Sukeban boy (Noboru Iguchi, 2006)

Un ragazzo viene costantemente preso in giro e bullizzato dai coetanei a causa dei suoi lineamenti molto femminili, reagisce picchiando come un ossesso e viene costantemente espulso dalle scuole che frequenta.
Il padre lo obbliga allora a vestirsi da ragazza e frequentare un liceo femminile, spernado che non ci siano più problemi di condotta… Purtroppo si sbaglia, perché la scuola è il ricettacolo di una serie di pittoresche e spietate gang femminili!

Il film parte come uno di quei film del sottogenere pinky violence, con le gang femminili scolastiche che brutalizzano e soggiogano i ragazzi della scuola, però il mood non è quello del thriller drammatico ma quello della commedia. Ritmo indiavolato, mai un attimo di tregua tra un avvenimento e l’altro, action a gogo, all’inizio sembra quasi di assistere ad un videogioco. E poi un sacco di belle ragazze generosamente svestite grazie a qualsiasi futile pretesto. Poco a poco la trama si fa sempre più assurda ed inverosimile, e finiamo per assistere a deliranti sequenze comiche incentrate sulle peggio perversioni sessuali e a mutazioni, trasformazioni, esplosioni, detonazioni, bagni di sangue architettati nei modi più creativi ed allucinanti. Personaggi eccessivi, esagerati e fumettistici.

Il regista è lo stesso di The Machine girl e Zombie ass: Toilet of the dead… Chi li ha visti sa di che tipo di film sto parlando!

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considerato che l’autore ci ha elargito crapolavori del calibro di zombie ass e dead sushi, questo è a mio avviso e gusto un ampio passo indietro. gli scoppi di esagerazione sono pochi e sporadici, il ritmo è fiacco, l’apporccio svogliato e la noia nell’ordine del quintale al minuto e bisogna aspettare l’ultimo quarto d’ora prima che iguchi sbrocchi un pochetto e ce ne faccia vedere un paio di veramente grossolane e splatterose (per quanto ammetto di aver rasentato il conato di vomito con la caccola di tartaro avidamente succhiata dallo stuzzicadenti usato). peccato che si fermi al giusto un paio e sprechi anche trovate iconograficamente centrate, come la gang dalle teste tatuate di ideogrammi alieni. su questo fronte, ci sono cose più deliranti e meglio realizzate che garantiscono maggior godimento e soddisfazione. gothic & lolita psycho, per dire, lo asfalta da cima a fondo.

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Ma guarda, io man mano che il film andava avanti l’ho trovato davvero troppo esagerato, sbracava, avrei preferito che fosse rimasto nel mood della prima parte (fino a quando c’è stato il primo incontro con la gang delle bad girls nel finto club di buona maniere per ragazze per bene).

:open_mouth: :open_mouth: :open_mouth:
porca virgola! se questo - che tutto sommato è abbastanza contenuto - è “troppo esagerato”, mi rischi un ictus se vedi cose come tokyo gore police!!

non so, considerate altre sue cose svirgolatissime (zombie ass) qua mi è parso davvero sottotono. quando ha iniziato a scapocciare mi son fregato i palmi ma purtroppo sono pochi singhiozzi circoscritti. ha i suoi momenti con ideuzze discrete, ma nell’insieme è impacciato, claudicante, staticuccio. personalmente, questo tipo di opere le preferisco fuori giri da cima a fondo.

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Non è che non mi piaccia lo stile eccessivo, è il cambio di registro che non mi è piaciuto, che ho trovato troppo forzato. Probabilmente se fosse stato esagerato fin dall’inizio non mi sarebbe risultato così stonato.

ma è proprio quello che ti aspetti da un iguchi. che derapi e parta per ogni tangente. viceversa resti tra il boh e il meh, perché non è mai stato sobrio, composto e ieratico. ed è proprio perciò che mi ha deluso. perché cambia registro, ma non riuscendo a mantenerlo delirante e scatologico il giusto. però pur sempre meglio così com’è che niente o finto-miike.