Com’è possibile che non abbia mai sentito @schramm parlare di questa pellicola?
Decisamente pane per i suoi denti.
Uno dei film del dopobomba più estremi e disperati.
L’umanità ha perso totalmente ciò che la caratterizza, ovvero l’empatia.
Uomini e donne vagano sul pianeta semideserto spinti dai loro istinti più atavici, in un’individualistica ricerca della soddisfazione dei loro bisogni primari: cibo e sesso.
Niente più valori, niente più etica, niente più strutture sociali.
Neppure la comunicazione esiste più tra gli esseri umani, il film è senza dialoghi, al limite si ode qualche bofonchio per invocare aiuto, urla di disperazione o gutturali gemiti che accompagnano gli atti sessuali.
In realtà mi correggo, qualche struttura sociale sussiste: la famiglia, intesa però come accordo finalizzato alla sopravvivenza (l’uomo è più forte e protegge la donna, la donna soddisfa i bisogni sessuali dell’uomo), piccoli gruppi di sbandati che si associano per prevaricare sui più deboli, una sorta di ordine monastico votato a rituali di sangue in onore di chissà quali abominevoli dei.
La morte, anche delle persone vicine in questi assembramenti di scopo, non fa scaturire alcun impatto emotivo, è un evento di cui si prende atto, punto e basta.
Magnifico come le location naturali belghe siano state sfruttate al meglio per delineare questo postapocalittico mondo violento e brutale, in cui la civiltà è solo un lontano ricordo.
Un film da vedere.
Il regista realizzerà 20 anni dopo un secondo capitolo, che non ho ancora visto, e successivamente pure un terzo capitolo che però non ha visto quasi nessuno (mostrato in anteprima al BIFFF nel 2013 e poi sparito).
Interessante questo Van Eyck, un autore ultra underground, attivo dagli anni '60 fino ai nostri giorni, la stragrande maggioranza della sua filmografia è invisibile ed irreperibile. Eppure a giudicare da questo film varrebbe la pena di riscoprirla in toto.