Il film, sulla scia dell’arcinoto Woodstock, documenta il leggendario Holland Pop Festival, svoltosi a Rotterdam nel weekend del 26-27-28 Giugno 1970.
Le esibizioni degli artisti sono intervallate a riprese suggestive della cornice del festival (il pubblico e gli ambienti), qualche intervista ai musicisti e qualche ripresa “sperimentale” di atmosfera (frenetici voli d’uccello tra canali, mulini a vento, cieli nuvolosi, etc).
Non c’è niente da fare, ogni volta che vedo documenti filmati di questo tipo o leggo resoconti di storici dell’underground come Matteo Guarnaccia penso che mi sarebbe piaciuto davvero molto fare parte di questa onda di giovani. Una ciurma di avventurieri idealisti e spensierati, che vivevano sulla loro pelle il rifiuto della morale tradizionale, dei meccanismi sociali, delle dinamiche vigenti dell’autorità e del potere costituito per cercare qualcosa di nuovo, di diverso, di più spontaneo ed autentico nelle relazioni interpersonali e nei rapporti tra le parti sociali.
Mi sarebbe piaciuto un sacco trovarmi a questo festival insieme ad una marea di ragazzi capelloni e sudati come me, a ballare nudo sotto la pioggia ascoltando i Soft Machine o i Renaissance, cercando nuovi modi di esprimere l’amore e sperimentando dentro di me l’unione e la fratellanza con chi stava vivendo quello stesso frangente insieme a me. Sono stato a diversi festival musicali pieni di gente nella mia gioventù, ma negli anni duemila non era la stessa cosa.
Quei favolosi anni a cavallo tra '60 e '70 li idealizzo davvero, li percepisco come un periodo meraviglioso, che ha prodotto imho la musica più bella di sempre e ha saputo forgiare delle sensibilità artistiche straordinarie e fuori dal comune. Invidio un sacco chi all’epoca era un ragazzo ed ora è sulla settantina, che ha potuto assistere al fenomeno vivendolo in prima persona e può riguardarlo ora in retrospettiva con la consapevolezza e lo spirito critico della maturità.
In attesa dell’invenzione della macchia del tempo e del siero per ringiovanire, mi guardo Stamping ground e resto a sognare ad occhi aperti.