Al piacere di rivederla (Marco Leto, 1976)

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Anno[/b][/i]: 1976
Regia: Marco Leto
Con: Ugo Tognazzi, Françoise Fabian, Miou-Miou, Alberto Lionello, Franco Graziosi, Biagio Pelligra, Maria Monti, Philippe March, Cesarina Gheraldi, Paolo Bonacelli, Angelo Botti, Claudio Bigagli, Shirley Corrigan, Lino Coletta, Barbara Nay, Lia Tanzi, Francesco Comenio, Roberto Longo
Musiche: Fred Bongusto

http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=1&url=http%3A%2F%2Fcinema-tv.corriere.it%2Ffilm%2Fal-piacere-di-rivederla%2F06_14.shtml&ei=_0WsSpS4K6DcmgPK1eGoBQ&rct=j&q=Al+piacere+di+rivederla+gialllo&usg=AFQjCNHU38u37m2Do8sBV1sM01qZ56T6zA

Altro giallo che mi ha fatto scoprire un ragazzo inglese…
vorrei sapere se è di difficile reperibilità.,passaggi …?

Circola un riversamento da vhs.

Io l’ho visto recentemente nel suddetto riversamento; non male, non è proprio un giallo tradizionale, ma una visione la vale.

Bel film, visto su consiglio di @martello_thehammer

Tognazzi superstar nel ruolo di un funzionario del ministero dell’interno che si rimbocca le maniche ed infila le braccia nel putrido liquame fino al gomito, per sturare la merda che ostruisce le dinamiche sociali nel contesto della ricca borghesia di un’anonima cittadina di provincia.

Uno dei rampolli di una famiglia di ricchi industriali è morto in circostanze misteriose; per determinare se si tratti di suicidio, omicidio o di tragica fatalità il personaggio di Tognazzi dovrà rimestare abbondantemente nel torbido, andando pian piano a scoperchiare vizi, collusioni e corruzione, tutte le peggio storture etiche e morali che soggiacciono alla rispettabile facciata della ricca borghesia di provincia.
Una provincia nella quale tutti sanno tutto di tutti ma nessuno dice niente, in nome di un reciproco vantaggio che proviene dall’essere tutti vicendevolmente ricattabili e collusi, e dal celare di conseguenza i segreti altrui per poter così veder favoriti i propri interessi. Dalla speculazione edilizia alla pedofilia, passando per la frode bancaria e l’abuso d’ufficio, i migliori esponenti della bella società non si fanno mancar nulla per poter perpetrare il proprio lussuoso stile di vita ed il proprio status sociale.

Il film è una pellicola notevole, con diversi momenti molto intensi che costituiscono un pugno nello stomaco sotto il profilo morale. Un vero peccato che non ne esista un’edizione decente.
Esiste una vecchia vhs Warner scudi, attualmente in vendita su missingvideo a prezzo alto e su ebay a prezzo folle.

Il rip che circola, di cui parlavano @vergerus e @uomomorto , per gli standard odierni è davvero inaccettabile, un francobollo a 240p con il video tutto impastato, se qualche possessore della vhs è in grado di fare un nuovo rip migliore mi faccia un fischio!

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Mi fa piacere ti sia piaciuto. La zozza e crassa provincia italica. I richiami al Commissario Pepe, Ugo in provincia è sempre una grandissima garanzia, e ad altre pellicole del decennio precedente, di maggior levatura e classe, sono piuttosto evidenti. Peccato la qualita indecente del rip che circola

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Purtroppo non posso condividere lo stesso entusiasmo degli altri utenti verso questo film.

Leto non è Scola, e questo commissario-non-commissario più che al Pepe è alla Camomilla.
Tra l’altro ho trovato molto deleteria l’idea di far balbettare il personaggio di Tognazzi e m’è dispiaciuto che Pelligra sia stato doppiato.
Quello che non funziona -sempre secondo me- nel film, soprattutto di questo tipo, è il fatto che di solito il protagonista arriva in queste provincie e pian piano finisce nello scoperchiare il torbido; ma tutto ciò avviene -direi sempre- indagando, sfidando e lottando una certa reticenza da parte dei locali.

In questa occasione invece, non c’è niente da scoprire poiché TUTTI ma proprio TUTTI raccontano (e mostrano) di tutto a Tognazzi e quel poco che viene scoperto dal Nostro, finisce col non servire a niente (vedi il Don intrallazzatore di Lionello). In pratica c’è poco da indagare ma solo da stare ad ascoltare e quindi non resta che apprezzare alcuni personaggi coloriti come il viscido e laido usuraio di Bonacelli, il prete di Lionello e quel figon della Tanzi che ha forse le battute migliori della pellicola, legate ovviamente ai doppi sensi causati dalle sue particolare mansioni.

Anche il momento clou del film, l’ho trovato costruito male: accompagnato, senza ènfasi, buttato lì con 2 discorsi e via…e pensavo pure peggio, sinceramente, come disvelamento di nefandezze.

Forse l’intenzione era quello di accodarsi al film giallo-commedia tipo “la donna della domenica” di un anno precedente, ma il risultato non è stato ahimè lo stesso.

Piccola annotazione personale: Tognazzi ripetutamente dice di non essere commissario ma un vago funzionario del ministero (un passacarte, come lui dice). Non ho capito quindi con quale autorità va in giro a fare domande, entrare in casa della gente ed accedere a fascicoli legali.
Non so, forse voleva essere un modo per far vedere quanto in provincia la gente spettogoli e si adoperi a cooperare dinanzi a paventate autorità? Se sì, mi pare un’idea malriuscita.

Nota di colore: la locandina mostra la sagoma di un corpo accoltellato ma non ci sono accoltellamenti nel film. Ok, l’avranno messa per attirare spettatori.

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premetto che non ho visto il film,ma mi riprometto di farlo,l affermazione di Tognazzi di essere un funzionario del min.Interno è interessante,perche’ potrebbe essere un allusione ai servizi segreti ,qualificarsi come funzionario di ministero era abbastanza consuetudine ,e potrebbe essere un allusione del regista alla sua storia personale,era infatti il figlio di Guido Leto,altissimo funzionario dell OVRA fascista e se non ricordo male capo o vice capo della polizia fascista per un periodo,un personaggio potentissimo e che riusci’ a salvare la pelle con la complicita’ degli americani (leggesi Cia)

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Si muoverà anni più tardi nello stesso genere Alberto Bevilacqua con il letale “Gialloparma”.

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