Film visionato nell’ambito della Scandinavian Sins night organizzata all’Off Screen Festival.
Questa pellicola è la terza di una serie danese che ebbe discreto successo all’epoca (se ho ben capito soprattutto grazie alle esportazioni), sulla quale magari potrà fornire qualche informazione in più @A_N
Filmetto exploitation leggero e superficiale che però si concede qualche spunto di riflessione interessante su una tematica che all’epoca era ancora divisiva e probabilmente malvista, quella delle coppie interrazziali (la protagonista è una ragazzina che scappa di casa e, come reazione ad alcune molestie subite, sviluppa un odio verso il genere maschile). La sua è una vera e propria repulsione, che la spinge anche nelle braccia di un’entraineuse. Per però trovare poi inaspettatamente l’amore grazie alla frequentazione di un ragazzo afroamericano, nonostante la loro relazione sia osteggiata dai più.
Il film denota superficialità soprattutto nella rappresentazione degli hippies, una massa di decerebrati perversi e violenti, sempre pronti a menare le mani e privi di una qualsiasi etica e morale. Peggio di loro solo i bikers, descritti come degli ottusi gorilla il cui unico scopo è quello di fare risse e spaccare teste.
La pellicola è stata proiettata in una copia in 35mm piuttosto “tritata” dall’innegabile fascino grindhouse, introdotta da una quarantina di minuti di proiezione di materiali in 16mm (trailers vari, alcuni spezzoni di una riduzione del film Inga di Joe Sarno e sequenze non identificate doppiate in tedesco, probabilmente materiale circolato all’epoca clandestinamente in Germania, contenenti riprese di spettacoli sexy-hard dal vivo).
A chiusura della serata, in coda al lungometraggio, per gli spettatori più nottambuli e smaliziati, sono stati proiettati dei film hard in super8


