Taboo (Vilgot Sjöman, 1977)

Regìa di Vilgot Sjoman
Con Kjell Bergqvist, Lickå Sjöman, Halvar Björk, Gunnar Björnstrand, Viveca Lindfors, Frank Sundström, Heinz Hopf, Lars Amble, Olle Björling, Stig Ossian Ericson, Stellan Skarsgård


Un film impensabile in Italia, anche in quegli anni in cui sui nostri schermi si vedeva un po’ di tutto. Non un granché in quanto a valore cinematografico, comunque.
Vhs GVR Realvideo e stop, almeno se si vuole vederlo in italiano.

Non mi pare di conoscerlo. Di cosa tratta?

E’ uncut?

Di libertà sessuale. C’è questo avvocato che frequenta un gruppo di persone ognuno con la sua particolarità (voyeur, pederasti, travestiti, lesbiche ecc.ecc.) per organizzare una specie di manifestazione di rivendicazione delle proprie diversità. Parallelamente, la storiella d’amore con una gran bella figliuola che cercherà di sopportare tutte le sue stranezze pur di stargli accanto.

Secondo me è invecchiato di brutto, almeno dal punto di vista contenutistico; tra le scene “forti” direi che si può citare un crocefisso in legno con, al posto di Cristo, l’effige del protagonista nudo ed in erezione.

Nescio

ps - secondo il libro Video Mania di Davide Pulici e Mario Degiovanni, sì.

Io di Taboo ho questi dvd:

poi questo :-p

naturalmente non poteva mancare Boy George :smiley:

da scriversi con altra grafia ma di pronunzia eguale :o

stesso film ma nell’apprezzabilissima (per via del prezzo) edizione ermitage :tuchulcha

Facile, che dico, facilissimo confondersi se non si specifica ulteriormente :lobster:

Ancora più facile se non si leggono i post

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la scena iniziale è abbastanza fortina (quella della bambina che fotografa l’uomo che si masturba…)
Curioso vedere Gunnar Björnstrand travestito da donna. Dubito che uscirà mai un dvd di questo film, e non solo in Italia. Sjöman in Svezia è un mito, ma a a parte Io sono curiosa giallo\blu non è uscito niente.
A Taboo ho preferito di gran lunga Garage, anch’esso alquanto raro.

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in giro Taboo si trova, anche se in un master non buono. Dura 109min

Dovrebbe essere la copia GVR, piuttosto graffiata

Un film sicuramente provocatorio, ma non si stratta di provocazione fine a sé stessa. Un film inoltre coraggioso, per il tema delicato che tratta, ed infine anche molto aperto, poiché non emerge un giudizio morale finale sull’argomento che indaga, ma solo una approfondita esposizione di diversi punti di vista.

La pellicola parte presentando la visione del giovane avvocato progressista Christopher, in lotta con la società (ma poi scopriremo, anche con sé stesso), per vedere riconosciuti i diritti di TUTTI gli emarginati sessuali, le cui pulsioni ed istinti egli considera spontanee, naturali, genuine, e quindi da accettare e non da condannare. In questo calderone di divergenza sessuale però ci troviamo davvero di tutto: omosessualità, lesbismo, esibizionismo, scopofilia, ninfomania, travestitismo, transessualità, pedofilia, necrofilia. Una visione scomoda, impossibile da accogliere, che lascia turbato lo spettatore.

Poi scopriamo i lati oscuri dell’avvocato Christopher, le sue debolezze, il fatto che egli stesso vive la sessualità in modo anormale e deviato (provocando l’enorme sofferenza della sua compagna, generando inconciliabilità e violenti traumi), e ci rendiamo conto che la sua battaglia per il riconoscimento dei diritti degli emarginati sessuali è in primis una battaglia interiore per l’accettazione di sé.

Poi una terza riflessione, mi sembra, coinvolge lo spettro sociale a più ampio raggio, e viene fatta con triste lucidità, anche se mai in modo del tutto esplicito: come chi vive la sessualità diversamente ha diritto ad affermare sé stesso e a sentirsi accettato, al tempo stesso la società non potrà mai capire e integrare fino in fondo chi vive la sfera sessuale in un modo così diverso, conflittuale, incomprensibile. La figura della compagna di Christofer in questo senso è emblematica: per quanti sforzi essa cerchi di fare per comprendere, sostenere, fare sue anche queste visioni altre del concetto di sesso e amore, questo sforzo la porta soltanto a perdersi, a non capire più sé stessa, a fare cose che considera abominevoli, a sentirsi disgustata e ad avere un vero e proprio rifiuto fisico di ciò che sta facendo.

Sjöman ci dà anche uno spaccato efficace di come l’umanità, anche la più marginale ed emarginata, sia incapace di unirsi e sostenersi a vicenda, consentendo invece che le differenze generino separazione, conflittualità, antagonismo (le difficoltà per la realizzazione del corteo degli emarginati sessuali, e gli esiti deludenti della manifestazione).

Infine Sjöman ci spiazza, mostrandoci come Christopher, l’avvocato che era a capo del movimento per i diritti degli emarginati sessuali, fosse in realtà un falso profeta, e stesse portando avanti una battaglia che per lui era in primis un bisogno di autoaffermazione, un discorso personale travestito da azione sociale e collettiva. Nell’ultima scena, dopo il fallimento della parata, lo vediamo intento a cercare di sedurre una nuova ragazza utilizzando altre nuove strampalate tesi sociali.

Film uscito in vhs CVR (anche se stranamente nella copia che ho visionato io non c’è il solito fastidioso loghino CVR in basso a sinistra) e poi sparito del tutto dalla circolazione, come diceva vergerus purtroppo è difficile che prima o poi un film del genere sia pubblicato in dvd, credo che faccia molto più comodo a tutti lasciarlo sepolto e destinarlo all’oblio. In tutta sincerità m stupisco davvero che il film sia stato distribuito all’epoca nella bigotta Italia, e tra l’altro senza alcun intervento censorio (scene forti ed amorali che ne sono da riempire un armadio).

Che l’Italia fosse (e sia ancora) un paese bigotto è fuori discussione.

Ma stiamo parlando del 1977, periodo particolarissimo nel quale usciva quasi di tutto, Frank. Maladolescenza compreso. Il biennio 1976-78 è stato quello in cui le maglie censorie si allargarono al massimo, per poi - ovviamente - richiudersi almeno parzialmente. E su certi temi come la sessualità minorile o infantile, beh non ne parliamo neanche.

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Hai ragione, non avevo contestualizzato nel frangente storico.