Finito adesso di tradurre e sottotitolare questa colorata commedia brillante anni 60
Trattasi dil classicissima heist/action/comedy che più classica non si può. Stephen Boyd è un ex scassinatore americano che da anni gestisce un locale in un paesino spagnolo in cui ha investito i proventi della sua vita precedente, La bella e italianissima Giovanna Ralli si rifa viva e lo costringe a radunare di nuovo la banda per fare un ultimo colpo impossibile e sensazionale. Scassinare il caveau della banca di Pamplona proprio durante la festa di San Firmino e la caratteristica corsa con i tori per le vie della città
Riuscito mix di generi girato con buon piglio e ritmo serrato. C’è commedia, umorismo, un pizzico di azione, un po’ di tensione, l’immancabile colpo di scena finale e anche una sottotrama dalle tinte spy
Gli oltre 100 minuti del film non si sentono minimamente tanto sono ben dosate tutte le componenti.
Ovviamente Boyd è il mattatore assoluto del film, ma fanno da contraltare le 2 perfide donne sempre in competizione tra loro e una serie di personaggi tra cui spiccano un paio di simpatici caratteristi
Il film non strappa mai la risata grassa, ma ben più di un sorriso è assicurato. Il colpo in sè occupa pochi minuti, ma intorno c’è davvero tanta roba con cui divertirsi. Se cercate un film incentrato su una rapina diabolica, cervellotica e impossibile, rimarrete delusi, ma se la rapina la vedete come un momento all’interno di un film spensierato e brillante, ve lo consiglio
Le immagini della festa di San Firmino con la corsa dei tori e i suicideros per le strade di Pamplona, non fanno che impreziosire e dare un tocco originale alla pellicola
Molto gradevole anche la colonna sonora che vi posto, in mancanza di un trailer
Un film da domenica pomeriggio di questo inizio estate
Alcuni li chiamano spunti, altri suggerimenti, altri ancora evidenti plagi, o addirittura furti espliciti. Nei bassifondi del cinema ciò avviene spesso in maniera esplicita e volgare (Bruno Mattei plagiava i film altrui senza nemmeno cambiare il nome ai personaggi: troppa fatica…), mentre nei piani alti del cinema ciò avviene in modi più raffinati, con varianti che mascherano, occultano, distraggono.
Evidentemente quest’ultima tattica funziona, visto che nessuno, né tra i recensori dell’epoca, né tra gli appassionati recenti (come l’autore del post qui sopra) si sono minimamente accorti che questo film (una produzione americana girata in Spagna) è palesemente ricalcato (diciamo eufemisticamente così) su OPERAZIONE SAN GENNARO di Dino Risi. Gli elementi del film di Risi, uscito l’anno precedente, si ritrovano tutti: un furto “impossibile” (là il tesoro di San Gennaro, qui i gioielli di una sfilata religiosa), una donna avida di denaro che promuove l’operazione (là Senta Berger, qui Giovanna Ralli), un’altra donna innamorata che provoca il fallimento del colpo, il grande diversivo di cui i ladri approfittano (là il festival canoro napoletano, qui la festa dei tori di Pamplona) e via enumerando con altri dettagli.
Il film americano cita come propria fonte un romanzo di un autore illustre (William P.McGivern), uscito nel 1966, e che possiamo escludere, anche senza averlo letto, che avesse ispirato gli sceneggiatori del film di Risi. E quindi come giudicare questa operazione? Escludendo in modo assoluto la casualità delle somiglianze, allo stato dei fatti non resta appunto che l’ipotesi del pesante ricalco non autorizzato del film italiano. Non sarebbe la prima né l’ultima volta.
Ovviamente il film americano non ha nemmeno una parvenza della classe e dell’ironia del film di Risi. Dispiace solo per il regista Russel Rouse, in caduta libera (e all’ultimo film) dopo aver realizzato molti anni addietro film notevoli e di culto come LA BAMBINA NEL POZZO e L’EVASO DI SAN QUINTINO, o addirittura di ultra-culto come LA RAGAZZA DA VENTI DOLLARI, straordinario noir di serie B di cui parleremo un’altra volta.