Soldier Blue - Soldato blu (Ralph Nelson, 1970)

Incredibile il solo divieto ai minori di 14 anni, anche a me la parte finale diede abbastanza la nausea per quanto era atroce… a differenza dalla macelleria di un Cut Throat 9 che è più compiaciuta e quasi iperrealistica, qua era tutto così spietatamente verosimile. Forse il miglior western filo-indiano che ho visto, perlomeno a me è piaciuto più di altri.

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E’ tratto da un romanzo (T. V. Olsen, Arrow in the Sun, 1969) a sua volta ispirato da fatti realmente accaduti.

Ma la vera storia dell’atroce massacro del Sand Creek è raccontata al capitolo IV (intitolato: La guerra raggiunge i Cheyenne; pagg. 84/116) del libro di Dee Brown, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee (Oscar Mondadori - Milano 1993) ed è molto più dolorosa da leggere in quanto totalmente priva dei tratti ironici che pervadono buona parte del film in questione e che, considerato il dramma di cui tratta, ho sempre trovato un po’ fuori-luogo.

Il capo Cheyenne che ricevette in regalo la bandiera americana poi sventolata all’arrivo delle colonne dei soldati (il film riporta la scena in maniera sufficientemente verosimile) fu, in realtà, Pentola Nera, osteggiato da molti altri capi delle varie Nazioni amerindie a causa del suo desiderio di pace con i colonizzatori/invasori bianchi.

Pensa che, a quanto pare, in realtà fu anche peggio. Un episodio di totale follìa, di criminale brutalità da parte di 700 elementi che è impossibile definire come esseri umani (per di più, allucinati da massicce dosi di alcool, certo molto diverso da quello che troviamo in vendita oggi).

Il mio preferito rimane Ulzana’s Raid (Robert Aldrich, 1972), molto equilibrato.

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Raccomando di cuore l’edizione Eagle. Valido il br standard, ma addirittura sbalorditivo il 4k, se visto su schermo e con lettore adeguati. Master appositamente creato lo scorso anno in Francia, per inciso.Colorimetria e luminosità, a volte in totale contrasto col br normale, e di conseguenza assai più adeguate e “veritiere”. Magari un film non eccezionale, in senso assoluto, come riuscita finale. Però necessario, anzi indispensabile, perfino oltre mezzo secolo (!!!) dopo l’uscita in sala. :cry::pensive::skull_and_crossbones:
P.S. Segnalo inoltre che, sul 4k, c’è Candice Bergen (pure lei, benedetta donna, reduce da interventi estetici…:face_with_raised_eyebrow:) che rievoca aneddoti relativi all’opera. Bene, ma qualcosa in più lo avremmo gradito sicuramente. Meglio di niente, dai…

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