Una di quelle (Aldo Fabrizi, 1953)

Film drammatico

Film diretto da Aldo Fabrizi che vede protagonista Lea Padovani e Totò con Peppino e Fabrizi che si ritagliano parti minori come quella del fratello ignorante e quella del medico.

Sceneggiano lo stesso Fabrizi(anche produttore),Giorgio Bianchi e Aldo De Benedetti.
L’insuccesso del film portò la produzione di Aldo Fabrizi al fallimento

Musiche di Carlo Innocenzi

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Il film fu girato tra il novembre 1952 e il gennaio 1953, ed è stato il secondo film della coppia Totò-Peppino, nonché il secondo che Totò e Fabrizi girarono insieme, reduci dal grande successo di Guardie e ladri.

  • “Totò ha spremuto dal personaggio ogni minima occasione per costruire una figura non labile, la cui comicità si colora di una vena crepuscolare, la quale può valere, ancora una volta, di indice delle enormi possibilità, pur sempre vergini, di questo straordinario commediante” (Giulio Cesare Castello)
  • “Totò e Peppino De Filippo sono i due provinciali e i loro duetti sono assai divertenti” ([Ermanno Contini
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Film tuttora incredibilmente inedito in dvd. Esiste solo una vecchia vhs Panarecord, mi sembra.

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Fu tramesso anche su Raiuno nel ciclo “Totò100” nel 1998.

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Si racconta ( nel libro di Alberto Anile su Totò) di una bella litigata sul set tra Totò e Fabrizi causa una comparsa che non sapeva dire la battuta sotto la pioggia artificiale. Totò bagnandosi si lamentava con Fabrizi, che era il regista ,di prenderne un’ altra che sapesse recitare e Fabrizi lo attaccò dicendo di non fare il burattino. I due per sei anni non lavorarono più insieme. La pace tornerà nel 1959 con i tartassati di Steno

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Totò e Aldo Fabrizi in pausa sul set del film “Un di quelle”
“Nel corso di un film Fabrizi finisce col litigare con tutti. Ebbe anche un diverbio con Totò quando lo diresse in Una di quelle perché – in una scena di pioggia artificiale scrosciante – una comparsa che doveva dare uno spintone a Totò dicendo una battuta continuava a sbagliare e Totò, stufo di infracicarsi, gli aveva detto che scritturasse per il ruolo qualcuno minimamente in grado di recitare invece di una schiappa. Lui, tra le altre frasi pittoresche, gli rispose che la smettesse di fare il burattino e accadde il finimondo.
Totò lasciò il set e non vi rimise piede che dopo due giorni e solo quando Fabrizi gli aveva presentato le sue scuse. Tutto questo però lo fa solo per via del suo caratteraccio che si accende come un cerino. Altrimenti non c’è persona migliore di Aldo. E nessuno che abbia tenuto Totò in più considerazione di lui, come del resto lo teneva Totò che di Fabrizi aveva una stima immensa come attore.
Nella vita, poi, erano molto amici, Aldo era una delle poche persone dell’ambiente che Totò vedeva fuori scena.” (Dante Maggio)

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