The Night and the Moment - La notte e il momento (Anna Maria Tatò, 1994)

https://www.imdb.com/it/title/tt0110665/?ref_=tturv_ov_i

Rotunno, R. Mastroianni, Morricone, Dafoe, Olin…cosa può andar male? Tutto.
Tratto da un racconto di Claude-Prosper Jolyot de Crébillon, è un tour de force e de noia sontuosa e leziosa come solo questo pseudo-kammerspiel riesce ad essere. Essenzialmente 90’ Casanoveschi-cretineschi di un seduttore (oggi in certi ambienti lo chiamerebbero PUA) a cui dà le sembianze quella maschera di Dafoe, che comunque lo metti ha sempre quell’espressione da psychopath a cui non mi farei nemmeno aprire la porta; figuriamoci averlo in camera una notte intera! A latere, se il cinema è finzione ma anche sospensione del cerebro, farlo passare per tombeur de femmes mi cringia tanto quanto Luchetti che vuole convincermi (spoiler: non ci riuscirà mai nemmeno dopo la mia 20esima re-visione) che lo sia pure Hendel (!!) ne “La settimana della sfinge”.

Olin, snob annoiata, si lascia usare col suo beneplacito e per diletto presta le orecchie alle capriole verbali del sed-untore, attuando ciò che oggi potremmo definerlo come uno “shit-test” messo in atto da una “sapiosessuale”. Un verboso e retorico match di ping-pong, un’estenuante partita a golf dove le palle randellate ce le mettiamo noi, le mazze lui e la buca…s’è capito no?

Tipico film notturno (dove infatti è relegato da decenni) d’impianto teatrale, che se non altro ha il pregio di spostare l’asse sui nostri doppiatori del tempo che fu e ringraziarli di aver reso ascoltabile -ma ahimè pur sempre insormontabile- il tedio.
A dirla tutta, il momento (sic) migliore del film è l’episodio più avulso al tema trattato: Defoe che viene arrestato (stessa sorte accadde al vero autore del racconto, Claude-blabla de Crébillon, che fu effettivamente carcerato per via di certi suoi scritti ritenuti immorali) e psicologicamente torturato con la sola imposizione di sedersi e d’ascoltare.
Copia trasmessa da Mediaset con qualità visiva d’un imbarazzo tale che i miei filmini della comunione paiono in 4k.

Eppure, se la memoria non mi fa difetto, la Tatò riuscì a fare ben peggio col precedente “Desiderio”. Questo lo trasmette RaiMovie, sempre in piena notte e sempre io che me li guardo…

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