The Girls of Ukraine (Richard Marks, 1993)

Film non presente su imdb.

Incredibile straight-to-video reperito nei meandri del web, le immagini e la trama che campeggiano sulla cover già dicono tutto quello che c’è da sapere su questa videocassetta della durata di una mezz’ora scarsa.

Nel prologo vediamo delle amiche che passeggiano per una Kiev brulicante e festosa: è l’anniversario dell’indipendenza dell’Ukraina. Vita quotidiana serena e spensierata delle persone nella città: chi fa shopping, chi si ritrova facendo capannello davanti a statue e monumenti, i bambini che giocano nelle fontane, la gente che passeggia nei parchi.
Quella sera le ragazze vanno ad una festa scatenandosi in balli gioiosi.

Man mano il video ci presenta ciascuna di esse, con brevi clip di qualche minuto nelle quali ognuna parla un po’ di sé, delle proprie passioni e dei propri desideri (chissà perché tutte vogliono venire in occidente, visitare Parigi, Milano, New York e Las Vegas, sposare un americano, metter su famiglia, …) mentre intanto si spogliano con futili pretesti per il piacere dello spettatore.

Dopo quattro o cinque di queste storie, inaspettatamente, vediamo arrivare un tank sovietico; non appena si ferma parte il momento Bollywood. Canzone disco in ukraino (ma il ritornello recita “American boys”), dal carro armato fuoriescono le nostre graziose amiche seminude che improvvisando una coreografia si mettono a danzare a cavalcioni del veicolo militare. Surreale. Fine.

Devo dire che mi ha fatto un certo effetto vedere le immagini iniziali, quei luoghi dove anni fa sono stato e che anche io ricordo così pieni di vita e di vitalità, che adesso invece immagino ammantati da un’atmosfera cupa e dolorosa, dove ciascuno pensa più che altro ai suoi lutti piuttosto che a festeggiare l’indipendenza, per la quale attualmente si deve nuovamente lottare.
Il film, una produzione americana realizzata in Ukraina, è forse il primo esempio cinematografico di joint venture tra l’occidente e uno degli stati risultanti dalla caduta dell’Unione Sovietica. Dopo la guerra fredda questo era forse il primo passo di un avvicinamento tra l’Ukraina e la zona Nato che, a lungo andare, ha infastidito la grande madre Russia fino al punto che noi conosciamo.

Che dire?

Stand with ukranian girls!


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Due cose non sono riuscito a capire: 1) Le ragazze a parte spogliarsi fanno anche ‘altro’ visto il divieto ai minori (anche nel 1993 vedere ragazze nude non è che facesse più tutta questa sensazione in generale)?; 2) Non ho capito il senso dell’avviso riguardo l’uso di una mascherina posto tramite pecetta sulla confezione.

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  1. No
  2. Boh

Penso che entrambe gli avvisi fossero dovuti a mero sensazionalismo per vendere qualche copia in più!

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Immagino. Tra l’altro: 1) Mettersi a cavalcioni su un cannone lo aveva già fatto Cher; 2) Se fosse stata una produzione italiana le avrebbero spogliate già dalle foto sulla custodia; 3) Inquietante che il regista non riuscì a trovare altro che farle uscire da un carro armato vecchio ma funzionante. Questo alla faccia di una nazione pacifica.

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Grazie della segnalazione (ora si aspetta l’ovvio Pino-link)!
Ma non è che hai sbagliato sezione? :wink:

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Boh… Alla fine non è cinema

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