The Thursday Murder Club (Chris Columbus, 2025)

Tratto dal romanzo di Osman, un film piacione che non può non piacere, grazie ad un supercast ottimamente utilizzato: Helen Mirren, Jonathan Pryce, Pierce Brosnan, Ben Kingsley, Celia Imrie e Richard E. Grant. Priceless Helen Mirren con l’Aston.

Un film fuori dalle mie corde che ho visto controvoglia perché spinto dalla mia compagna… Mi ha fatto innervosire così tanto che ho scelto di non scriverne neppure due righe in forum per non fargli pubblicità alcuna.
Ma dato che tu ne parli così, io devo fare da contraltare.

L’ho trovato un film davvero amorale, ambientato in un contesto elitario in cui i protagonisti sono tutti dei riccastri privilegiati che hanno bisogno di trovare qualche passatempo eccentrico per non morire di noia nel loro castello dorato. Una pellicola in cui la quintessenza della spregiudicatezza dell’ethos e del “way of life” dell’occidente malvagio emerge in modo addirittura violento, disturbante. In cui troneggia un vuoto valoriale, essendo il danaro ed i rapporti economici decisamente più importanti della giustizia sociale.

In sostanza, viene condannato senza appello il povero immigrato operaio edile che viene obbligato ad agire in modo criminale dalle contingenze di una vita ai margini (se non sbaglio delinque per necessità, essendo vittima di ricatti economici da parte di un datore di lavoro che gli ha confiscato illegalmente i documenti e non vuole restituirglieli) mentre il vecchio che uccide la moglie malata terminale per compassione (se non sbaglio era quasi un discorso di eutanasia, per mettere fine alle di lei atroci sofferenze) viene fatto sbattere in carcere senza ripensamenti da quelli che dovrebbero essere i suoi amici fraterni.
I quali invece, pur di appagare il loro ego da ricconi annoiati e sentirsi dei gran fighi, non esitano nemmeno un istante a venire a patti con il grande boss della mala che potrebbero incastrare ma di cui hanno paura, garantendogli quindi l’immunità in cambio delle informazioni che possono permetter loro di venire a capo della propria indagine.

Ricapitolando: se sei un criminale potente e pericoloso a capo di racket, estorsioni e mafie non ti facciamo nulla perché sei un pezzo grosso, se mai anzi ci si mette d’accordo (cosa che d’altronde fa da sempre il governo USA coi dittatori sanguinari di mezzo mondo), se invece sei un povero mentecatto costretto a delinquere dalla disperazione o un vecchio emotivamente scosso che aiuta la moglie malata ad andarsene ti inculiamo a sangue e ti sbattiamo in gattabuia per il resto dei tuoi giorni.

Ma cazzo @almayer come fai a restare indifferente alla visione dal mondo così distorta ed iniqua veicolata da questa pellicola? Tutto il resto per me passa assolutamente in secondo piano: la costruzione dell’intrigo, i toni da commedia sofisticata, i meccanismi del giallo, tutto perfetto ma tutto inutile, che cosa me ne frega della forma quando la sostanza, quando il cuore dell’opera è così marcio e putrescente?

Questo è un esempio da manuale, un caso di studio, la quintessenza del colonialismo culturale made in USA che vuole esportare i suoi valori di capitalismo distorto e spregiudicato in tutto il resto del mondo.

Per quel che mi riguarda si tratta di un orribile e ributtante film di propaganda, da evitare come la peste e da boicottare.

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Minchia, dopo le recensioni stile bollettino delle Brigate Rosse, ritornano i giovani turchi, i deliri delle contestazioni del Parco Lambro del 76.

Andiamo per ordine:

  • il film è tratto dal libro omonimo (tranquillo, è il primo di una serie) che ha riscosso grande successo in tutto il mondo
  • È una commedia sofisticata whodunnit, quindi proletari e mentecatti astenersi. La si guarda per evasione, in fin dei conti il cinema è nato per Entertainment, non per messaggi sociali
  • Penny & Joice muoiono di eutanasia, lui non va in prigione (ma che film hai visto?)
  • Il loro interesse principale è evitare che la speculazioni edilizia distrugga il loro ospizio, non risolvere la pace nel mondo
  • Riccastri privilegiati? Solo in Italia se uno si fa il culo tutta la vita e poi si gode la pensione viene definito “riccastro privilegiato”, tant’è che Penny era un agente di polizia, Helen Mirren MI6, Pierce un sindacalista…

Ma non è che l’hai visto in originale e ti sei perso metà del film? O eri in Smokorama per il nervosismo?

Ma poi, uscendo dal film, ma quale occidente malvagio? Ma che danaro e rapporti economici, i vecchietti vogliono semplicemente continuare a vivere in quell’ospizio dove hanno investito i loro risparmi.

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Eh, magari Frank ha visto cose che tu non hai “colto”, caro Al.:grin: Oppure, più semplicemente, ha sopravvalutato il “contenuto ideologico” (ueila’..:nerd_face::joy:) del film in questione. :relieved_face:Pure io sono rimasto colpito dallo “stile” della recensione del Frank. Un tantino “obsoleto”, se vogliamo. A modo suo, anche interessante. Preoccupante? Speriamo di no.:thinking: Lascio comunque il campo libero, ai due contendenti. Il dibattito continui. Io rimango a guardare. Come Bonacelli alla fine del Salò pasoliniano…:wink::tongue::smiling_face_with_horns:

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