True Love (Enrico Clerico Nasino, 2012)

Un’ottima sorpresa questo film che sembra americano e che invece è molto più italiano di quanto si possa credere.
Non spoilero nulla sulla trama, io l’ho visto senza sapere di cosa parlasse e mi ha colpito molto. All’inizio temevo che fosse una specie di clone di Saw e cazzate varie ed ero già pronto a togliere il dvd ma non è nulla di tutto questo. È un gran bel thriller drammatico, a suo modo anche originale, girato, scritto e interpretato molto bene.
Mi è piaciuto molto, la confezione è ottima, tecnicamente è fatto in maniera praticamente ineccepibile e non è affatto banale.
Il film è realizzato dal duo Fabio&Fabio assieme al regista Enrico Clerico Nasino con attori americani. È stato girato in America per quello che riguarda gli esterni mentre il resto del film (che poi è quasi tutto) in Italia.
Mi è piaciuto un sacco, esiste il dvd della 01 che consiglio caldamente.

Nota di merito per la featurette backstage, realizzata estremamente bene, mi è proprio piaciuta (ed è noto che, per deformazione professionale, sono un gran cagacazzi in proposito). Questa è scritta bene, girata benissimo e montata meglio. Complimenti più che sinceri al regista Davide Ghizzoni perché ha fatto davvero un ottimo lavoro, bravo!

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Fortuna vuole che l’ho trovato a due spiccioli al locale Libraccio ed l’ho ovviamente acquistato, dato che ne avevi parlato bene. Ottimo film, in sostanza parte come una copia ‘povera’ del primo SAW ma poi con l’opera di Wan condivide solo alcune ambientazioni. Difatti non è un horror ma un thriller con grandi dosi di drammatico, un film sulla paura delle scelte, il peso della verità che può contribuire in maniera differente sul normale corso della vita. Nonostante la claustrofobia delle scene riesce a mantenere l’interesse e la tensione per tutti i 98 minuti, va detto che è montato bene senza risultare dispersivo o drastico. Consigliato!


Ne approfitto per segnalare che su Amazon costa solo 5 euro.

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Sì, anche per me si tratta di un buon film. In sostanza una vicenda drammatica raccontata attraverso il filtro del thriller (un po’ Cube - il cubo, un po’ Saw nell’ambientazione e nel “gioco” con le vittime intrappolate), ma in nessun momento si cede ad una violenza grafica fine a se stessa poiché il focus rimane sulla psicologia e l’umore della coppia protagonista. Valido anche l’apporto del “terzo incomodo” che va ad aggiungere un tocco di sorpresa e ulteriore dinamismo ad una trama che riesce a non annoiare mai nei circa 100 minuti di durata.
Peccato solo che il regista, il biellese Enrico Clerico Nasino, non abbia continuato su questa strada e anzi, sembri sparito nel nulla :thinking:

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