The Passion Of The Christ - La Passione Di Cristo (M. Gibson, 2004)


http://www.imdb.com/title/tt0335345/

Rivisto ieri dal notevolissimo blu ray UK.
L’avevo visto al cinema al momento della sua uscita (in Francia, in un cinema pienissimo) e non mi era dispiaciuto perché, indipendentemente da certe strumentalizzazioni sulle sue tematiche, era fatto molto bene e, per quanto furbissimo e ruffiano, coglieva nel segno.
Rivedendolo dopo quasi 10 anni mi è piaciuto ancora di più, Gibson ci sa davvero fare e, anche se lui è probabilmente un cretino invasato, ha il piglio del regista vero.
Trovo discutibile (e anche un po’ ridicola) la scelta di far parlare gli attori in aramaico e latino ma è l’ennesima furbata di Gibson che alla fine ha comunque avuto ragione perché portato a casa oltre 600 milioni di dollari con un film che ne è costati 30.
Il fatto è che se da una parte questa cosa ha permesso di prendere attori da tutte le parti del mondo senza preoccuparsi della lingua, dall’altra rende più evidente la cagneria di certi attori non proprio strepitosi, diciamo così.
Ora sembra che sparo sulla croce rossa ma la Gerini non è che ne esca poi benissimo, è un po’ ridicola, specialmente quando parla. Magari è una cosa di cui ci accorgiamo solo noi italiani perché la conosciamo e le diamo peso mentre invece gli americani, che non sanno chi sia e che capiscono ancora meno di noi il latino o l’aramaico, possono passarci sopra. (Vabbeh, che adesso che Tulpa esce in USA lei diventerà una superstar lì, però… Ah… che bruciante schiaffo morale! :D)
Però anche Luca Lionello che interpreta Giuda… Mah, non mi è sembrato proprio granché mentre invece ho visto molto bene la Bellucci, Rubini e Sbragia. Loro sì che li ho trovati bravi e giusti nel loro ruolo.
Il top, però, è Rosalinda Celentano in coppia col mitico Davide Marotta (“Ciribiribì Kodak”, il bambino deforme di Phenomena, il mostrino di Demoni 2…). Lei interpreta Satana e ha un look fantastico, da film horror puro, con il lillipuziano Marotta nei panni del suo osceno figlio (o quello che è). Loro funzionano alla grande e lasciano il segno ad ogni apparizione.
Bravissima l’attrice rumena che interpreta Maria, probabilmente la migliore del cast.

Grandiose le location (Matera) e molto bella anche le ricostruzioni fatte a Cinecittà (che poi Gibson ha fatto distruggere perché non voleva che qualcun altro potesse usarle dopo di lui)

Poi ci sono i grandiosi effetti splatter, davvero belli e ben fatti, insistiti e mostrati pure con innegabile compiacimento (ma comunque con una certa classe). Il trucco su Caviezel è davvero notevole e i truccatori passavano dalle 4 alle 8 ore per ridurlo come si vede in certe scene. Addirittura spesso capitava che lui andasse a dormire con addosso ancora parte del trucco per velocizzare il processo di make-up del giorno dopo.
Non voglio risultare blasfemo ma alla fine The Passion Of The Christ è anche un grande film splatter, c’è poco da fare. Poi, per carità, va contestualizzato ma in ogni caso questo resta uno splatter bello e buono. E dirò di più: secondo me questo film ha in qualche modo aperto le porte a tutta una serie di (ignobili, perché odio il genere) “torture porn” che infatti hanno cominciato ad impazzare proprio dopo questo film. Gibson, probabilmente senza volerlo, ha sdoganato un genere. È una cosa che credo fermamente e che mi sembra evidente.
Mostrando il martirio di Cristo in quel modo così esplicito ha fatto in modo che registi e produttori potessero dire una cosa tipo: “Beh, Gibson ha mostrato Cristo, il figlio di Dio, che per un paio d’ore viene pestato e torturato a morte mostrando tutti i dettagli truculenti. Il pubblico ha apprezzato. Chi ci vieta adesso di mostrare torture su persone qualsiasi?”.

Ripeto, per me è un film fatto molto bene e questo mi basta. La storia la conosciamo tutti ed è quella, c’è poco da fare, che piaccia o meno non è certo opera di Gibson. Lui l’ha messa in scena molto bene, alternando furbizia con ottime zampate da maestro (non che Gibson sia una “maestro” ma un paio di scene denotano una certa maestria).

Il secondo disco del blu ray ha un bellissimo documentario di 100 minuti (purtroppo in 4:3, accidenti a loro) che analizza tutti - ma proprio tutti - gli aspetti del film. Peccato che non sia firmato, è davvero fatto bene.

Visto anch’io in sala, a suo tempo. Nel complesso, quoto Giorgio. Pur essendo ben lontano dall’essere credente nè tantomeno frequentatore di messe, il film mi ha colpito, in primis appunto come realizzazione tecnica. Il far parlare gli attori in lingue “estranee” alla popolazione mondiale attuale, crea poi un’atmosfera quasi “fantascientifica”. Eppoi, appunto, a livello di splatter è davvero pazzesco, di un coraggio che rasenta il sadomasochismo. Anche se, diciamolo, il buon Gesù ne piglia talmente tante, già durante la prima metà del film, che dovrebbe morire non una, ma ALMENO un paio di volte! E invece, il buon (si fa per dire…) Gibson lo sottopone alla via crucis più straziante (ma anche più plausibile) della storia. Impossibile, credenti agnostici atei a prescindere, non rimanere impressionati. Certo, personalmente avrei premuto il pedale del “camp”: immaginate un Erode (se rammento bene, alquanto “checcoso”) con la faccia e la fisicità di Paolo Poli, più un Pilato con le fattezze di Leo Gullotta (e al posto della sua compagna Gerini, un bel schiavo/FACtotum interpretato da Raoul Bova), ma va bene così. Degli attori nostrani, quello che ho apprezzato di meno è Rubini, che ha poi rilasciato nelle interviste parole infuocate contro il film e contro Gibson. Và a dar via el cul, Sergio, visti certi filmacci in cui sei rimasto coinvolto, come regista e/o come attore! Concludendo: Gibson si rifà più ad Abel Ferrara (le visioni ne “Il cattivo tenente”, rammentate…) e Pasolini (l’ambientazione), che non a Rossellini e - orrore!!- Zeffirelli (altro bel coglione che ha tentato di sputtanare l’opera di Gibson…)! Meglio così…

Se non erro Rubini aveva attaccato Gibson personalmente dicendo che era un fanatico religioso e che obbligava la troupe a partecipare alle messe che venivano celebrate quotidianamente sul set (in più lingue). Una cosa del genere, insomma.

Sì, esatto. Ma, ripeto, Rubini deve solo ringraziare Dio (o Gibson?), per aver partecipato a un film così. Ultimamente, invece, fa certe cagate…