Stalking Eva (Joe Verni, 2015)

Mi stuzzicava l’idea di un omaggio al cinema di genere della golden age ibridato con i Vanzina di Sotto Il Vestito Niente. Tuttavia sono rimasto molto deluso. Certo, siamo molto avanti rispetto al trash di Cattive Inclinazioni, qui la regia è matura e professionale, ottima la fotografia, si respira aria internazionale ed il film da un punto di vista estetico è competitivo. Ma la sceneggiatura è una storiella che più lineare e minimale non si potrebbe. Tutto accade come da manuale, il climax finale è semplicemente un non climax e i parafernalia esoterici sono da discount. Non si migliora con il cast, la coppia di protagoniste lascia perplessi, Ksenia Kapinos in particolare (Eva) è davvero un tronco di legno con un bel faccino (per altro sempre in modalità canino bastonato). Il personaggio di Douglas Dean fa vistosamente il verso a quello di Stanley Tucci in Il Diavolo Veste Prada.

Peccato perché tra eco di Argento, Bava, Vanzina e Martino le promesse potevano esserci, ma vengono superate dalle ambizioni e acciaccate da una pochezza narrativa disarmante. Tra gli extra del dvd c’è una scena tagliata (gli incubi di Eva) che a me pareva importante per l’economia del film, mentre inspiegabilmente viene tagliata (quando invece si indulge per lunghi minuti nei quali non accade assolutamente niente ma si vuole evidentemente creare “atmosfera”). Rimane solo un prodotto ben confezionato che, per inciso, arriva un anno prima di The Neon Demon. Agli effetti speciali (ovvero agli omicidi efferati) Sergio Stivaletti. Tutti molto glamour, ma in qualche caso anche molto teatrali “tanto per” ad esempio il primo, con lo sgabello in bocca ad Elettra Capuano…Perché??!