Era ora! Visto decenni fa in tv, sinceramente ci capivo ben poco (avrò avuto 10-11 anni). E’ un film in genere sputtanatissimo (vedi la recensione sul Mereghetti), indubbiamente “figlio” dei suoi tempi (in termini di ricerca visiva, ma anche una certa presuntuosità intellettuale). Comunque, un salutare recupero, visto che ci sono due attori che mi piacciono moltissimo come Anthony Quinn (con look molto “picassiano”), e soprattutto Michael Caine. E in più, due bellezze non banali come la Karina e la Bergen. Ben fatta, Fox!
P.S. “Storica” la batttuta di Woody Allen, quando gli venne chiesto cosa rifarebbe se potesse tornare indietro nella sua vita . Lui rispose “Tutto, tranne rivedere ‘Gioco perverso’!”.
Preso da Amazon, e visto ieri sera. Cominciamo con le note liete: il film non merita assolutamente il “macello critico” a cui è abitualmente sottoposto, e il master utilizzato dalla Fox è davvero molto bello (visto con lettore br su schermo led, la visione è fra l’ottimo e l’eccellente, a tratti sbalorditiva per un film del '68). Ciò detto, si tratta comunque di un’opera clamorosamente NON riuscita. Pretenzioso, pretestuoso, qua e là decisamente presuntuoso, “Gioco perverso” tenta disperatamente di mescolare le carte per tenere desta l’attenzione dello spettatore (a proposito: una decina di minuti in meno avrebbero giovato…), ma il più delle volte ti vien da dire, davanti ai colpi di scena (o presunti tali), “e allora?!”. Troppe cose, anche discordanti fra loro, proprio troppa carne al fuoco che alla fine stucca, e rischia seriamente di irritare. Non voglio infierire poi su un finale appartenente alla categoria “Non sapevamo come uscire da questo pastrocchio, perciò già che ci siamo incasiniamo ulteriormente le acque!”. Peccato, perchè la regia e la messa in scena sono di indubbia cura ed eleganza, un certo fascino (visivo, ma non solo) è innegabile, Quinn (truccato appunto come fosse Pablo Picasso, e doppiato con la solita abilità e carisma da Cigoli) e un giovane Caine (ahilui con gli occhi talvolta - chissà perchè, poi - “sporcati” dal belletto) sono ottimi, la Bergen (pettinata e truccata come fosse una dea) è splendida, mentre la Karina è piuttosto sprecata (ma ci offre un rapido e gradevolissimo topless). Insomma, un fallimento, ma indubbiamente interessante e da vedere. Un reperto di cinema ambizioso, troppo, ma più stimolante di tante altre opere più equilibrate e riuscite.