Vita segreta di una diciottenne (Oscar Brazzi, 1969)

Insomma, pur consapevole del fatto che si tratta di pellicole di secondo piano e dallo scarso valore artistico, devo dire che a me questi filmetti piacciono davvero tanto.

L’accoppiata Brazzi/Polselli era una macchina da guerra che sapeva inanellare uno dietro l’altro tutti gli elementi giusti per fare un cinema popolare accattivante e di intrattenimento, talvolta non privo di qualche tocco di una certa classe (si veda ad esempio l’inquadratura della finestra con le sbarre, dietro alla quale rieccheggiano le esplosioni dei botti di capodanno mentre la protagonista - fuori campo - perde la verginità e l’innocenza).
Un marcato gusto per il melodramma, i dialoghi serrati botta e risposta talvolta tendenti al nonsense o all’assurdo, certe digressioni caricatural/grottesche e svariate concessioni alla pruderie sono il cocktail ideale per rendere questi film appetibili alle platee popolari. E, unitamente all’atmosfera così anni sessanta che trasuda da molte delle sequenze, sono gli elementi che rendono accattivante il film tutt’oggi ai nostri occhi.

Purtroppo nella copia attualmente disponibile (un telecinema piuttosto sgaruppato) quasi tutte le scene osé sono assenti, per una durata complessiva di un’ora ed un minuto, quando invece la versione presentata in censura durava circa 86’. I tagli effettuati su richiesta della commissione censura furono i seguenti:
La commissione di appello formata dalla riunione delle sezioni III e VIII visionato il film e sentito il rappresentante della società predetta a maggioranza ritenuto che sarebbe opportuno suggerire i seguenti tagli a) scena delle lesbiche che si vedon vicine a contatto amoroso b) scena della frustata c) Scena dell’amico del cinese che sta nel divano letto con la ragazza. Sospende il giudizio con riserva di rivedere il film con i tagli suggeriti. La commissione di appello, composta dalle sezioni III e VIII visto il precedente verbale ritenuto che sono stati apportati i tagli suggeriti esprime parere favorevole per la concessione del nulla osta di proiezione in pubblico con il divieto di visione per i minori degli anni 18.

Bella e potente la sequenza dei titoli di testa, estremamente polselliana, nella quale tra ellissi e transfert una donna esplora insieme al suo psicanalista le vicende che hanno originato il suo odio per gli uomini e l’hanno condotta a diventare prostituta.

Il film fa parte di una ideale trilogia realizzata da Brazzi, che si apre con Il diario proibito di una minorenne e si conclude con Intimità proibita di una giovane sposa.

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stando sul medesimo autore va tuttavia detto che giro giro tondo con il sesso è bello il mondo è tutt’altro che opera dallo scarso valore artistico e girato con la mano sinistra. mai visto niente di più contenutisticamente delirante e folle.

solo 3 scene rimosse e manca così tanto minutaggio? :thinking:

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