The Final terror aka Cercate quel bambino (A. Davis, 1983)

Se il titolo italiano riportato da IMDB è corretto (non c’è nessun bambino scomparso, nessun bambino in generale ) è molto fuorviante e si spiega solo con un flebilissimo legame con la trama. Io comunque il film l’ho visto in inglese sottotitolato in italiano e scopro adesso questa titolazione italiana…mah, non mi fido tanto, ma mi adeguo
Trattasi di uno slasher/survival movie con tutti i clichè del caso
Un gruppo di ranger (lo scopro anche questo ora da imdb perchè nel flm è poco chiaro cosa siano) va con un gruppo di ragazze in montagna, qui dovrà scampare al solito maniaco
Il film non ha nè capo nè coda, i nostri rangers ,con ragazze al seguito, vanno in montagna a fare non si sa bene cosa, li vediamo tutti impegnati (anche le ragazze, in barba alle norme di sicurezza)nel ripulire un torrente da tronchi e frasche, poi c’è una non precisata losca storia di traffico di erba o di funghi allucinogeni in cui alcuni dei ranger sarebbero coinvolti, di cui a tutto un tratto non sappiamo più nulla e la vicenda diventa la classica scampagnata tra i boschi in stile campeggio alla venerdi 13 con assassino al seguito, per poi sfociare nel giungla movie. I ragazzi si improvviseranno commando fai da te con tanto di mimetiche fatte in casa e la produzione di trappole degne dei vietkong
Il film cambia registro talmente tante volte passando da un tranquillo weekend di paura, a venerdi 13 fino a rambo dei poveri che la noia prende ben presto il sopravvento e l’occhio spesso corre al timer del lettore dvd per vedere quanto manca alla fine dello strazio.
Non mancano elementi di interesse.
Tra le ragazze c’è daryl hannah solo un anno prima che diventasse la sirenetta di Splash, turbando gli ormoni dei ragazzini di tutto il mondo , dei loro padri e sicuramente di più di qualche nonno ancora arzillo che accompagnò i nipoti al cinema. Le location nei boschi stile colorado o dakota sono meravigliose e sospetto che sia stata usata poco più dell’illuminazione naturale per dare un’atmosfera ancora più sinistra. Purtroppo però le scene notturne sono troppo buie e molte di quelle diurne troppo in penombra, penalizzando anche i pochi effetti speciali presenti. L’assassino veste una specie di pelliccia fatta di muschio e foglie, perfetta per mimetizzarsi nell’ambiente e saltare fuori in qualunque momento da sotto un cumulo di terriccio o da sopra un albero. Manca la tensione,il sesso (che in un camping slasher è vitale), l’empatia con i personaggi che vagano per il bosco senza senso dicendo cose a caso per tenere desto lo spettatore che spera che muoiano…non per sadismo, ma per vedere capitare qualcosa sullo schermo
Alla fine lascia l’impressione che si sia giocato sulla presenza dell’attrice che stava lì lì per esplodere, sulle location, si sia portati tutti sul posto e si sia proceduto a braccio, improvvisando, confidando, nelle luci e in qualche idea estemporanea che veniva lì per lì, convinti che dei buoni ingredienti bastassero a cucinare un buon piatto
Solo per completisti del genere e gli eterni innamorati della daryl hannah dei tempi d’oro