Dati:Anno: 1991Genere: giallo (colore)Regia:Paolo FrajoliCast:Corinne Clery, Christian Borromeo, Marzio HonoratoNote:Aka “Ventottesimo minuto” o “Tramonti fiorentini”. Si tratta del terzo film ispirato alle triste vicendi di cronaca relative al “Mostro di Firenze”, avviato nel 1986 e distribuito, molto più tardi, direttamente in Home Video (VHS, etichetta Clemi). Aka: “Quel violento desiderio”.
leggendo il libro di giusti ho scoperto un terzo film sul mostro di firenze.. lo passano mai in tv?
spiegatemi il cartellino rosso per favore…
facciamo un sondaggio per sapere se devo andarmene oppure no…
questa volta me la sono presa…
se il cartellino è a riguardo dell’ anno…
me ne vado lo stesso… perchè è cominciato mi pare nel 1986…
anzi rileggo mò 1985 è cominciato…
è uscito nel 1991…
(bho mi sembra che sto sulle balle a tutti…
il moderatore che mi ha ammonito\espulso merita il doppio di cartellini…il film è del 1985…
deve imparare prima di scartellinare)
In piena febbre da Mostro ho avuto la folle idea di riguardare questa pellicola.
Un errore madornale, in quanto si è rivelata ancora più brutta e sconclusionata rispetto alla prima visione: 80 minuti in cui non funziona nulla, dal plagio delle scene con gli omicidi (prelevate di peso dal film di Teti) all’inconcepibile trama rosa dove la ragazza balla per almeno un terzo del tempo e il suo fidanzato è uno stoccafisso incommentabile.
Tra gli insulsi balletti e una recitazione tediosa, Frajoli/Siragusa si ricorda quantomeno che il film in teoria verterebbe sul Mostro di Firenze e allora inserisce qua e là alcuni omicidi di coppiette, l’unica cosa da salvare poiché la già traballante nave affonda completamente in un finale a dir poco insulso e da bocciare senza appello.
Il profilo qui delineato del Mostro è in linea con quello del film di Cesare Ferrario ( killer solitario affetto da turbamenti psico-sessuali, ma la sua caratterizzazione è talmente superficiale da non renderlo minimamente credibile.
Titolo da recuperare solo e soltanto se si è patiti del caso del Mostro; da evitare in qualunque altra circostanza.
Mi ricordo quasi solo quelli, ma per me, se ce ne fossero stati di più, il film ci avrebbe guadagnato! Avrebbe potuto perfino assumere un’aura di culto, diventando il primo (e unico) musical sul Mostro di Firenze: poco rispettoso, certo, ma talmente assurdo da far sembrare pure White Pop Jesus un film normale!
Piccolo omaggio ad Antonella Sperati sul perfetto sfondo sonoro di Business Love di Helene Shany:
Prodotto con il famigerato “articolo 28”, a ennesima testimonianza dei miliardi sprecati dallo Stato con questi finanziamenti a decine (centinaia?) di film-spazzatura.