Supersex pornomania - Lust for revenge - Kaftes diakopes (Andreas Katsimitsoulias, 1976)

Divertente thrillerozzo, efficace nella sua semplicità, riesce a risultare crudo e sgradevole grazie al cinismo nichilista che lo pervade per tutta la sua durata.

Un gruppo di borghesi annoiati non trova di meglio da fare per mettere un po’ di pepe alla loro vacanza in una villa di campagna che organizzare il rapimento della bambina di una coppia che sta facendo campeggio libero nei boschi.
Il gioco amorale si conclude con la richiesta di un riscatto di 4 milioni di dracme, che il disperato padre recupera chiedendo aiuto a dei suoi contatti che frequentano i loschi ambienti dei night.
Una volta consegnata la valigetta coi soldi,
gli annoiati viveurs restituiscono la bambina; nei loro progetti c’era anche l’idea di restituire i soldi, ma il membro del gruppo incaricato di eseguire la mansione si tiene la valigetta ed inizia a spendere e spandere.
Scopre però ben presto che si trattava di soldi falsi e il suo rancore è tale da rintracciare la coppia e trucidare la bambina spietatamente in un momento in cui si trova a casa da sola. La vendetta del padre si abbatterà ineluttabile ed esiziale su tutti quanti i membri del gruppo dei bontemponi annoiati.

Pur non essendo il clou del film, ci sono tre o quattro lunghe sequenze erotiche che considero un po’ il “male necessario” di questa pellicola: servivano per venderla all’estero e renderla più appetibile a livello commerciale. Al tempo stesso però spezzano il ritmo ed appesantiscono la visione, soprattutto in ragione del fatto che si tratta di un erotismo poco spinto, che al giorno d’oggi risulta poco significativo e non intriga più di tanto lo spettatore.

Film visto al festival Offscreen; il curatore della rassegna, Jacques Spohr, durante la presentazione ha mostrato con orgoglio (e con il sonoro apprezzamento del pubblico) il manifesto 2 fogli italiano del film, proveniente dalla sua sterminata collezione personale.

Il film è stato proiettato in uno scan digitale da 35mm appena effettuato dall’etichetta Vinegar Syndrome, come raccontato dal responsabile della società, presente in sala. Si trattava di una copia in inglese non ancora resataurata, lo scan abbondava di righe e spuntinature che conferivano alla pellicola un fascino vintage ancora più elevato.

Non so attualmente quali edizioni home video siano disponibili, si tratta comunque di un film da riscoprire.

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C’è la vhs greca che dura circa 80 minuti e c’è una vhs Usa della label Atlas Video che non ho mai visto. Spero “ardentemente” (si dice così?) che la Vinegar lo pubblichi presto in un buon br, come ha già fatto con THE MARK e con EROTIC PASSION.

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…lllà:

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