alcuni segmenti sembra si stia assistendo a un film diverso.
Fondamentalmente è un film tra fantascienza e malattia mentale, con massicce dosi di stupore e dolore, e anche qualche dolce inganno alla solitisospetti (che viene infatti citato/omaggiato).
Ho letto che a Novembre è in uscita un remake americano.
questo ce l’ho in watchlist da 20 anni e l’avevo in saccoccia nel pc che mi hanno rubato, lo trovai in un sito che è stato successivamente chiuso e quindi niente, rimane in watchlist. ora che hai sbloccato il ricordo, provo a cercarlo di nuovo!
Pure io ho un’edizione inglese, non ricordo se a due dischi, pero’. Era pubblicato dalla tartan. Dubito che vedremo mai una edizione italiana, se non e’ stata pubblicata fino ad adesso.
Son sincero: mi ero approcciato alla visione pensandolo molto più commedia; invece è praticamente un dramma. A posteriori, riguardando le locandine del film, non capisco cosa cazz ci sia da ridere/sorridere…
Nonostante sia ravvivato qua e là dalle consuete bizzarrie asiatiche, l’ho trovato eccessivamente lungo e più convenzionale di quanto mi aspettassi. D’accordo, c’è l’idea alla base che è carina (probabilmente 20 anni fa lo sembrava molto di più…credo), ma per il resto il regista si prende troppo tempo per fare e dire quello che ha in mente.
Pronti via, fino al 40° minuto regge e tiene botta discretamente: deliri, flashback, scontri verbali, torturine curiose…ok dai, si fa seguire; da lì in poi si spalanca il routinario, si allunga il brodo, le braci si attenuano e si ricomincia ad usare il mantice almeno 40 minuti dopo (opinione mia, ovviamente), in preparazione dell’inevitabile climax.
Insomma, da 118 minuti, per me poteva durarne non più di 90’ senza comunque tralasciare nulla ai fini della trama.
Bravini i 2 protagonisti maschili; ho trovato superfluo il personaggio del reietto detective in solitaria mentre al contrario spicca la figura della dolce e stupida compagna del protagonista.
Ci sono almeno 2 citazioni: una è tratta da “Misery non deve morire”(d’altra parte, la situazione è simile) e l’altra la oscuro “i soliti sospetti”, perché è più inaspettata e si fonde decentemente col momento topico della pellicola.
Finale, per me (ma credo anche per altri appassionati di rispetto che avranno modo di visionarlo), non imprevisto e che si inserisce egregiamente nel messaggio che dalla regia vogliono lanciare; pur sé, per quanto necessario e repetita juvant, siamo sempre lì.
E non oso pensare, a questo punto, quanto ci ammorberà Lanthimos nel suo remake che ovviamente da buon cinefilo dovrò guardare per poter sbuffare e dire “eh però Joon-hwan faceva così / eh ad Hollywood devono sempre esagerare / e ti pareva la tirata femminista / e dai con le frasette cool” ecc…ecc…
L’ho visto praticamente all’epoca della sua uscita in dvd sub inglese. Nei primi anni 2000 ebbi un lungo periodo di visioni quasi esclusivamente orientali. Compravo tantissimo import da Trhauma a Viareggio e successivamente direttamennte in cina, korea e uk (lì specie sull’usato c’erano negozi ebay che vendevano i film a 1 sterlina). Questo l’ho ancora in collezione.
Ammetto però che non ne ho un buonissimo ricordo. Ognia tanto risalta fuori su qualche sito come se fosse un film di un qualche interesse, ma, a mio parere è abbastanza trascurabile
pur essendo molto lunga la lista di diversi dettagli narrativi, e detto che lanthimos è riuscito nell’impresa di non tradirne lo spirito e di non farne una cosetta pedissequa, l’intestazione e la giursdizione di jang è quella di uno spiritato cyberpunk-romance più feroce cruento e furioso ma anche più in bilico sul filo della scellerata locura e demenza, come se le redini le stesse stringendo un divertito tsukamoto dei primi tempi (quelli di un tetsuo 2 che incontra il cazzeggio di hiruko, per capirci). a me è molto piaciuto su tutta la linea, non ho guardato il conto alla rovescia del timer/display neanche una volta. consiglio di vederlo in tandem con la revisione di lanthimos, possibilmente dopo, vien su come uno spaghetto risucchiato.