Three on a meathook (William Gridler, 1972)

Siamo dalle parti del grindhouse spinto. Thriller psicologico dal tipico sapore anni 70 moooolto debitore di Psycho
Visto anche in una copia terribile da vhs che non fa che accentuarne l’atmosfera sporca e malsana, si segnalano un paio di scene di sana violenza belle azzeccate
Si trova sott in italiano

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A dire il vero, più che dalle parti di Psycho, io vi vedo una pallida anticipazione di Non aprite quella porta, con analoghe macellazioni e appensioni sul gancio di cui al titolo, e con una componente cannibalica inserita nel finale per soprammercato. Si tratta di un film poverissimo, che dura solo 75 minuti e che è stato prodotto e girato praticamente tra amici (pensate che non figura neanche negli schedari dell’American Film Institute).

William Girdler, musicista all’opera seconda come regista, tenta la strada del gore con risvolti psicologici, ma il film è poco incisivo e molto prevedibile (sin dall’inizio si indovina il colpevole, anche se la demenziale motivazione dei delitti che ci propina l’espertone nel finale è totalmente ridicola).

Girdler farà molto meglio con il successivo ZEBRA KILLER, thriller blaxploitation con alcuni degli stessi attori del film precedente, prima di imboccare la via dell’horror soprannaturale-esorcistico-satanico (ABBY, MANITU’) e del sottogenere animal killers ecologico (GRIZZLY L’ORSO CHE UCCIDE, FUTURE ANIMALS).

Il regista morirà giovanissimo, a soli 30 anni, in un tragico incidente in elicottero nelle Filippine, dove stava preparando il suo prossimo film.

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Qui sopra James Pickett, il futuro serial killer di ZEBRA KILLER, un film che riprende la stessa vicenda di cronaca già al centro di ISPETTORE CALLAGHAN: IL CASO SCORPIO E’ TUO!

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