1987: John Holmes arriva in Italia

Nell’autunno del 1986 fui invitato in Italia per girare tre film. Il contratto era per tre settimane, ottima paga, prima classe, tutto spesato (…)
Continuavo a ricevere offerte a più di vent’anni dai miei esordi. Mi consideravo fortunato, ero un vero e proprio sopravvissuto (…) Per qualche giorno riflettei sulle offerte di lavoro. Comunque decidessi, sapevo che rischiavo di infettare qualcuno, qui a casa oppure in Italia (…) All’epoca pensavo di aver preso l’AIDS da un’attrice locale. Non volevo vendicarmi né fare del male a nessuno, volevo solo lavorare. Lo volevo disperatamente.
Alla fine scelsi l’Italia, per i soldi ma anche per l’opportunità di vedere per l’ultima volta le colline italiane (…) Ma l’elemento decisivo fu il fatto di lavorare con una nuova collega. SI chiamava Ilona Staller, meglio conosciuta come Cicciolina. Era una pornostar italiana, ed era stata eletta in Parlamento. Il film si chiamava The Rise and Fall of the Roman Empress.

Con queste parole tratte dalla sua autobiografia ‘Re del porno’ John Holmes descrive il suo approdo in terra italiana per girare un trittico di film che sarebbero stati gli ultimi della sua carriera e della sua vita. Era il 1987 e il pornodivo americano sapeva di aver contratto il virus dell’AIDS in base ad un test effettuato nel Febbraio dell’anno precedente. Ciò nonostante, lui ed il suo entourage diramarono nella ‘porn industry’ americana e non solo la notizia di un cancro al colon a giustificazione dello stato fisico consunto dell’uomo, l’innaturale magrezza ed un volto stanco e scavato, problemi che lo affliggevano in realtà da ben prima del 1986 (infezione alle orecchie, eruzione cutanea, sanguinamento).
Può essere ragionevolmente ritenuto che a dare il via all’operazione Holmes siano stati Riccardo Schicchi e Giorgio Grand, accaparrandosi le prestazioni della leggenda di Ashville con lauta offerta di verdoni e ‘bonus vari’ senza avere, in realtà, concorrenti credibili. Questo perché, dal punto di vista professionale, le azioni di Holmes erano in netto ribasso da anni, essendosi lui stesso costruita una nomea di inaffidabilità a seguito della risaputa dipendenza da droghe pesanti, cosa che lo aveva reso coprotagonista, poi assolto, della vendetta omicidiaria di Wonderland Avenue il 1 Luglio 1981 (scontò comunque 6 mesi di carcere perché fu dimostrata la sua presenza nella scena del crimine).
Tutto questo gli aveva lasciato in eredità pesanti strascichi economici (leggi debiti), motivo per cui l’industria hard a stelle e strisce, pur ricominciando ad affidargli nuove performers e nuovi titoli, prestava comunque una certa attenzione. Certo i film nel triennio 1983-86 c’erano stati, alcuni ragguardevoli e ad alto budget, ma il viale del tramonto s’era ormai aperto davanti a lui. Paradossalmente, era proprio in questo periodo che John aveva maggiormente bisogno di lavorare: il ricavato delle recenti pellicole andava infatti per la maggior parte a coprire i debiti e le pendenze accumulate nell’ultimo scorcio del decennio precedente e nei primissimi anni 80.
L’Italia, dunque, come ultima, definitiva miniera d’oro dopo che anche l’esperienza ‘su commissione’ di un film gay (1983) non aveva procurato risorse utili a sufficienza.
A proposito dell’esperienza gay, si trattava nello specifico di una pellicola intitolata ‘The private pleasures of John C. Holmes’, fortemente caldeggiata dal produttore di Holmes e da alcuni ‘agganci’ nel settore. Questi ultimi si dicevano pronti a pagare una lauta somma pur di avere un Holmes ‘queer’, e John, dal canto suo, ebbe indugi non tanto morali, quanto dovuti ad un duplice ordine di motivi:

  • il sesso gay non gli piaceva. Questo perché l’aveva già provato per conto dello studio Falcon, specializzato nel settore. Si era trattato del dittico ‘Black velvet: The big deal’/’The boys from riverside drive’ (1977), pellicole che seguivano alcuni loop omosessuali interpretati dal nostro ad inizio decennio.
  • l’accettare questa proposta significava confessare implicitamente alla compagna Laurie Rose, nota nell’ambiente porno col nome di Misty Dawn, il fatto di essere ancora inguaiato finanziariamente. D’altra parte John aveva concordato con la ragazza il suo ritiro dalle scene, assicurandole che avrebbe pensato lui ad entrambi: dunque questo film si doveva fare, e lui aveva un solo modo per poter sostenere quel tipo di riprese: quello di arrivarci ‘fatto’ al punto giusto.
    Il prodotto di tutte queste tensioni non ebbe alcun risultato sul piano pratico. La maggior parte dei soldi ottenuti con il film andarono subito ai creditori, quelli rimasti servirono a pagare bollette per pochi mesi.
    John, e Laurie con lui, era pronto tuttavia a dimenticare tutta questa storia cercando di guardare al futuro con progetti professionali e di coppia. E qui, oltre ai pochi titoli ‘di cassetta’ interpretati nel biennio 84-86, si profila la prospettiva italiana.

Per i film in programma - ne sarebbero stati poi girati solo due, ‘Carne bollente’ (The Rise and Fall of the Roman Empress) e ’Supermaschio per mogli viziose’ (‘The Devil in mr. Holmes’) la carismatica star americana poteva avvalersi di un cast internazionale che prevedeva altre due dive a stelle e strisce, Tracey Adams e Amber Lynn, unitamente all’abitudinario del porno tricolore Christopher Clark e l’esperto Jean-Pierre Armand a completare la colonia francese. Trovavano posto in entrambe le pellicole Erminio Bianchi e la nativa brasiliana Jacky Del Rio.
Primadonna di ‘Carne bollente’ sarebbe stata, come detto, Cicciolina, mentre ‘Supermaschio’ prevedeva la partecipazione di un duo ‘deluxe’: Karin Schubert e l’inossidabile Marina Lotar…

In realtà i due film italiani sono stati prodotti da una società di Catania, la Immagine Cinematografica, che faceva capo (solo) nominalmente a Luciano Appignani.

Ancora oggi la paternità registica dei due film è controversa. Sembra che CARNE BOLLENTE, primo ad essere girato, e firmato da Schicchi, sia stato in realtà diretto da Giorgio Grand (forse con lo zampino di Sacco, che ha diretto molti film firmati da Schicchi), mentre SUPERMASCHIO pare sia stato interamente diretto da Grand.

Andrebbero ricordate altre due cose:

  1. qualche anno prima di quella italiana, Holmes aveva fatto un’analoga operazione francese, andando a Parigi a girare tre film, di cui oggi uno solo è reperibile.

  2. in base alle ipotesi a cui sono giunte le autrici del fondamentale e documentatissimo libro “John Holmes, a Life Measured in Inches” (un libro avvincente, costruito tutto attraverso minuziose testimonianze orali), l’ipotesi più probabile, in base alle date e ad altri riscontri, è che Holmes abbia contratto l’Aids in carcere, dove aveva avuto alcuni raporti omosessuali con altri detenuti.

Resta un mistero la partecipazione dell’ex moroso della Pozzi Kieran Canter ai due film di cui sopra, dove penetra analmente Cicciolina in “Carne Bollente” mentre interpreta un ruolo a luci bianche nell’altro film. Anche questo è strano a spiegarsi, perché attivo sessualmente solo in uno e non in entrambi?

Mistero in quanto non aveva precedenti esaltanti in ambito hard e penso fossero anzi note le sue difficoltà di erezione in tal senso, anche se in Carne Bollente direi che si rifà con gli interessi di defaillances passate. Ipotizzo che venne assoldato inizialmente come interprete e accompagnatore per gli attori americani a Roma, poi coinvolto sul set, oppure parlando inglese e dovendo interagire con Holmes in scena venne scelto apposta per questo, poi si allargò al sesso con la Staller. Mi resta difficile pensare che fosse stato “sponsorizzato” a Schicchi da Moana, visto come si erano chiusi male i loro rapporti, ma magari invece andò proprio così!

Quindi Andrea l’ipotesi - che gira in rete ma sappiamo le scemate che si trovano su di essa… - che Holmes venne invece infettato dall’attore omosex Joey Yale (poi morto di Aids nel 1986) durante le riprese del film gayo di cui sopra “The Private Pleasures of John C. Holmes” del 1983 viene smentita dalle autrici del tomo che citi?

IMDB scrive che morirono di AIDS tutti e quattro gli attori impegnati in rapporti omosessuali in tale pellicola, ma anche qui vai a fidarti…

Relativamente a ‘chi-ha-infettato-chi’ si sono avute varie teorie. Ad esempio:

  • John l’ha presa da un’attrice, qualcuno ha scritto di Lisa De Leeuw (la stessa che, secondo altre voci, sarebbe stata possibilmente infettata dallo stesso John durante le riprese di ‘Scandal in the mansion’ (1986)
  • John l’ha presa in carcere, dove con le guardie aveva instaurato una specie di rapporto di solidarietà: punire fisicamente i detenuti che causavano problemi, in cambio di favori per i permessi di visita ed altri piccoli bonus
  • John l’ha presa da Yale sul set di ‘Private pleasures’, oppure il contrario. Certo è che almeno due degli attori impiegati nel film son poi sicuramente morti di AIDS, Joey Yale nel 1986, come già scritto, e Chris Burns.

Sto intanto consultando l’ottimo ‘A life measured in inches’ riguardo a questa ed altre notizie…

A questo proposito leggo nel libro ‘A life measured in inches’, traducendo (spero correttamente): ‘La compagnia di produzione dei film italiani, Paradise Visuals, era tra coloro che non sapevano della condizione di John

Opinione personalissima: secondo me, i due film sono stati diretti dalla stessa mano degli hard di Lilli Carati, per citare un riferimento ben preciso. Le situazioni, hard e non hard, sono riprese con accorgimenti simili. Ora, chi sarebbe il proprietario di ‘questa mano’? Grand? Per me la cosa resta sub judice…

Stiamo parlando, se non erro, del 1979 e dei film ‘John Holmes does Paris’, ‘Extreme close-up’ e…anche un terzo?

La Paradise Visuals, come è noto, era (ed è tuttora) una compagnia americana di video hard. Il difetto degli studiosi americani (anche i più bravi) è di vedere sempre le cose dal loro punto d’osservazione, e di non aporofondire mai i fatti reali che avvengono nei paesi stranieri. Non si può escludere che la Paradise Visuals abbia partecipato con un contributo occulto per avere i diritti di distribuzione video americani, ma la produzione ufficiale dei due film è a tutti gli effetti della società siciliana di Appignani e soci.

Grand è ancora vivo e vegeto. Tu che sei giovane e motivato potresti cercare di intervistarlo per chiarire queste cose, e in particolare chi ci fosse dietro ad Appignani e a Enzo Battaglia nelle produzioni holmesiane e caratiane.

Stiamo parlando dei 3 film girati da John Holmes a Parigi nel 1978:

  1. JOHNNY DOES PARIS = EXTREME CLOSE-UP = GROS PLAN. Arrivato in ritardo (1986) anche in Italia, distribuito dal mitico (mitico?) Vincenzo Cicirelli con il titolo JOHNNY SUPERGIGOLO’ A PARIGI. In italiano è uscito per la prima volta in una rara vhs Break House, che però porta una versione tagliata e che dura solo 68 minuti.

  2. LA BETE ET LA BELLE, rimasto inedito anche in Francia. Film scomparso.

  3. TROPIQUE DU DéSIR, idem come sopra. Ma quest’ultimo pare che sia circolato in vhs negli Usa con un altro titolo.

In tutti e tre i film è presente il noto attore Jacques Marbeuf, che pare abbia fatto da guida francese a Holmes, mentre in JOHNNY SUPERGIGOLO’ A PARIGI c’è anche il nano nero Désiré Bastareaud, ben noto ai cultori della materia.

Eh mi sa mi sa che tenterò. L’idea era - è - quella di raccogliere tutto quanto possa esser stato già scritto o ipotizzato in merito e sul personaggio nello specifico, per avere più punti e spunti.

Passiamo ad altro: Schicchi sapeva o no della malattia? Non è secondo me domanda banale.
Ilona Staller ha recentemente dichiarato: ‘Non perdonerò mai a Schicchi di avermi detto che Holmes aveva il cancro al colon quando invece sapeva la verità’.
Già, ma ritornando al libro che stiamo consultando leggo la dichiarazione di Laurie: 'Gli offrirono di fare i film italiani, lui rifiutò più di una volta (…) Alla fine accettò solo perchè molte delle stelle (pornostar, presumo)[i] che stavano lavorando in Italia provenivano dalla San Fernando Valley (…) Noi pensavamo che tutti stessero per morire, quindi quando John realizzò che se ne stavano andando da San Fernando - eravamo davvero ignoranti - pensammo che se non l’avessero presa da lui /i l’avrebbero presa da qualcun altro’.

Ancora, Bill Amerson (produttore di John): ‘Ne parlammo molto, ma volle farlo comunque. Si sentiva fottuto. Fumava cocaina e prendeva dai 50 ai 100 Valium al giorno…non sapeva nemmeno quello che stava facendo’.

Torniamo a Laurie: 'Gli unici che sapevano del suo stato eravamo io e il medico (e Bill Amerson, aggiungo io).’

Ron Jeremy: “Chiesi a Bill ‘come mai non hai chiamato in Italia per avvertirli di cosa stava accadendo qua? Questo li avrebbe fermati’”

Sharon Mitchell: “Molti sapevano che era positivo, quindi quando sentii di quelle persone che avrebbero lavorato con lui pensai ‘Beh, devono averlo saputo ed hanno fatto la loro scelta, staranno preparando un all-condom movie’”

Ora Ilona, nella sua autobiografia: ‘(…) Aveva grandi borse sotto gli occhi e la pelle grigia. Ci preparammo per le scene di sesso. Al nostro fianco c’erano sempre ragazze pronte a dare il loro aiuto a John, perennemente stanco. (…) si sentiva svenire e chiedeva acqua o altre bevande. Prima di girare si metteva sdraiato sul letto per riposarsi. A tutto lo staff disse che aveva preso l’influenza (…) Durante le scene hard, con una mano stringeva il suo sesso nella parte superiore e con il resto del pene duro mi penetrava’

La presenza di fluffer - assistenti ingaggiate per stimolare l’erezione prima delle riprese - è stata confermata da una dichiarazione di Rocco, secondo cui tale ruolo era stato affidato a Baby Pozzi e Hula Hop (Ursula Davis).

Aspetta un attimo…Immagine Cinematografica…Catania…nn è che c’entra Luigi Grosso in questa faccenda? Per curiosità ho ricontrollato i titoli di testa di ‘La perdizione’, ma lì mette ‘Extra International Film’…

La “Extra International” e la “Big Cinematografica” erano le società storiche di Grosso, quest’ultima anche prima dell’hard conclamato. Anch’io ho sempre pensato che ci potesse essere un rapporto tra le due società catanesi, ma finora non ho mai trovato prove e documenti che suffragassero o smentissero questo sospetto. E’ anche possibile che ci sia stato lo zampino di Luigi Battaglia, produttore occulto dei film caratiani, che però operava con la sua società Prisma Cinematografica.

ERRATA CORRIGE: in un post precedente ho scritto erroneamente Enzo Battaglia. Il produttore hard è invece ovviamente Luigi Battaglia.

In realtà vanno aggiunte delle testimonianze raccolte nel libro, a mio avviso interessanti a riguardo della ‘pista gay’. Traducendo Bill Amerson: [i]“Manny Gonzales venne da me e disse: ‘Sto facendo un film gay e voglio che ci sia John’. Io e John dicemmo ‘No’, Manny fece un’offerta che John non poteva rifiutare: $200.000…Ne parlammo e dissi ‘Voglio che usiate i preservativi’ ma Manny ribattè ‘Nessun condom!’. Per John l’affare stava nell’offerta di denaro e nel fatto che l’idea di Manny era quella di fargli scopare delle ragazze travestite da maschi, mettendo loro addosso tipo dei baffi (…)”

[/i]Guardando il film, c’è solo un uomo coi baffi ed è uomo, su questo non ci son dubbi. Però nella lunga scena in cui John ‘assiste’ al blowjob fattogli da Joey Yale vediamo sulla sinistra una figura con capelli lunghi, di spalle, minuta, con mani affusolate sulla gamba destra di Holmes…non la si vede frontalmente, però per tutto il tempo di durata della scena John le - è il caso di dire ‘le’ - presta attenzione, rivolgendosi verso di lei con fugaci espressioni di sorriso contrappuntate dall’indifferenza mista a noia e sottile disgusto con cui getta occhiate a Yale. Ecco dunque il fondato sospetto che ‘questa figura’ sia una donna.
Poco dopo, terminato l’anal attivo su Yale, ritroviamo la stessa figura accovacciata sull’estrema destra dello schermo, pronta ad essere deflorata da John. Al solito, non la si vede di viso - coperto confusamente con un cuscino - ma i vestiti mi sembrano essere gli stessi della presunta figura femminile della scena descritta sopra. Una donna ‘camuffata’, dunque? Si. Infatti, tornando al libro:

Bill Margold (collaboratore nei film di Holmes negli anni 70 e 80): “Titus stava girando un film intitolato ‘The private pleasures of John Holmes’ con Manny Gonzales. Io avevo scritto ‘Caught from behind’. Loro non avevano una location per il film, per cui io stavo cercando in giro nella prima parte del 1983 dopo aver realizzato ‘Valley girls’. All’improvviso - ero nel mio ufficio nella Hollywood Boulevard - entrò questa rispettabile signora di mezz’età. Titus disse ‘Questa è Nancy Conjure ed ha una location a Palo Verde’. Io chiesi ‘Che cosa vuole per la location?’ e lei: ‘Potrebbe farmi scopare da John Holmes?’ Io guardai Titus e dissi ‘Si può fare!’”

Da questa testimonianza traiamo una conclusione, poi confermata nella sezione del libro dedicata alle recensioni dei film: il fondoschiena ‘senza volto’ che John deflora nella scena descritta sopra è femminile, ed appartiene a questa Nancy Conjure che, in cambio della fornitura della location per la realizzazione del film, ha posto come condizione l’essere scopata in scena da Holmes. Se uno più uno fa (generalmente) due, Nancy appare anche nell’altra scena di cui sopra, a fianco di Yale, ai piedi di John. Questa è, tuttavia, l’unica presenza femminile nel film: non ci sono ‘donne coi baffi’ insomma.

Sulla concreta possibilità dell’HIV contratto da Holmes durante le riprese, le testimonianze presenti nel volume restano possibiliste. Infatti, ancora Bill Amerson: "Comunque John fece sesso con Joey Yale, che era una pornostar gay. Fece sesso anale con lui ed io credo che è lì che si è preso l’AIDS. La cosa importante è che questo non sarebbe dovuto accadere sul set (…) John non avrebbe dovuto toccare un altro uomo [secondo gli accordi][i]. Questo era il piano (…) ma io non ero là (…) Il rischio di prendersi l’AIDS con un omosessuale noto per andare con chiunque non era da trascurare"

[/i]La descrizione di Yale come ‘omosessuale attivo in città’ corrisponde al vero, essendo Joey già noto escort, così come il compagno Fred Halsted, a sua volta attore e regista gay.

Dando un’occhiata alle scene del film ‘Carne bollente’ ove queste riguardano le performance di John Holmes, risulta sgradevole guardare pensando che il suddetto facesse sesso ben conscio del pericolo che portava. Noto infatti che, a dispetto di quello che si trova scritto qua e là, le scene hard interpretate dal nostro non sono simulate ‘perché non riusciva a tenere un’erezione’, tutt’altro. Si potrà parlare su quanto quest’erezione durasse, non sulla consistenza dell’erezione stessa.

Nella prima scena con Cicciolina, tutto ‘funziona’ bene, John fa il suo. L’eiaculazione avviene diffusamente nei pressi della vagina, non ‘sulla pancia’ come ricordato anni dopo dalla stessa Ilona. Dopo un primo cumshot, per altro, Holmes insiste nella penetrazione: non mi pare, questa, una ‘misura di sicurezza’.

Nella seconda scena si ha l’anal con Amber Lynn (il cui look semplice e sobrio fa da vero contrasto col kitsch dei ninnoli indossati da Cicciolina). Qui Holmes ‘se lo tiene’ con la mano, o, per meglio dire, se lo sostiene, segno che l’erezione non c’è. Forte della sua lunghezza, ovvio che non abbia comunque difficoltà a tenere la performance. Prestazione che termina venendo copiosamente sul volto di Cicciolina, che si impegna a leccare e ripulire il glande prima di porgerlo ad Amber Lynn.
Qui potremmo disquisire sul comportamento di quest’ultima, che si dedica piuttosto ad un diffuso contatto linguistico con Ilona piuttosto che buttarsi, come sarebbe logico, sul membro di Holmes…tuttavia in questo specifico contesto possiamo affermare che neppure lei, Amber Lynn, era al corrente dell’HIV di John.
Si legge infatti nel libro a cui faccio massicciamente riferimento in questo topic che, dopo la morte di Holmes, Amber ‘rimase ferita quando seppe a quale pericolo John aveva esposto lei e le altre colleghe’ salvo poi essere capace di perdonarlo, molti anni dopo, nel 2008, quando ebbe a dire ‘John non era cattivo, era un tossicodipendente il cui pensiero razionale era stato compromesso dall’abuso di droghe’.

Un’altra scena vede John alle prese con Tracey Adams, anche qui senza parvenza di erezione. (Piccolo parere personale: Tracey Adams è la più carina dell’intero cast di questo film e non solo, tanto per il volto quanto fisicamente). Su questa scena c’è da notare una regia ‘circolare’:

  • si inizia con un blowjob
  • si continua con una penetrazione (molto ben ripresa, per altro, con moltiplicazione dei punti di vista e stacchi appropriati)
  • si ritorna al blowjob iniziale: evidentemente la prima parte della scena è stata ‘spezzata in due’ e nuovamente sfruttata per chiudere questa ‘sessione’

Altro giro, altro regalo: stavolta tocca a Marisa Costa succhiare e ingoiare il membrone di Holmes (ancora non eretto). Qui John appare sinceramente annoiato: è impossibile non notare, qui più che altrove, quanto sia emaciato, stanco e disinteressato a quello che gli accade davanti.
E sì che nelle scene di raccordo narrativo Holmes è, in questo film, vispo e gesticolante: si presta alla ‘recitazione’ con volto spigliato e divertito, sembra quasi trovarsi sul Titanic ad ascoltare, soddisfatto, l’orchestra per l’ultima volta, prima del naufragio (fisico).

Lasciando perdere l’ultima scena (ancora con Cicciolina) che nulla toglie nulla aggiunge a quanto scritto sopra, sono dell’idea che Ilona ha avuto una vera botta di culo, ça va sans dire, a non avere problemi a seguito del rischio oggettivamente corso.
Concludo il post con quanto scritto nell’apposito capitolo di ‘A life measured in inches’: ‘It was pure luck that no one contracted HIV from John Holmes, but surprisingly, the risk for a woman to become infected from having sex with an HIV-positive man is one in 1,000’

Purtroppo è un altro film che non ho visto e mi incuriosce assai, da “hardofilo”, questo leggendario “Carne bollente”. Già al momento dell’uscita (e pur avendo io nemmeno 14 anni…) veniva comunque considerato una sorta di “evento”. Ricordo un servizio su “Oggi” o “Gente” (foto ancora in bianco e nero…) in cui si vedevano Holmes e la Staller. E da come hai accuratamente descritto le scene, il fatto che nessuna delle donne in questione abbia contratto l’AIDS è proprio una botta di culo immane, altro che vincere al Superenalotto.
P.S. Non ho presente Marisa Costa. Ha fatto solo questo o anche altri hard dell’epoca? In quanto alla Adams, è una delle mie preferite del periodo. Chioma fin troppo “ottantesca” a parte, aveva una bella faccia e un corpo di prima qualità, con gambe super. Pure lei ha 60 anni passati, oramai…

Dunque lei puoi vederla anche in alcuni Sacco’s (‘Calore in corpo’ e ‘Soffocation’) ma anche nello schubertiano ‘Cora’, esordio (anzi ritorno…) di Karin nell’hard. Eccola in due screen tratti da ‘Calore in corpo’:

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Moretta, non clamorosa ma carina…fisico minuto…molto portata, direi, generosa e particolarmente ‘folta’, non solo di capelli :slight_smile:

Da quel che ho capito, la sua attività nell’hard è durata poco. Chissà che fine ha fatto…

Il suo periodo di attività può essere collocato nel triennio 1985-88, credo non oltre…direi che, per quanto visto, la sua specialità fosse il gola profonda: ora, finchè lo fa con Giuliano Rosati (in ‘Marina perversa’ di Dudy Steel) la cosa può lasciare il tempo che trova, ma quando si cimenta su John Holmes, per altro facendo la sua bella figura, allora è un altro discorso…

Per dovere di completezza, spendo volentieri un commento anche all’altra realizzazione italiana di Holmes, ‘Supermaschio per mogli viziose’, che, stando ai visti di censura, dovrebbe essere se non altro burocraticamente di poco successivo a ‘Carne bollente’ (quest’ultimo ha il visto al 17/01/1987, mentre ‘Supermaschio’ è datato 18/02/1987).

Nella prima scena di sesso con Karin Schubert, l’assenza di erezione è più che ovvia: lei afferra saldamente il pene con la mano destra, in modo da risultarle facile far scorrere le labbra solo su una parte di esso. Il tutto può far pensare, ad uno sguardo distratto, ad un membro quantomeno barzotto, anche se l’incantesimo si rompe guardacaso quando Karin toglie la mano…
Lo sdrusciamento facciale del membro inerte di John sul viso di Karin è mio avviso d’una tristezza unica, in quanto 1) lui ha chiare difficoltà a venire 2) lei ha chiaramente voglia di far tutt’altre cose. L’azione si trascina stanca, senza trasporto alcuno.
Va detto che, in questa sequenza, i miei occhi son tutti per la deliziosa Marianna, ovvero Mary - che fantasia, vero? - la cameriera di Karin, che si masturba appoggiata alla parete osservando la scena di sesso tra la Schubert e Holmes.

Per vedere una performance come Dio comanda dobbiamo attendere la scena successiva, davvero bollente, tra Chris Clark e Amber Lynn da un lato, JP Armand e Tracey Adams dall’altro: qui tutti sono ‘nella parte’, fisicamente tiratissimi e mentalmente presenti. La coppa Amber - Armand in particolare si fa apprezzare per l’alto ritmo che imprime alla ‘tenzone’.

La scena successiva, che decreta la fine del primo tempo, vede impegnati in discoteca Holmes assieme alle quattro grazie: Amber, Tracey, Marianna e Karin, Ma mentre le prime tre si dividono il membrone di John, leccando a turno quella che pare ormai essere una pompa di benzina, Karin si tira subito fuori dalla contesa, posizionandosi dietro a John e limitandosi a rivolgere gli occhi chiusi, epicamente, verso l’alto.

Arriva poi il momento dell’anale tra John e Marina Lotar (che non chiamo Frajese per via del divorzio), seguito dal blowjob con timido facial. Anche qui pare manifesta l’intenzione di portarla per le lunghe, ripetendo lei gli stessi gesti in maniera stucchevole. Ogni tanto la camera stacca sul volto di Holmes, che si esibisce in smorfie non saprei dire se di partecipazione simulata o che altro, certo è che sono esagerate, un po’ caricaturali. Marina, ad ogni modo, adotta nell’handjob la stessa accortezza di Karin, sostenendo ben bene il membro con le mani.

Nel complesso, in questo secondo ed ultimo film italiano l’impegno di John Holmes è praticamente nullo. La pellicola non è tuttavia inferiore a ‘Carne bollente’ per quanto riguarda le scene hard nel loro complesso, che godono anzi di una durata di ripresa in continuità maggiore rispetto al solito. Tanto d cappello al regista per questa accortezza, chiunque egli sia. Va tuttavia ravvisato che per un minutaggio di sesso maggiore bisogna preparare una scena di sesso più variegata e ben orchestrata (cosa che accade per le performances delle americane - Amber e Tracey e nelle orge finali), non dilatare all’infinito una singola prestazione (come nel caso di Karin). Per questo tipo di riprese lunghe, JP Armand appare l’ideale, dimostrandosi una volta di più una vera macchina ad orologeria.

Walter e Alessio, pensate che cosa curiosa: in questo secondo film con John Holmes, nei titoli di testa italiani originali Erminio Bianchi Fasani, presente in un ruolo marginale, ha il primo posto nel cast (“top billing”, per gli anglofili), mentre il nome di John Holmes viene dopo il suo. Incredibile, sia allora che oggi ! Errore ? Estrema sciatteria tipica del porno nostrano ? O, chissà, forse qualche motivazione che non conosciamo ?

Vero! E strano: con tutta la qualità di performer maschili…se consideriamo l’impiego nelle scene non c’è storia, se consideriamo l’appeal di settore neanche…qualche possibile motivazione economica di Bianchi Fasani per la realizzazione del film? Fantaporno detta così, però non da scartare direi…

Insondabili misteri del porno italiano, carissimo Andrea! A meno che il buon Fasani non fosse impegnato pure produttivamente, in questo film. Spezzo piuttosto una lancia a favore degli hardisti Clark e Armand: nessuno dei due è “un figaccione”, e soprattutto entrambi sono “normodotati”. Eppure, hanno lavorato indefessamente nel settore per decenni. Guadagnandosi la stima di produttori e colleghe: Luana Borgia, illo tempore, definiva il panciuto Armand “puntuale, in ogni senso”. Indi, chapeau…