Saving Private Ryan - Salvate il Soldato Ryan (Steven Spielberg, 1998)

Ma può essere che non esista un thread su Salvate Il Soldato Ryan? :confused:
Rivisto ieri sera. E notavo come in una manciata di anni siano usciti Platoon, Full Metal Jacket, Salvate Il Sodlato Ryan e La Sottile Linea Rossa. Di questi, Stone e Spielberg hanno riscosso più premi ma anche più critiche negative. Laddove infatti Kubrick e Malick hanno solleticato la critica più alta e raffinata, gli altri due hanno ricevuto le accuse di troppa enfasi, retorica, paternalismo e semplificazione. Contrapporre le diverse opere è stupido e privo di senso, si può tranquillamente prendere atto che si tratta di 4 lavori superlativi, ognuno di essi espressione della personalità del regista (del resto, come potrebbe essere altrimenti). Spielberg di solito è considerato l’anello debole, quello col bandierone americano che sventola alla fine del film, quello delle “povere mamme americane che hanno perso i loro figli in guerra”, etc… Mereghetti paradossalmente arriva quasi a definirlo guerrafondaio, poiché la guerra di Spielberg è risolta, conciliante, a lieto fine, quindi necessaria. Il sangue versato ed il sacrificio degli uomini hanno eretto il piedistallo su cui è stata issata la bandiera della libertà e della pace, quindi, per quanto orrenda la guerra possa essere, se serve va combattuta fino in fondo.

Spezzo una lancia in suo favore, personalmente credo che quello di Spielberg, nella sua presunta intenzione “semplificatoria”, sia anche il più umano dei quattro film citati. E proprio per i “limiti” indicati. La speculazione di Kubrick e Malick è eccelsa, vertiginosa, superiore, ma porta l’uomo in territori metafisici, filosofici, quasi più letterari e intellettuali. Salvate Il Soldato Ryan ci mostra un campo di battaglia al massimo grado di realismo, per quello che veramente è. Non si tratta di un indagine ideale e teorica sulla guerra e sui suoi effetti degradanti sull’uomo, ma di una concreta, prosaica, sporca fotografia dell’essere gettati in mezzo alla ferocia di un conflitto a fuoco, tra cecchini appostati, granate, pioggia incessante, sangue e pezzi di corpo dei compagni che ti volano contro, e proiettili che saettano a pochi cm dai tuoi orecchi. E’ terra, fango, grumi di carne. Macelleria truculenta e cruda. I primi 24 minuti - non a torto - sono sati definiti la miglior scena di battaglia mai realizzata (12 milioni di dollari, 1500 comparse). Lo sbarco a Omaha Beach e il D-Day sono quello, esattamente quello, niente di meno eroico, ridondante e patriottico. Uomini contro uomini, ragazzi contro ragazzi, terrore assoluto, casualità e puro spirito di sopravvivenza.

Visto al cinema illo tempore e poi recuperato in dvd tempo dopo per una revisione.

Buon film di intrattenimento, con un finale commovente ma decisamente troppo, troppo retorico per la mia sensibilità personale. Puzzava di fasullo, ecco, pur essendo girato e montato in modo ineccepibile eh. Ma per come la vedo io è una pecca minima, nel senso che il film è un bellico strappalacrime, funziona bene e tanto basta.

ps - ricordo che invece quello di Malick, uscito più o meno contemporaneamente, mi annoiò tantissimo.

Per me rimane un ottimo film di guerra con qualche concessione al commovente/sentimentale di cui non sentivo la necessità.p visto il tipo di pellicola. I primi venti minuti sono da antologia, un realismo ed una precisione che fanno accapponare la pelle, ti danno l’idea di essere lì e di capire cosa provavano i protagonisti in quella vera e propria carneficina. L’unica cosa debole, sempre secondo me, è l’incipit della storia (dettaglio non marginale, direi) il dover trovare appunto il superstite ryan “a giro” per l’Europa, in quello si poteva fare di meglio. Cast clamoroso e sono tutti perfetti, al posto giusto e nel ruolo giusto.

Rivisto nel doppio bluetto Paramount.

Sul film mi sono già espresso, merita invece una menzione il bel documentario Shooting War (88’) contenuto come extra.

Partendo dal presupposto che si basa su una storia inutile e senza senso (Mandare al macello una dozzina di uomini forse più, per salvarne uno e di importanza strategica pari a meno di zero) all’interno di un inferno con ancora meno senso (La Guerra) , il film mi risulta più che riuscito.

Lo vidi al cinema all’aperto ormai venti anni fa , trovo magistrale la lunga, interminabile scena iniziale dello sbarco, Hanks è in palla e fa il suo lavoro (Fantastica la sua espressione nella scena della matita) oltre a quasi tutto il resto del cast; ricordo che è uno dei primi film in cui ha una particina Vin Diesel, poi c’è Ribisi, Giamatti, un bel corollario di facce.

Ma lasciatemi spendere ancora due parole due sul ritardato da salvare : Assolutamente inadeguato e ridicolo dalla prima all’ultima scena ed il solo fatto che si sia pensato di fare un film (seppur in fondo riuscito) intorno a tutto ciò mi fa incazzare.

Concordo come (quasi) sempre con l’ottimo :bmw:

Damon in questo film è l’anello debole, non te ne frega mai un cazzo che si salvi o meno. Tra l’altro scopre che 3 fratelli su 3 sono morti e dopo 5 minuti è lì che fa il coglione col capitano :throwdong

Uscito anche in br 4K (preso tempo fa, lo devo ancora visionare): rece su www.dvdbeaver.com/film/DVDCompare3/saving_private_ryan_UHD_blu-ray.htm Il film rimane comunque fra i migliori di Spielberg, pur con qualche difetto. Non mi faccio incantare dalle favolette: se dovessi mandare tutte le copie al macero, fra questo e “E.T.”, faccio piazza pulita del piccolo alieno. Alla faccia di Mereghetti.
P.S. Concordo sulla debolezza di Ryan. Non tanto per colpa di Damon, ma piuttosto di come il personaggio è impostato dalla sceneggiatura. Infatti il soldato interpretato da Edward Burns si incazza con lui, e a ragione…

È terzo nella mia classifica dei WW2 movie:

  1. Va e vedi (1985, Elem Klimov)
  2. The Big Red One (1980, Sam Fuller)
  3. Salvate il Soldato Ryan (1998, Steven Spielberg)

Rivisto dall’ottimo blu ray, dopo che erano passati parecchi anni dall’ultima visione, devo dire che continua a suscitarmi reazioni contrastanti anche se ammetto che quelle positive sono decisamente più numerose.

Tecnicamente è davvero una festa per gli occhi e le orecchie, con un montaggio davvero strepitoso, una quantità incredibile di scene spettacolari ultracomplesse girate dal vivo e spesso pure in piano sequenza, una gestione straordinaria delle masse e un sonoro che è capace di spettinare anche me.

Tutti cantano - giustamente - le lodi della scena dello sbarco ma anche la battaglia finale ha dei momenti incredibili. Oltre ad essere spettacolare come poche altre scene di guerra ha il merito di riuscire ad essere comprensibile per tutta la sua lunga durate senza mai diventare eccessivamente confusa o caotica (cosa che peraltro è ma è un caos montato talmente bene che riesce a mantenere la frenesia della guerra senza rinunciare a una narrazione comprensibile).
Mi ha sempre impressionato tantissimo la scena terribile della morte del personaggio di Adam Goldberg. Quel coltello che lo uccide piano piano mentre il soldato tedesco lo invita ad arrendersi dicendo che sarà una morte veloce e che non ha possibilità di salvarsi - sempre che abbia capito bene visto che lo dice in tedesco senza sottotitoli - mi turbò tantissimo quando vidi il film al cinema 22 anni fa e ancora oggi non mi lascia indifferente.

Anch’io ho sempre avuto qualche riserva sull’idea che sta alla base del film, ossia quella di rischiare la vita di un intero plotone per salvare un semplice soldato soltanto per una ragione “romantica” (diciamo così), ma è anche vero che la sceneggiatura del film cerca continuamente di evidenziare questo paradosso, a volte riuscendoci (almeno in parte) e a volte cadendo nella retorica più trita (almeno se vista con i miei occhi).
Da questo punto di vista ci sono parecchie scene retoriche (ma a loro modo emozionanti) come la frase “Earn it” pronunciata dal personaggio di Tom Hanks alla fine e il “Tell me I’m A Good Man” detta da Ryan in cimitero.
Poi vabbeh, c’è quella bandiera scolorita a stelle e strisce che sventola aprendo e chiudendo il film e che può sembrare retorica e propagandistica (e probabilmente lo è) ma non ha molto senso ricordare il film per queste cose.

Boh ma non era tratto da una storia vera? Che abbiano inviato un gruppo di soldati a recuperarne un altro per questioni non tanto umanitarie quanto di propaganda (e infatti Ryan quando lo realizza s’incazza pure, giudicandolo assurdo) ci poteva stare, poi come dite voi sul piano spettacolare nulla da eccepire. La retorica patriottarda è fastidiosissima più che altro nei dialoghi iniziali post-sbarco, con ufficiali e politici che si commuovono di fronte alla bandiera mmmerigana e giurano di riportare a casa il rampollo superstite della famiglia. Poca roba, per fortuna il film prende una piega di pura azione che è il vero motore dell’opera. Lo giudico uno dei migliori Spielberg di sempre, ha contribuito a rilanciare il genere bellico al cinema.


ps. Sono una mammoletta sentimentale, ammetto che “Earn it” e la scena al cimitero mi avevano commosso. :slight_smile:

Non proprio. O meglio, ci fu un caso simile ma non ci fu nessuna missione per salvare il fratello superstite. Se ricordo bene quando si venne a sapere che era rimasto in vita solo un fratello dei 4 che erano partiti in guerra si decise di rimpatriare l’unico sopravvissuto (che era un graduato, non un semplice soldato) ma non fu necessario cercarlo, se ne occupò direttamente un cappellano dell’esercito che lo conosceva.
E tra l’altro, se non sbaglio, alla fine si venne a scoprire che uno dei fratelli considerati morti era solo disperso e anche lui poté tornare a casa.
Una cosa del genere, vidi un documentario parecchio tempo fa, la memoria è quella che è.

Fu detto, infatti: http://www.gentedirispetto.com/forum/showthread.php?33002

Dopo 24 anni, a dire della superiorita’ del filmone by Spielberg su quella polpetta filosofico-poetica del coevo “La sottile…”, basterebbe una scena ancora della parte iniziale. Niente guerra, niente combattimento, zero sangue. Solo lo sguardo di Hanks, barba incolta e da poco sopravvissuto al massacro sulla spiaggia, che osserva l’ufficiale che si rade (Dennis Farina, se rammento bene) e le cibarie in scatola accanto a lui. E non occorrono nemmeno parole, di Hanks o di un eventuale narratore : in guerra, vuoi innanzitutto sopravvivere e nutrirti. In culo alla retorica della “bella immagine” del signor Malick. Il quale, nei film successivi, si dimostrerà al massimo buono per fare spot pubblicitari, per profumi o eau de toilette. Il cinema, è un’altra cosa. Anzi, un altro campo di battaglia… :sunglasses::ok_hand::roll_eyes:

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