Grande parodia del neorealismo. Totò super. Gli autori sono Age & Scarpelli,Metz & Marchesi,Steno & Monicelli(anche registi)Il meglio nel genere comico!!! Altri attori presenti nel film sono Marisa Merlini,Aroldo Tieri,Cesare Polacco,Mario Castellani,Luigi Pavese ed Enzo Biliotti nel ruolo del sindaco.
Musiche Carlo Rustichelli.
Capolavoro assoluto. Ritmi e tempi comici perfetti e lui stratosferico quando cerca di convincere il bidello che l’uovo non l’ha rubato ma l’ha fatto proprio lui. Una scena del genere, oltre che con Totò, l’avrei potuta vedere solo con Franco Franchi. Altri sarebbero stati semplicemente ridicoli.
Probabilmente Totò non legge quello che si stampa sul suo conto, lo ha dimostrato restando insensibile ai cambiamenti, restando fedele al suo istinto comico, anzi alle sue vecchie battute, che ogni tanto ancora oggi ripete, come se il tempo non fosse nemmeno trascorso da quando caracollava sulle tavole del teatro Principe. ln un mondo teatrale così sconnesso, Totò rimane un punto fermo. È certo un attore inimitabile, che non è mai volgare, perché i suoi gesti più volgari diventano arabeschi da contorsionista e le sue battute hanno la forza delle domande stupide. Oggi Totò è talmente definito che si è messo a fare un film dietro l’altro, non avendo nemmeno bisogno di una trama, ma di una situazione. I titoli dei suoi film recenti (Fifa e arena, Totò le Mokò, Totò cerca casa) fanno pensare che il suo pubblico non sia di eccessive pretese, per quanto riguarda le storie, ci vada al cinema per veder muovere, scattare, ridere Totò, come gli ha visto fare in teatro; libero dall’osservanza di un testo, padrone di fare e di dire ciò che vuole. Perlomeno, sullo schermo Totò dà questa piacevole sensazione, di inventarsi la parte man mano che il film procede. Come per la serie infantile di Pinocchietto, arriveremo a un Totò al Polo Nord, a un Totò garibaldino, a un Totò nel serraglio. I suoi incontri sono ormai fissati dalla pratica, e anche i personaggi di contorno: una bella ragazza, un rivale, un amico (o “spalla”) che gli prepara le battute e sopporta ogni guaio. Totò si veste da donna, da bandito, da artista, da torero. Non ci sono limiti ai suoi travestimenti, e nemmeno ai suoi film, che ripropongono la vecchia “comica finale”. Se il progresso cinematografico supererà alcune difficoltà pratiche, Totò potrà darci un film nuovo ogni sera.»
(Ennio Flaiano, Il Mondo, Roma, 31 dicembre 1949[6][7])