Qualcuno l’ha visto? Perchè me ne han portato una copia, avvertendomi che comunque è un pò “forte”; incuriosito son andato a vedere su Imdb che dicono, e parlano di pedofilia, praticamente…
Qualcuno sa di preciso se è così? Perchè non vorrei vederlo, nel caso.
Il film non l’ ho mai visto, ma ne ho letto poco tempo fa su “Erotismo infernale” di Jack Hunter edito da Mondo Bizzarro, dal quale riporto:
Terayama si diede al cinema nel 1970 col cortometraggio Tomato Ketchup Kotei (Emperor Tomato Ketchup), un tipico mélange di nudismo e regressione libidica che parla delle avventure sessuali di un bambino di nove anni.
Sul libro c’è anche una foto totalmente delirante, il bambino vestito tipo Napoleone seduto su un trono circondato da pezzi di arredamento kitch, un uomo nudo e alcune donne in maschera.(vedi link)
Qui siamo nell’ underground più profondo e oscuro del cinema sperimentale.
Terayama praticamente è arrivato al cinema facendo lavori sperimentali (e anche le sue opere più mature possono essere considerate tali, vedi Fruits de la passion: dove rompe parecchie convenzioni della rapresentazione usuale fino ad arrivare a mostrare integralmente lafellatio a Klaus Kinski), tra parentesi questo non è il suo primo lavoro, sicuramente prima aveva realizzato molte pellicole underground oltre a quelle già riportate da imdb (ma mi pare che in giappone siano uscite alcune vhs che contengono tutti i suoi corti sperimentali).
Il film uscì la prima volta in una versione molto breve, un corto praticamente, poi in una versione più luga (sempre secondo imdb, ma prendiamolo con le pinze: Runtime: Japan:27 min (1971 version) / Japan:72 min (1996 version) ).
Io ne ho una versione in lingua originale, che per ora ho visto solo a spezzoni e mai per intero, che dura 1h54’ (e non so quale versione possa essere).
Dalla prima idea che mi son fatto è un film molto visionario, privo di una trama vera e propria, che cerca di comunicare concetti come la libertà la spensieratezza infantile mediante la potenza comunicativa delle immagini piuttosto che quella del dialogo o di un canovaccio.
Ma, ripeto, per ora ne ho visto solo qualche spezzone.
Se non erro, anche questa che mi han portato ha una durata simile…forse comprende entrambe le versioni? La prima in b/n e la ricolorata estesa? Perchè son quasi sicuro di aver visto da qualche parte un DVD che li contiene entrambi…
Non si tratta di un’uscita ufficiale, ma bensì di un bootleg (di qualità peraltro + che decente) con entrambe le versioni. Lo trovi su diversi siti di bootleggari (ad es. superhappyfun e 5minutestolive)
èl’incipit del film. diciamo che foto e ultimo video postati, decontestualizzati possono dare adito a scandali facili e reazioni forcaiole ma a mio avviso siamo di continenti in là rispetto alle porcaccionate da edicola per deviati
il fulcro dell’intero film è: il polimorfo perverso, l’essere ancora privo di linguaggio (infante vuol dire etimologicamente questo), ha sovranità assoluta e potere indiscriminato in un mondo fiabesco-utopico che deccappotta le proporzioni tra piacere e ricchezza per come li voleva marx e sovverte i rapporti adulto(educatore-repressore-censore-genitore-controllore)-bambino. l’onnipotenza è bambina, l’adulto è il cadavere e a lui spettano solo manicomi, carceri, camere e sessioni di tortura o morte. è insomma un inno alla negazione del super ego depressivo e al ludens, secondo questo grado vediamo bambini esercitare giocosamente e gioiosamente crudeltà (spesso concettuali) nei confronti degli adulti e per somma gioia di rodar in un caso anche degli animali (ma il regista scopre qui la carta del bluff: l’esecutore è in realtà un nano - e la gallina uccisa molto probabilmente proveniente da una batteria di mattatoio).
tecnicamente parlando non mi sembra che ci si spinga mai nell’illecito; abbiamo sì alcuni passaggi con nudità infantili, ma assolutamente non sessuate e invisibili. i bambini non sono mai coinvolti in espliciti atti libidinosi (quando se ne hanno cenni o brevi squarci, la staffetta rappresentativa vien messa in mano a ragazzi tra i 16 e i 18 anni che li interpretano) e anche laddove sembra esserci del sesso l’adulto è sempre una figura subordinata, reificata e ridicolizzata, trattata come un giocattolo
esemplificativi i due passaggi che possono lasciare sul chi vive (specie se decontestualizzati dall’insieme): in uno il bambino imperatore protagonista poppa le pocce a una ragazza, ma non lo fa per istinto sessuale, ma per una regressione alla voglia di allattamento materno (i soli suoi dialoghi con la madre son lettere recitate da una voce fuori campo); nel secondo, forse quello che potrebbe accendere gli animi più immediatamente infiammabili il bambino viene spogliato da tre geishe mascherate a mo’ di teatro no, avviene un ribaltamento in cui è poi lui a spogliarle. durante questa scena, spesso ripresa dall’alto, l’atto sessuale è alluso/mimato per un paio di secondi ma non gli vengono nemmeno sfiorati i genitali e il bambino se la ride come un pazzo come se fosse sottoposto a solletico (che molto probabilmente gli viene fatto davvero) e tutto quel che fa con una delle tre ragazza è usare le sue minne come se fossero dei bonghi africani, sempre ridendo forte. non tradisce nemmeno un accenno di erezione.
sono i soli due momenti dei 72’ potenzialmente problematici - a seconda degli standard etici o moralisti di ciascuno - ma per certo non apologetici della dimensione pedoxxx morbosi o sensuali.
detto che comunque terayama stava davvero fuori come una cannuccia (davvero chapeau la donna impacchettata come un salame e usata come rete divisoria del tavolo da ping-pong, un passaggio degno de la montagna sacra) e che la pesantezza dell’assunto para-reichiano lo rende a tratti un mezzo mattone a cavallo tra makavejev e debord, direi che è guardabile abbastanza “serenamente”. virgoletto l’avverbio perché purtroppo lo si trova perlopiù in una copia mangiata dai topi con fotografia smarmellata come se il negativo fosse rimasto esposto troppo a lungo sotto il sole ddi luglio. sarebbe infatti il top poterlo rivedere con lo stesso nitore riscontrato nella microclip caricata da swat.
Tipico film da tenere salvato nella cartella “militare” per la gioia della cricca degli ayatollah italiani pronti a schiaffarti in carcere e gettar via la chiave.