Warrior Nun (2020 - )

Ava, un’ orfana diciannovenne, si risveglia su un tavolo mortuario dopo che le è stata innestata una misteriosa aureola nella schiena. La giovane, oltre a realizzare che oltre che della resurrezione beneficia di una forza soprannaturale, si trova di fronte ad un ordine segreto di suore guerriere che vuole arruolarla come prescelta nella lotta contro i demoni.

Qualche giorno fa ho letto che era uscita la seconda stagione di questa serie fortunata della quale io non ero assolutamente a conoscenza e, incuriosito dai buoni voti su IMDb e da una certa attrazione verso i Vatican thrillers, ho iniziato a vederla divorando in un attimo i dieci episodi della prima stagione (visto il finale sarebbe più corretto dire del primo tempo).

Difficile verbalizzare cosa mi sia piaciuto perchè mi viene più facile individuare i motivi per i quali potrebbe non piacere. Intanto soffre sicuramentedi una certa mancanza d’identità nei primi episodi nel senso che si passa dal fantasy, al thriller, al teen-movie senza soluzione di continuità. Anche alcune cose sembrano essere buttate un po’ lì a caso tipo il coming out di Suor Beatrice. In realtà, a pensarci bene, è un lavoro preparatorio per dare spessore ai singoli personaggi che non restano le solite figurine bidimensionali di certe serie action. L’effetto deja-vu rispetto a Buffy, l’ammazzavampiri (che io apprezzo) fa capolino più volte ma non disturba.
Anche lo scritto, ispirato al fumetto “Warrior Nun Areala”, ogni tanto sembra segnare il passo per alcune soluzioni che richiedono un discreto esercizio di sospensione della credulità.

Eppure funziona, scorre via liscio ed è un attimo che ti appassioni alla vicenda e ti affezioni alle figure dei protagonisti anche se mentre lo vedi hai perfettamente presente che non sei di fronte ad un capolavoro. Parli di suore guerriere simil-ninja e ti prefiguri dozzine di combattimenti che invece sono pochissimi ma coreografati alla perfezione.

La protagonista Alba Baptista secondo me è fenomenale. Oltre ad essere carinissima, è sempre in parte e mai sopra le righe. Valido anche il resto del cast con una mia personale predilezione per la madre superiora dell’ordine. Valido anche l’ambiguo cardinal Duretti che solo nell’ultima puntata ho notato parlare in italiano anche nella V.O. quando in Vaticano.

Già da oggi pomeriggio mi ritufferò negli altri otto episodi della seconda stagione con apposito pop-corn di ordinanza.

Dimenticavo: interessante anche il messaggio di critica al clericalismo individuato in modo ben separato dalla fede religiosa.

3 Mi Piace

Mi rispondo intanto da solo. Se la seconda stagione è tutta come il suo primo episodio, si godrà come i ricci. Bastano solo le scene finali splatterosissime (anche se digitalmente) a far andare l’hype a livello fotonico.

2 Mi Piace

1 Mi Piace

Incuriosito dalla tua recensione, mi son messo a vedere questa serie.
E per adesso, visti i primi 5 episodi, mi piace.

3 Mi Piace

La seconda stagione mi porta a ridimensionare l’entusiasmo iniziale ma è un discorso soggettivo. Magari per gli stessi motivi qualcuno l’apprezzerà di più.

C’è un deciso cambio di registro per cui viene data in pasto allo spettatore tanta più azione con le coreografie dei combattimenti che si confermano superbe. Questo però comporta il passaggio ad un prodotto assolutamente stereotipato e pieno di cliché che alla fine però non svolgono nemmeno al meglio il loro lavoro perché regna la confusione.

Mi spiego meglio. Quella che è stata la forza della prima stagione, cioè la profilatura dei personaggi ed una certa empatia, si diluisce in modo sostanziale. Ne è prova evidente che la stessa protagonista finisce con l’assumere il carattere di una ragazzina lagnosetta con gli occhi costantemente lucidi nonostante il suo ruolo iconico. Si assiste così ad una serie di eventi connotata da un mischione di sacro e profano (più profano sicuramente) che perde appeal rispetto alla prima parte. A mio avviso ci sono anche diverse incongruenze di trama oltre che soluzioni piuttosto sbrigative, tipo il finale.

Mi aveva abbastanza incuriosito il sottotesto “spirituale” della proposta ma in questa stagione sbraga tutto e ci ritroviamo ad un banale utilizzo dell’iconografia religiosa alla Lucifer. Ecco, quindi, che Adriel è appunto l’incarnazione dell’angelo caduto, che il suo tempio capovolto rimanda all’inferno dantesco e che la croce al centro di questa struttura è (guarda un po’) rovesciata. Direi però che lo showrunner preme anche l’acceleratore verso il nichilismo religioso per cui fa mangiare dolci a forma di cazzo alla madre superiora, fa infoiare la suorina quando vede il bel combattente, rappresenta la monaca guerriera e la sua prima attendente come naturalmente lesbiche con tanto di bacio saffico finale.

In sintesi per me la prima stagione è da 8 e la seconda è da 5 e quindi mediamente siamo su un 6,5 pieno che comunque ne giustifica la visione.