Visto stamattina e mi son divertito, alcune battute veramente carine soprattutto di Franco Franchi (Ciccio non fare il siciliano siamo nel 1970!!!), gradevole anche Gino Bramieri nella parte dello sciupafemmine, già qui faceva le prove per le sue barzellette,poco credibile il servizio militare, nessuno coi capelli corti…infine bravo Little…anche se “la spada nel cuore” finale era una telefonata diretta allo spettatore.
Visto stamattina e mi son divertito, alcune battute veramente carine soprattutto di Franco Franchi (Ciccio non fare il siciliano siamo nel 1970!!!), gradevole anche Gino Bramieri nella parte dello sciupafemmine, già qui faceva le prove per le sue barzellette,poco credibile il servizio militare, nessuno coi capelli corti…infine bravo Little…anche se “la spada nel cuore” finale era una telefonata diretta allo spettatore.
Rivisto oggi tramite una registrazione di qualche anno fa di Rai 3.
Tra tutti i musicarelli è uno dei più divertenti in assoluto (pensate a “Una Lacrima sul Viso”, dove a parte Nino Taranto non c’è nessuna figura comica), forse anche per la preziosa presenza di alcuni dei comici più straordinari mai avuti in Italia: Franco e Ciccio, Pippo Franco, Nino Terzo e Gino Bramieri, ma anche Pippo Baudo come attore-spalla non se la cava male.
La storia d’amore di fondo è il solito pretesto per le belle canzoni di Little Tony, mentre le scene più belle sono quelle comiche.
Ciccio è bravo e credibile anche nel ruolo insolito di “Sergente di ferro”.
Franco Franchi è perfetto come sempre nei tempi comici e come attore.
Pippo Franco, quasi agli inizi (già aveva fatto un bel po’ di film), è molto divertente nel ruolo dell’italo-americano, o almeno secondo il mio parere… il parere di una persona che lo apprezza molto.
Nino Terzo è un caratterista per eccezione e riprende il ruolo che aveva nel musicarello “Non Son degno di te”.
Gino Bramieri, barzellettiere d’eccezione, è molto divertente e da un tocco di freschezza al suo personaggio.
Nel film troviamo anche il “caratterista misterioso” dei film di Franco e Ciccio: Mario Del Vago, che qui interpreta uno dei tre soldati della marina giapponese.
Un bel film veramente.
Peccato che la versione di W le donne eseguita da Little Tony, con Pippo Franco e Franco Franchi non è mai uscita su vinile…
Secondo me avrebbe avuto un buon successo.
In contrapposizione é uscita questa versione taroccatissima.
Beh, poi ha proseguito con la musica. Non gli è andata affatto male. E nemmeno negli ultimi suoi anni, è mai andato una sola volta in TV a frignare di non avere più quattrini, di essere stato derubato, truffato ecc. Il buon Tony fu uno che seppe davvero amministrarsi. Nel mondo dello spettacolo, credo che quelli come lui siano comunque una minoranza…
Beh, lui finché poté continuò a farsi pagare come quando era il culmine della popolarità. E non si può dire che non cerco anche di cavalcare l’ondata di cantautori, Il problema era il suo stile di vita. Quantomeno come si mostrava al pubblico. I ridicoli macchinoni americani ad esempio. O anche il ciuffo che era diventato un marchio di fabbrica ma che lo confinava temporalmente a 10 anni prima almeno. Gli anni settanta prevedevano personaggi dall’aspetto più dimesso se vogliamo. A partire da Lucio Battisti. Neanche Gianni Morandi, che pure non aveva rotto le scatole a nessuno, riuscì a superare indenne il passaggio fra i due decenni. Questo accadde più o meno a tutti eccetto Mina e Celentano e in parte alla Vanoni che però non è mai stata mai stata seguita dal pubblico più giovane il che per lei fu tutto di guadagnato. Little Tony inoltre non riuscì mai a rendersi credibile nel mercato dei 33 giri. Gli LP di Morandi, della Pavone ma anche di Caterina Caselli e pure di Bobby Solo, lui almeno all’inizio, vennero smerciati in un discreto numero di copie. Cosa che a Ciacci non riuscì mai (questo però ha portato questi dischi ora ad essere molto quotati). Poi lui fece la stupidaggine di mollare la Durium a contratto ancora in corso (questo lo fece anche Mina quando passò alla Ri-Fi con il contratto ancora in corso con la Italdisc e dovette sborsare un bel po’ di soldi però c’è da dire che aveva le vendite dalla sua) tanto che dovete pagare una fortissima penale alla sua prima casa discografica. Morandi se ne guardò bene da lasciare la RCA italiana. Ma questo è un altro discorso. Nel 1971 in occasione del Sanremo in cui portò La folle corsa tentò di ripresentarsi con il solo nome di Tony. Fu comunque il cantante che fece più musicarelli in assoluto: 13.