Un vampiro a Miami (Fabrizio De Angelis, 1993)

QUESto me lo vedo proprio adesso!

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Com’era?

uscita Oblivion in programma

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ordinato il BR alla straordinaria cifra di 6,99 come tutte le ultime uscite Oblivion (28 minuti per 3 milioni di dollari, Lo strangolatore di Vienna, Le spie amano i fiori e giacchècero anche Il cacciatore di uomini). Vabè… tornamo a noi:

Me lo ricordo simpatico e non vedo l’ora di rivederlo. Una commedia horror giovanilistica che giocava - forse un pò fuori tempo massimo - col vampirismo per far ridere gli adolescenti. Probabilmente più pensato per un sottobosco americano che un pubblico italiano ormai inesistente… o forse in sostituzione di qualche puntata pomeridiana di Bim Bum Bam che avrebbe potuto saltare all’improvviso. Chissà…

Ma mi prometto di rivedermelo con piacere e recensirlo perchè del De Angelis spesso se ne parla male del suo periodo anni 90: monocorde, monodimensionale, paratelevisivo… eppure tutti i film che ho visto suoi scorrono via lisci e senza sforzi fino alla fine con un buon senso del ritmo e quel minimo di spettacolarità all’americana che risultava sicuramente meno falsa e patetica rispetto ad altri rimasugli cinematografici italici che ce stavano anche loro a provare sparando le ultimissime cartucce.
Sarò prevenuto ma parto già con un bel ricordo… oddio, bello… diciamo simpatico e piacevole. Speriamo che 'sto ritorno a Miami tra qualche giorno non si riveli invece un falso ricordo da alzheimer precoce

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Visto il film.

Mi ricordavo un bel prodottino ed in effetti non mi ricordavo male: veramente simpatico, spesso divertente, molto ben ritmato.
Per una volta sono pienamente d’accordo con la recensione che ne fa Roger Fratter nel materiale extra (benchè fa alcuni scivoloni sulla carriera del regista De Angelis dicendo che dopo i primi 2 “Ragazzi dal Kimono d’oro” con Kim Rossi Stuard ne diriga altri 6… non è proprio così; o quando definisce il film in questione come sconosciuto e scoparso quando in realtà all’epoca girò abbastanza su vhs AVO ma vabè…)… insomma, tornando a noi:

Daniele Liotti, qui sotto pseudonimo, è bravo, credibile, con una faccia veramente americana ed ispira simpatia come Dracula suo malgrado ma del quale finirà per apprezzarne vantaggi in termini di celebrità e passera.

Le location, come nella miglior tradizione del cinema di De Angelis sono americane e quindi anch’esse perfettamente credibili: se si aggiunge un montaggio moderno, molto americano, non è un caso che forse sia stato l’unico regista italiano degli anni 80 e 90 a saper dare l’illusione di creare un cinema di azione e di avventura in salsa yankee che potesse essere credibile anche agli occhi più smaliziati di spettatori un pò più esigenti.

Tra i coprotagonisti un irascibile Maurice Poli invecchiato e poco evoluto come tecnica recitativa; un David Warbeck incartapecorito e il ragazzo grassone che era presente anche nella saga del Ragazzo dal Kimono d’Oro che qui fa il servo e valletto di Vlad Drak ( :smiley: ): simpatico e sembra quasi una versione americana di Lucio Montanaro, il che è dire tutto.

Sinceramente, come già detto nel post precedente, è un film simpatico e divertene, leggerino e pienamente inseribile in un contesto di horror per teenager come poteva essere all’epoca - penso a La brillante carriera di un giovane vampiro, per dirne uno - e che conferma ancora una volta il fatto che il Larry Ludman (benchè qui usi un altro pseudonimo) alla fine era molto più abile come regista di quello che la tradizione ci vuol far credere. Ci sapeva fare, perlomeno per creare prodotti che potevano difendersi benissimo con analoghi prodotti paratelevisivi o straight to video che venivano dall’America

Una nota di grosso demerito, purtroppo, all’edizione BR della Oblivion: master in 16:9 di formato quadrato, che se adattato per una visione più panoramica evidenzia tutte le pecche visive del master stesso, slavato, sfocato, pochissimo definito. Un’edizione veramente brutta e fatta male: non so se la mia copia è difettosa ma è veramente un prodotto inaccettabile cone qualità per un BR. Per fortuna l’ho pagato poco.

ora… non dico, come si dice nelle interviste, che è un prodotto “da riscoprire” (che tanto si dice di tutti i film in qualsiasi intervista, quindi diventa ovvio e scontato applicarlo anche a questo titolo in questione) ma sicuramente può essere una esperinza piacevole per passare un’ora e mezzo senza grossi sforzi o pippe mentali. Soprassedendo sulla brutta qualità dell’edizione BR, ovviamente.

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