Woyzeck (Werner Herzog, 1979)

In una tranquilla cittadina Tedesca, Woyzeck un fuciliere della guarnigione locale, vive la sua vita monotona tra i soprusi dei suoi superiori, gli abusi del suo medico che lo usa come una cavia. Le cose cominceranno a cambiare quando scopre il tradimento della moglie, diventandone poi testimone consenziente devierà verso la pazzia

Terza opera, all’azimut del sodalizio Herzog-Kinski, girato in tempi record, neanche una settimana dopo la conclusione delle riprese di Nosferatu, sull’ IMDB si legge che l’ aspetto esausto di Kinski è dovuto anche a questo.
Benché Johann Christian Woyzeck sia realmente esistito, Herzog non trae ispirazione diretta dal fatto, ma si ispira all’ opera incompiuta del drammaturgo Georg Büchner, infatti il finale del film rispetta il finale incompiuto dell’ opera, non la realtà.

Cito con spirito patriottico, che il primo oscuro e invisibile adattamento cinematografico dell’ opera di Woyzeck è italiano, di Giancarlo Cobelli, vi rimando all’ IMDB e all’ apertura di un altro eventuale topic al riguardo.

Il dvd RHV

AUDIO ITA-TED
SOTTOTITOLI ITA
VIDEO 1.66:1 16/9
DURATA 1h17m16s
EXTRA Trailer, Werner Herzog cineasta (29min), intervista a Werner Herzog (59min)

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Eva Mattes vinse il premio a Cannes. Benissimo per lei. Ma Kinski, una tantum più vittima sofferente che perfido carnefice, avrebbe meritato maggiormente la palma quale migliore attore. Però ai festival, nessuna giuria “osava” segnalare il talento di “nonno Klaus”…:disappointed::face_with_raised_eyebrow:

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Ispirato proprio da questa discussione ho rivisto per la decima volta (credo) questo bellissimo film, uno dei miei preferiti del regista tedesco:

“ […] Adattando allo schermo col massimo di fedeltà il testo di Büchner che gli è sembrato più attendibile, Herzog si è soprattutto preoccupato di impedirne una lettura sia naturalista sia espressionista […] ha scelto la strada d’un’estrema razionalizzazione preromantica, e dunque d’una messinscena lucidissima e spoglia che attraverso la denistà dell’immagine procuri al dramma il massimo di trasparenza lirica […] Il Woyzeck di Herzog, reincarnatosi in un Kinski di stupefacente vigore, è qualcosa di più del povero fuciliere quarantenne […] vittima del potere per cui, quando uccide Maria e si annega, […] i suoi gesti suonano come una protesta sociale e politica […] “

Perfetto: nient’altro da aggiungere. :+1:

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