Tutto tutto niente niente (Giulio Manfredonia 2012)

Con Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio, Lunetta Savino, Massimo Cagnina, Luigi Maria Burruano, Maximilian Dirr, Lorenza Indovina, Paolo Villaggio, Clizia Fornasier

Premesso che Albanese mi garba parecchio, il film è orrendo. Lui resta simpatico e qualche risata me l’ha fatta fare, nonostante tutto. Ma il tono grottesco delle ambientazioni e dei costumi è tremendo, oltretutto non voglio pensare a quanti soldi abbiano buttato letteralmente nel cesso per creare gli ambienti. Umorismo vecchissimo: le vecchiette che si fanno per errore un the alla marijuana e vanno fuori di testa, lo sciupafemmine che scopre di essere forse ricchione. Roba che faceva Buzzanca una quarantina di anni fa.

Manfredonia poi, il regista, non è capace di tenere ferma la mdp per più di tre cazzo di secondi consecutivi. TUTTE le scene, comprese le più banali, sono girate pensando di essere Steven Soderbergh che gira uno dei suo action loffi con George Clooney o che so io. Macchina sempre in movimento, senza motivo. Effetto-nausea garantito. Bravo, complimenti.

Arrivare alla fine è faticoso. Bentivoglio è molto bravo in un ruolo macchiettistico, certo non per colpa sua. Il povero Villaggio, qui fortunatamente al suo ultimo film, è pietoso ma bisogna avere il buon cuore di far finta di niente in certi casi.

Visto anni fa in dvd. Tecnicamente, è un prodotto di qualità sorprendente, tra fotografia, scenografie e costumi (spesso clamorosamente pacchianissimi…). Ma in effetti si ride poco, e nemmeno Albanese è al 100%. Mediocre, ma non inguardabile nè indigesto. Occasione clamorosamente mancata, questo sì…