Visto ieri sera in onore di Stamp, molto bello il film di Soderbergh, sorta di Get Carter contemporaneo (e infatti avrebbe dovuto interpretarlo Caine) ambientato a LA, qualcosa è successo alla figlia di Wilson e lui vuole andare a fondo. Notevole il montaggio e la diacronia tra immagine e parlato per rinforzare i flashback e la costruzione del personaggio. Stamp una roccia, Fonda viscidissimo, Lesly Ann Warren un piacere, Guzman che spacca con le sue magliette, Barry Newman molto realistico. Raccomandato.
Grazie, Al, per aver aperto il thread. Personalmente, considero questo film, insieme a “Traffic”, il migliore di Soderbergh. Lode a regia, sceneggiatura e attori, certo. Ma va anche sottolineato come, pur con la buona volontà di quelli coinvolti (De Sando e Merli, sui due protagonisti), il doppiaggio stavolta sia una vera “mission: impossible”. Giacché in originale, un punto di forza è lo “spaesamento linguistico” di Stamp, che spesso si esprime in cockney, risultando incomprensibile agli yankee che lo circondano. Esemplare, in tal senso, la pappardella che sciorina davanti a Bill Duke. Nella versione doppiata, perde quasi tutto il senso. Triste, la situazione home video sul mercato italiano: c’è solo un vecchio dvd, in formato sbagliato e fuori catalogo. All’estero, edizioni br e perfino 4k…
Se uno nel 2025 ancora sta a vedersi i film doppiati, ben venga che perda tutto il senso, fatti non foste per viver come bruti.
Il doppiaggio è una gran comodità. E lo dico da anglofilo. Ma ci sono casi, e appunto “L’inglese” è uno di questi, in cui perfino un lavoro di qualità e curato, risulta qualcosa di inadeguato, quasi patetico.
P.S. Personalmente, nel 2025 , ritengo ancora più grave che un’opera simile da noi non abbia almeno un br come Iddio comanda. Ma siamo una terra dove perfino label volonterose e lodevoli, chiudono i battenti. Per colpa appunto di “bruti & ignoranti”…