Still Life (U. Pasolini, 2013)


http://www.imdb.com/title/tt2395417/?ref_=fn_al_tt_1

Still Life racconta una manciata di giorni di vita di John May (interpretato da un ottimo e commovente Eddie Marsan), un abitudinario funzionario comunale che ha un’occupazione un po’ particolare: il suo lavoro consiste infatti nell’organizzare per il Municipio il funerale a persone morte nella solitudine, di cui nessuno in vita si occupava più (e figuriamoci nella morte). Un bel giorno verrà licenziato ma chiederà di potersi occupare dell’organizzazione di un ultimo funerale.

Il film è molto semplice, preciso e minimalista nella storia e nelle inquadrature e gira praticamente tutto intorno alla figura di questo John (con qualche personaggio di contorno); la storia è lineare ma ha il merito di trattare un tema come quello della morte in maniera intelligente e delicata, senza cadere in inutili sentimentalismi esagerati. Personalmente ne consiglio la visione, anche perché il film non è per nulla pesante, ha una lentezza di fondo totalmente funzionale alla storia che però non stanca lo spettatore ed è qualche volta intervallata da sporadici momenti quasi comici.

Il finale per quanto forzato è un po’ “sciocco”, è davvero triste e fa il suo effetto, fatta eccezione per l’ultimissa scena, quella in cui arrivano i fantasmi a vegliare sulla tomba del protagonista

Un “piccolo” film sul delicato tema della solitudine e della morte, il regista dirige con una mano molto delicata, tenendo conto anche della grande interpretazione di Eddie Marsan, interprete di un personaggio anche lui solitario come i defunti a cui “indaga” e molto meticoloso per il suo lavoro che svolge con grande dedizione, il finale, forse un pò prevedibile, è davvero molto commovente.

Mi ha lasciato un po’ perplesso.
La scena finale era prevedibile già dopo 10 minuti (fin nei dettagli) e questo ha sicuramente compromesso un po’ tutta la visione, però ci sono tanti momento riusciti, certi momenti di ordinaria solitudine sono ben rappresentati e per me la vera scena commovente è quella del funerale della tipa dei gatti, più precisamente quello che viene letto dal prete.
Il resto del film è abbastanza prevedibile nonostante l’idea di partenza sia decisamente originale.

Marsan è bravo anche se fa tutto il film con la stessa espressione (tranne in una scena in cui sorride) e io personalmente non sopporto quando viene lodata in maniera esagerata un’interpretazione del genere.

Il dvd italiano è buono (anche se durante i titoli di testa - che poi sono delle scritte su sfondo nero - ci sono degli artefatti di compressione davvero incredibili, mai visto nulla del genere) e contiene anche parecchi extra. Ci sono tre interviste (per la durata totale di quasi un’ora) con il regista Uberto Pasolini e gli attori Eddie Marsan e Joanne Froggat.
Tecnicamente non sono nulla di che (inquadratura ok ma zero montaggio) però a livello di contenuti sono buone, specialmente per l’intervento del regista. Incredibilmente irritante invece Marsan che durante il quarto d’ora (o anche meno) della sua intervista non nasconde la sua voglia di essere altrove e di non vedere l’ora di andarsene. Davvero cafone.

Si, come dice Caddeus, si presagisce il finale sin dall’inizio, però è una storia diversa e gradevole, curiosa, nonostante lo spoiler intrinseco nel film si aspetta a vedere come si evolve la storia, non per bestemmia ma in certi versi mi ha ricordato Ikiru di Kurosawa, sicuramente una fonte di ispirazione c’è.

Marsan non mi è piaciuto per niente, monoespressività a parte, è un personaggio che risulta sin troppo costruito e si vede, mi vien quasi da paragonarlo tout-court al protagonista di “The human centipede 2”, semplicemente un ruolo che non gli si addice.
Malgrado ciò, è un film che merita di essere visto.

un film inutile in ogni sua componente
regia scolastica, interpretazione banale, storia prevedibile e sticazzi, finale ridicolo

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