The elephant man (David Lynch, 1980)

d’accordo che si sa e si è detto di tutto, ma resta davvero sbalorditiva ed enigmatica l’assenza da queste parti (non c’è proprio verso che mi appaia apposito thread in ricerca) di questo fondamentalissimo non solo di lynch ma della storia del cinema tutta. per chi scrive, un’opera che colpisce e affonda, scava e commuove sempre più di visione in visione.

il lancio a tutto strillo dell’uscita di fine febbraio 81, con considerevoli concorsi exploitativi:

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Altro film che mi turbò profondamente, il mio Lynch preferito. Il senso di pietà che mi suscitò il protagonista è inenarrabile, come il magone che mi causò il finale. Film che curiosamente non ho mai rivisto, forse per il senso di profonda tristezza che mi suscitò. Per quel che ricordo, comunque, grandioso.

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a chi lo dici. forse tra i 5-6 film che mi hanno scosso maggiormente anche a livello fisiologico. la prima volta, a titoli di coda in corso, tremavo e battevo i denti e non ci ho quasi dormito la notte (un pari disturbo e trauma me lo diede solo un breve documentario incredibilmente scodellato all’interno di superflash nell’84-85 sul cottolengo - niente a che vedere con quello realizzato da agosti). le volte dopo un’empatia cosmica, una compassione scorticante, a fronte di moltissime revisioni. puoi rivederlo anche 200 volte ma è sempre impossibile rimanere imperturbabili. e senza nulla togliere all’eccellente doppiaggio, in originale l’adesione attoriale è ancora più commovente. hurt davvero gigantesco.

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@schramm

La fanfara del CIDIF già ti metteva nel giusto stato mentale.

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Il primo Lynch in assoluto, che vidi. Grazie alla prima tv, nel lontano 1985. Credo fosse su Rai3. Dobbiamo ancora ringraziare, noi cinefili, Mel Brooks. Che ebbe l’intuizione di scegliere un giovane regista, reduce da un’opera prima “folle”, per dirigere una storia così “estrema”. E, non scordiamolo, tanto tanto inglese… :sunglasses::heart::cocktail:
P.S. “Non sono un animale! Sono… un uomo!!” Non puoi scordarlo… :cry:

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raitre yess. febbraio 85.

e dire che come cineasta e comico non l’ho mai sopportato. ma come produttore aveva l’occhio lungo, dato che gli dobbiamo anche la mosca cronenberghiana. per il film di lynch non volle nemmeno essere accreditato specie nelle frasi di lancio pubblicitarie o nei trailers per evitare che il pubblico si facesse idee molto diverse sul film…

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Nella versione italiana con la voce di Manlio De Angelis…

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Rilancio, facendo un po’ lo sborone: Hopkins è sapientemente doppiato da Barbetti, e il sommo Gielgud ha i toni, pacati ma autorevoli, di Giorgio Piazza.
P.S. Mi viene quasi da piangere, dopo aver scritto tali nomi, al “parco doppiatori” attuale… :pensive:

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E per completare il parterre de rois ricordiamo anche la meravigliosa Anna Miserocchi su Anne Bancroft. La Miserocchi me la ricorderò sempre anche come doppiatrice di Batwoman nel mitico film di René Cardona.

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Rivisto ieri sera su RaiMovie per testare la mia virilità :rofl:
Inutile, gli occhi mi si gonfiano sempre anche dopo 30 anni dalla prima visione. Sentire e vedere la gentilezza di Merrick nel parlare, nel conversare, nel muoversi, mi manda in frantumi…

Ieri sera mi sono focalizzato maggiormente sul “modo” in cui Merrick veniva trattato e percepito all’epoca, anche dai suoi “amici”. Sì perché le altre volte era facile dimenticare tutto e farsi trascinare sentimentalmente.
Inevitabilmente un film del genere ti porta in certe acque, e se ci aggiungo un mio stato mentale sfrontato, ci ho visto un po’ di pietismo a buon mercato. Diciamo che il film fa molto però sotto certi punti di vista non abbastanza. Ma è un minus che ci voglio trovare io da “pseudo-critico nullità” anonimo su internet, giusto per discutere e provocare, ovviamente :sweat_smile: :joy:

Quando ero piccolo e lo vidi nel periodo pre-internet wikipedia & co., rimasi molto impressionato dalla suggestione data in apertura del film: cioè che Joseph fosse nato così in seguito alla folkloristica credenza del maternal impression

Mi accodo alla salivazione collettiva riguardanti la classe attoriale e la superclasse dei nostri doppiatori mai troppo incensati.
Riguardo agli oscar non vinti, mah…

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davvero. lo avrebbero meritato praticamente tutti, anche il macchinista e il boy gaffer!

Domenica notte, ore una e trenta circa: arrivato distrattamente sui titoli di coda di Cliffhanger, prevedevo finalmente di poggiare la testa sul cuscino quando sento partire la suite di John Morris. Che colpo basso, mi sento fottuto: e mo’ chi si schioda? Dalla prima all’ultima scena, senza uno sbadiglio (io che soffro di narcolessia cinematografica). L’avrò visto una decina di volte, a partire dalla seconda visione in un cinema parrocchiale in cui un amico ha pianto dall’inizio alla fine. Non c’è un’inquadratura, un dettaglio che sia fuori posto. Ma che interpretazione è quella di Freddie Jones, l’imbonitore? Brividi, lacrime e un pensiero ricorrente: ma come diavolo ha fatto Tullio Kezich (critico di cui ho sempre adorato pensiero e prosa) a definirlo “grossolano”? «L’opera di Lynch tradisce un misto di ipocrisia e cattivo gusto come i peggiori modelli del genere orrorifico», chiosava sul Nuovissimo Millefilm. Credo l’abbia inconsciamente respinto, rifiutato, perché almeno per una volta la sua critica è apparsa davvero senza senso.

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A ognuno la sua croce… :grin: :wink:

A me non è mai piaciuto, anche se adesso sono costretto a rimpiangerlo visto il vuoto (quasi) assoluto della critica cinematografica italiana contemporanea.

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Si va OT, ma quoto. Nel “regno dei ciechi” social, perfino l’“orbo” Kezich fa la figura del gigante. Che tempi…:pleading_face:
P.S. Il film ebbe comunque una valida recensione di Grazzini. Non entusiasta (mah..), però positiva.

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Bè, pure secondo me, rivedendolo da adulto, è un po’ “grossolano”. Ma per il 1980 poteva anche andar bene così, ecco.
Devo constatare che il Lynch “normale” che conosco, cioè “elephant man” e “dune” sia un regista un po’ scialbo.

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Bello il forum. Punti di vista vari. Io invece, amo il Lynch di “Elephant man” e “Dune”. Mentre quello pretenzioso presuntuoso e fumoso, di “Mulholland drive” e “Inland empire”, mi fa vomitare. Punti di vista, appunto…:cocktail_glass::smiling_face_with_sunglasses::wink:

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Zardoz-Sobchak, hai letto della curiosità scritta nella discussione de “il grande lebowski”?

Su Lynch, amo pure io Elephant e Dune (tanto che me li riguardo sempre pure alle 4 di notte), ed apprezzo in modo minore le contorsioni mentali di Mullholland, Strade perdute & co.
Ci tengo che questo lo sappia tout le monde! :joy:

Però, attirandomi coscientemente del disprezzo, non sono un cinefilo che mi va bene tutto purché mi diverta/intrattenga/strugga: mi sollazzo malamente anche ad applicare un po’ di sano puntacazzismo e fare come Minitina dicendo ogni tanto “sì, però…”… :laughing:

Per questo, sempre secondo me, “Elephant man” è un bel film per ciò che tratta (e per come smuove i sentimenti), ma c’è del grossolano per come lo tratta.

Questo sempre dal basso della mia nullità Don Backyana che rimira l’immensità del Cinema. :heart_eyes:

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Al “puntacazzismo” preferisco di gran lunga il fancazzismo. Forse per questo amo così tanto il film dei Coen, tanto per restare in argomento.:clown_face::clown_face::clown_face: Per il resto, il tuo articolato motivato intervento dimostra competenza, contagiosa cinefilia, e ispira incontestabile simpatia. E di Lynch, ripeto, pure post mortem non gli ho perdonato né mi sono fatto piacere i 2 film precedentemente citati. Detto ciò, globalmente David buonanima resta nel mio cuore, per le altre soddisfazioni che mi ha dato. A partire dal lontano 1985, quando sulla benemerita Rai3 passò in prima serata appunto “Elephant man”. Spero quindi che, per dirla alla Tarantino, “We’re cool, man”…:smiling_face_with_sunglasses::wink::handshake:
P.S. Sì, ho letto sul thread apposito quella bizzarra “teoria”. La considero una fregnaccia così stratosferica e assurda, che non mi irrita ma semmai mi fa sghignazzare di gusto. Come certi monologhi del Sobchak, sì…:star_struck::partying_face::heart:

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