Si parla molto anche di cinema
Bravo ad averlo fatto ma Totò non aveva bisogno che nessuno gli restituisse qualsivoglia dignità . Per quello è bastato il pubblico che non ha mai smesso di amarlo. Sono passati quasi 60 anni dalla sua morte eppure pare che non se ne sia mai andato. Come scrissi una volta succede solo ai grandissimi. Che Charlie Chaplin o Stanlio e Ollio (ma anche i fratelli Marx) sembra che se ne sono mai andati?
- A parte rare parentesi, quella dell’ultimo Totò per esempio, il Totò diretto da Pasolini, il cinema d’autore è stato spesso accusato di averne trascurato il talento.
«Che assurdità . Quante volte s’è sentito dire: peccato che Totò non abbia trovato un grande regista. Un po’ come dire: peccato che la giraffa non abbia trovato qualcuno che gli abbia saputo far fare la giraffa. Lui era un fenomeno naturale, da fotografare così com’era. Un gatto, un bradipo. L’albero di Natale. O Venezia».
Leonetta Bentivoglio, intervista a Federico Fellini, «Il Venerdì di Repubblica», n.198, 29 novembre 1991 (© tototruffa2002.it)
Sicuramente Totò avrà sofferto del fatto che molto spesso i suoi copioni erano veramente poca cosa, però è anche vero che se qualcuno lo avesse tenuto un po’ troppo imbrigliato non sarebbe più stato se stesso. Che poi questo è tipico di qualsiasi comico.
Age su Totò
Negli anni successivi, facemmo molte sceneggiature di film di Totò, eravamo sempre i soliti, con in testa Vittorio Metz e Marcello Marchesi, e poi Monicelli, Steno, io e Scarpelli, Maccari e gli altri che sono venuti subito dopo. Del resto, chi poteva lavorare per Totò che era un attore eminentemente comico? o gli autori di rivista che lo avevano fiancheggiato (e qualcuno ha continuato a lavorare con lui anche nel cinema) oppure gli autori che scrivevano sui giornali umoristici e satirici o per le rubriche radiofoniche.Si trattava quasi sempre di piccoli gruppi, due, tre persone, che dicevano: " Facciamo assieme, c’e questa occasione " I produttori pagavano poco, ma sempre di più delle altre collaborazioni: all,inizio, il cinema lo facevamo per guadagnare qualcosa di più, farsi conoscere, magari con I’ambizione di fare meglio dopo, come in effetti è avvenuto. Nel bene e nel male, è abbastanza naturale che fossero certe persone fare i film di Totò e che fossero fatti in un certo modo. Non si può dimenticare che anche alla base di un cinema strampalato e sopra le righe come quello di Totò c’era ia matrice che nel dopoguerra dominava un pò tutto, la filiazione del neorealismo.
Solo più tardi ha sentito il bisogno di fare un passo avanti, leggendo qua e là ha cominciato a pensare che i suoi registi e i suoi autori non fossero alla sua allezza. C’è stato un momento in cui ha voluto assolutamente fare un film con un regista, che - gli avevano detto - faceva i carrelli. La cosa doveva risultargli un pochino misteriosa, ma era tutto eccitato dalla novità tecnica, dalla possibilità finalmente di rimediare al fatto che fino allora lui era stato carente su questo piano, era stato poco carrellato. ll film risultò brutto per altre ragioni, non c’entra niente un carrello in più o un carrello in meno. Toto era una carta così grossa che riempiva lo schermo da solo, non aveva bisogno di particolari mezzi tecnici, di sofisticate ricerche registiche, che potevano risultare ingombranti, frenare il suo rapporto con il pubblico. In fondo, ha fatto i film che doveva fare. ll pubblico di giovani che a distanza di anni lo ha riscoperto lo ha trovato giusto così com’era, non ha sentito la mancanza degli orpelli della grande messinscena, dei grandi contorni, dei grandi mezzi tecnici che qualche volta sono solo di intralcio, non arricchiscono la forza comica di un attore. Sarà da dire piuttosto che non sempre gli autori che lo dovevano aiutare ad esprimere le sue grandi possibilità hanno saputo fornirgli invenzioni, caratteri, personaggi. Toto sà buttava su tutto con una sensibilità , con un fiuto attento, vigile, inspiegabile: forse e in questo che qualche volta abbiamo mancato, non nel carrello in più o nel carrello in meno, nello stacco in più o nello stacco in meno
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