Addio Zio Tom (Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, 1971)

Per molti simbolo di Cinema Razzista.
A mio avviso, invece, va visto tutto in chiave ironica, anche se mi accorgo della difficoltà interpretativa.
Come prova dell’intento grottesco c’e una scena splendida


quando lo scienziato che paragona gli uomini di colore alle bestie, viene interpellato dalla voce narrante con la domanda “scusi lei è ebreo vero?” e lo scienzato risponde “si perchè?”…tenendo conto che il “mondo” è ambientato nella guerra di secessione americana e i nazisti devono ancora arrivare

come a voler dire che prima o poi tocca a tutti.

Il finale, corollario dell’odio non è per nulla rassicurante ne pro bianco.

La colonna sonora! Strepitosa!

Non uscirà mai più dalla mia testa sto simpaticissimo tormento
(popopopopopopopopò) mitico Ortolani.

vi è qui un link con parecchie foto di scena del film:

http://www.capitantrash.com/Deposito/23/ziotom.htm

Io ho visto la versione passata su Italia 1 , che non mi pare lesinasse di particolari, ma come si suol dire “è sicuramente cut”, vero?

“Cuttissima”…che questo, ne son certo, è sempre stato uno dei “mondo” più sforbiciati.

In quanto al “Cinema Razzista”, questo esiste solo nella zucca di chi va ad appiccicar bollini sperando in una riapertura della stagione della caccia (alle streghe).

In questa pellicola, come in tutte le altre a carattere “mondo” prodotte da italiani (ma non solo eh?), di effettivo razzismo non ce n’è nemmeno la più lontana traccia.

Semmai c’è sicuramente dell’altro.
E certamente criticabile.
Ma non si tratta di razzismo.

Il carattere fortemente esploitativo e voyeristico, furbescamene celato dietro ai toni pseudo compassionevoli di “cinema-reportage” e speziato da ambigui riferimenti di natura antropologica-filosofica-politica, non era certo mosso da intenzioni razziali o roba simile.

Voglia di “incassare” sfruttando un cavallo già “lanciato” a spron battuto verso il traguardo del botteghino.
Eccolo qua tutto il razzismo presente in quest’opera.

Ma lo si sà da un pezzo…Dirty Harry è “fascista”, Zio Tom “razzista” e Salò “socialdemocratico”…

Ad ognuno il suo bollino ché le banane han sempre fatto tendenza!

Conoscendo personalmente sia Gualtiero Jacopetti che Franco Prosperi posso dire che l’aggettivo “razzista” è quanto di più lontano ci possa essere dal loro modo di essere e di vivere.

A mio modesto e personale parere è innegabile che i suoi film abbiano contenuti razzisti. A mio avviso partoriti più da cinismo, da voglia di “far cassetta” che da un razzismo ideologico.
Alla conferenza in sua presenza a cui partecipai un paio di anni a fa a Milano, molti spettatori gli mossero questa accusa.
Quello che ho incontrato a Milano credo sia uno Jacopetti diverso da quello di quarant’anni fa: ho avuto la sensazione che un poco si vergognasse di diverse cose contenute nelle sue opere.

No, vergognarsi mai.
Te lo garantisco con certezza assoluta.
Jacopetti non si vergogna di quello che ha fatto, anzi, ne va fiero e lo ricorda sempre con piacere.
Si vergogna, piuttosto, della strumentalizzazione alla quale sono stati sottoposti i suoi film, delle etichette appioppate, delle letture superficiali, degli attacchi che ha dovuto subire. Certo, lui non c’entra nulla, ma è una cosa che l’ha fatto soffrire tantissimo.
Credimi, Jacopetti nel 2006 è lo stesso Jacopetti degli anni '60 e '70.
È una cosa che gli ammiro tantissimo. La sua coerenza e la sua libertà.
E Jacopetti, checché se ne dica, non è mai stato un razzista, anzi…
Il suo tanto criticato “cinismo” è soltanto una delle molteplici espressioni della sua brillantissima intelligenza.

Tu l’hai conosciuto personalmente quindi hai voce in capitolo: ne prendo atto, e tutto sommato mi fa piacere che dalle tue parole ne esca un bel ritratto (cosa se ne sentivano, in quella serata! probabilmente si sarà fatto intimidire).
Il mio punto di vista sui contenuti dei suoi film, però, rimane immutato.
Sia chiaro, ho tutti i dvd dei suoi film, e non voglio certo fare dell’inutile moralismo o affibbiare etichette, eh. :slight_smile:

Premessa: Mi piacerebbe sapere che fine ha fatto il mio post aperto sullo stesso argomento, va bè…
Riguardo il film, è indubbio che allora non c’era molta sensibilità riguardo certi argomenti (pensate a CH di Deodato), tuttavia ora si sta esagerando col politicamente corretto. Comunque Jacopetti non mi sembra essere stato tenero anche con i bianchi (basta vedere come sono messi alla berlina gli schiavisti). Più che di razzismo parlerei di qualunquismo (e quello c’è tutto!). Tecnicamente, invece, è ineccepibile. Alcuni movimenti di macchina m’hanno ricordato (e non esagero) Griffith.

CH in effetti dimostra il contrario: cioè che i veri barbari sono i bianchi.
Da un punto di vista tecnico il merito è da ascrivere a Prosperi, Cavara…
Jacopetti, in effetti, era più che altro un giornalista (ricordarsi della sua esperienza al cinegiornale).

Facevi esplicito riferimento ad una versione pirata del film, cosa non gradita su questo forum ed esplicitamente vietata dal regolamento.
SWAT l’ha cancellato.

Io direi che gran parte del merito per la riuscita tecnica dei film di Jacopetti e Prosperi sia dell’eccellente Antonio Climati.
Anche Benito Frattari (personaggio davvero incredibile) ha dei grossi meriti.

Ah, sicuramente: la fotografia di Climati è superlativa, a dir poco.

Climati era anche operatore, Jacopetti lo ricorda con piacere come “il suo operatore”.
Ricorda di come si metteva dietro di lui, tenendogli le mani sulle spalle, guidandolo affinché filmasse quello che Gualtiero voleva.
Climati iniziò giovanissimo a lavorare con Jacopetti, era un temerario, assolutamente spericolato, non aveva paura di nulla.
Jacopetti dice che “pur di fare una bella ripresa sarebbe anche stato capace di prendersi una pallottola”.

Grande!
Eh, i vecchi direttori di fotografia, che si mettevano con la telecamera in mano!

Segnalo (ma l’avrete già letto…) l’interessante articolo “Ammazza il bianco” a firma di Daniele Aramu sullo speciale “blaxploitation” di Notturno.

“Cosa succede se la questione razziale dei neri finisce nelle mani di un regista bianco, libertario e insofferente nei confronti dell’ideologia politically correct?”

Effettivamente anche io sono curioso: ho visto solo la versione passata da mediaset (e fin troppi anni fa: devo assolutamente rivederlo!), è tagliata o meno? Non sembrerebbe, ma chi può mai dirlo?

Ho una locandina del film. Davvero fonte di gaudio per Jacopetti, Prosperi e tutti i collaboratori dev’essere stata la fiera etichetta che vi è incollata sopra:

SEQUESTRATO, PROCESSATO, ASSOLTO!

Jacopetti ha sofferto tantissimo per il sequestro del film.

Ci credo bene… Hai aneddoti al riguardo? Che ti disse Gualtiero?

Mi togli un’altra curiosità che ho sempre avuto?
Come hanno fatto a reclutare quelle decine e decine di persone ignude che si vedono dall’inizio alla fine del film, chiusi nelle gabbie, appesi a testa in giù, sottoposti a umiliazioni, ecc ecc… Quanto veniva pagato uno per fare una comparsata così? Non è propriamente quello che suole fare un generico…
Per caso ne avete parlato di questo?

Beh, come certamente saprai il film è girato ad Haiti e le comparse le forniva tutte Papa Doc (che ha dato la sua disponibilità più totale), quindi il problema dei figuranti non sussisteva affatto.
Jacopetti dice che senza Papa Doc non sarebbe stato possibile realizzare il film senza spendere cifre inimmaginabili.
Le comparse (Jacopetti dixit) erano disciplinatissime e non crearono praticamente problemi, neppure nelle incredibili scene di massa.

Per quello che riguarda il sequestro del film, Jacopetti lo ricorda come una grande umiliazione (alla pari del rimontaggio di Africa Addio).
L’assoluzione finale non ha mai cancellato il dolore del sequestro e delle assurde critiche arrivate da tutte le parti (sia da destra che da sinistra) che volevano soprattutto screditare un personaggio scomodo come Jacopetti.
In quel periodo tutti gli avrebbero dato addosso anche se avesse diretto un’innocua commediola.

In che occasione hai avuto modo di parlare con Jacopetti? Per qualche intervista? Finita poi dove?

Grazie!

Ho incontrato Jacopetti per la prima volta un anno e mezzo fa, per registrare un’intervista da inserire nel dvd di Mondo Cane e Mondo Cane 2 (anche se lui odia con tutto sè stesso questo secondo capitolo perché uscito senza il suo consenso).
Abbiamo continuato a sentirci costantemente e abbiamo registrato una seconda intervista, complementare alla prima. Poi ci siamo visti una terza volta per registrare un commento audio a Mondo Cane.
Nel frattempo ci siamo incontrati parecchie altre volte senza registrare nulla, ma solo per il piacere di parlare o mangiare assieme…
Jacopetti è una persona meravigliosa, una persona rara.

Ho anche incontrato Franco Prosperi.
Con lui ho registrato una lunga intervista e un commentary al primo Mondo Cane.
Anche Franco Prosperi è una persona eccezionale, diversissima da Jacopetti ma non per questo meno squisita.

Abbiamo anche registrato una breve cosa con Jacopetti e Riz Ortolani.

Una mia foto (credo inedita) con Gualtiero.

Ovviamente il film si trova con l’ottimo DVD Blue Underground.

http://www.blue-underground.com/movie.php?movie_id=41