[Alamo Drafthouse] Gente che al cinema parla al cellulare o manda sms

Quella di parlare al telefono mentre si è al cinema o anche solo di lasciarlo acceso o di mandare sms è una pratica barbara che chi frequenta questo forum certamente condanna senza se e senza ma.

Vi segnalo questo bel video realizzato dagli amici di Alamo Drafthouse (che è una serie di bellissimi cinema americani di Austin, Houston, Winchester e San Antonio) con la telefonata di una tipa che è stata cacciata via da una loro sala proprio perché stava mandando sms durante il film.
Per maggiori info su queste sale: www.drafthouse.com

//youtu.be/1L3eeC2lJZs

E’ davvero bello leggere queste cose… mi fanno sentire anche più nerd di quanto sia già di mio (cioè parecchio).

Io in sala - le poche volte che ancora mi avventuro stancamente in quei giganteschi cubi di plastica e cemento - di solito entro con un anticipo tale che non solo non è ancora buio, ma spesso il film che vorrei vedere deve ancora essere montato.

Il cellulare non lo metto in modalità silenziosa ma lo spengo, dopodiché tra il momento in cui poggio le mie chiappe sulla poltrona e quello (lontanissimo) in cui effettivamente inizia il film per il quale ho deciso di uscire di casa controllo almeno 400 volte se l’ho spento sul serio o se me lo sono solo immaginato, proiettando nella mia mente una scena in realtà mai avvenuta. Chiaramente nemmeno in una delle 30-35mila occasioni in cui ho controllato SE il telefono era davvero spento - dal 1995 ad oggi - l’ho MAI trovato acceso: mai, nemmeno una schifosa singola volta.

praticamente:
lavoro > guadagno > pago > pretendo > parlo al cellulare e mando sms dove e quando voglio!! :raving:

Cellulare? Io andavo al cinema con uno che se sentiva sgranocchiare un pop corn a 4 file di distanza gli venivano gli occhi iniettati di sangue, non oso pensare un cellulare…
Infatti da anni, a parte i raduni, solo visioni casalinghe.

Mi considero un fervido osservante del silenzio in sala e sono solito mettere il telefono in modalità silenziosa.

Ho l’abitudine di annotare su un sms vuoto i trailer che mi colpiscono, per potermene ricordare.

Le rarissime volte che è capitato che il mio telefono squillasse, dopo essermi sentito piuttosto in imbarazzo ed essermi accertato di non aver nuociuto a nessuno dei presenti in sala :oops: e che non ci fosse dall’altro capo un emergenza, ho sempre subito zittito.

Noto purtroppo che la quasi totalità del pubblico in sala rimane mediamente molto più maleducata e caciarona e questo con o senza cellulare. :frowning:

Per visioni importanti, ad esempio ultimamente mi è capitato con L’uomo della strada fa giustizia che non vedevo da molti anni, stacco citofono, cellulare e fisso.
Visione rigorosamente solitaria, silenzio assoluto

Dunque io considero il cinema un locale pubblico e fra pubblico & privato io ci fo sempre un leggerissimo distinguo.

Ma mi piace sempre e comunque mettermi in mostra e la mia spiccata personalità la tiro fuori ovunque e giusto-giusto alle volte tiro fuori anche dell’altro.

Con Renato e quell’altro energumeno rompi-cazzo, difatti, io al cinema non ci vo mai. Altrimenti sai che palle con quei due lì…

Il cinema è prima di tutto divertimento & svago, rilassatezza e stare bene con se stessi (che gli altri possono pure andare a farsi una peretta) quindi non venitemi troppo a scartocciare l’imene: è giusto che uno si accomodi comodo-comodo sulla cadrega, che si slacci di quel che è giusto la patta e che lasci andare quel che finalmente si deve proprio lasciare andare.
E non sto dicendo che si debba smarmellare l’arredamento del locale o che si debba importunare il prossimo del tutto a gratis, questo forse no, però tutta questa disciplina da busoni repressi non mi sembra il caso. Non mi sembra il coso. Ma forse-forse giusto un coso a caso.

Suvvia è così bello sganassarsi per una battuta formidabile o commentare la gnocca a pelo nudo che ci si mostra in super-vision.
Così com’è forte un mucchio commentare le belle fighe sedute in sala e dare del cornuto-mezza-miccia a quegli omuncoli che fan loro da manico.

Stessa roba ganza pestarci dentro una bella suoneria con le lucine strobo tipo luminarie del Bellagio il 31 di dicembre, no?

Razza di fessi l’uomo non è fatto per starsene dentro al guscio ad imitare la testuggine e tutta questa vostra timidezza esprime solo una certa confusione mentale, degno contraltare di un pene così moscio e smarrito che manco se lo munirete di Garmin fiuterà mai la vulva.

Quel video piazzato sopra poi, quel video lì, quello lo smoscia pure a Durellik il giorno che s’è ritrovato nel letto tutte-e-tre-le-Charlie’s-Angels-tutte-e-tre-tutte-nude-e-tutte-e-tre-con-tanto-di-quel-fuoco-fra-le-cosce-che-nulla-avevano-potuto-tutti-quei-bei-ragazzoni-del-New-York-Fire-Department.
Tutto ‘sto video tutto-nero-buio-al-bucio-di-culo-&-strazio-di-vacca non si può proprio vedere a tal punto che pure Derek Jarman – fosse qui fra noi – si farebbe un toast.

Quel linguaggio anglo-amerlocco poi, co’ tutte quelle parolacce scritte coi trattini in mezzo tipo “yer-you” (che fa tanto rima con Scooby-do) oppure “watn’t on loud” (che non lo scrivono manco più Thee Hypnotics nei titoli delle loro canzoni) è roba desueta pure fra i rappettari svantaggiati di Watts.

Ma questo è il meno.

Perché quello che da proprio fastidio è lo spirito, la politica del messaggio tutto che arriva – in linea di perfetta coerenza – da gente che ha unito i paninazzi e le birrazze amerlocche al cinema: lo spirito “bifolco” è stato rispettato.
Vantarsi e addirittura “pubblicizzare” – imbellettandole a guisa di video – le lamentele di un “account” (parola anglo & sassone che come poche cattura la mentalità di quella gente: un “cliente” rappresenta un “conto aperto”), oltre ad andare fortemente a sbattere contro la mia cultura - prettamente “europea” e che santifica la prevenzione e l’avvertimento PRIMA che si compia il fatto (e non la punizione DOPO il compimento della “nefandezza”) - va anche a sbattere contro ogni etica di buon senso predicata oggi in qualsivoglia scuola di marketing o corso serale per addetti al customer care.

Prendere a schiaffi un cliente dopo che ti ha gonfiato il portafoglio è roba che credo non digerisca nemmeno un rabbino dalla tripla-circoncisione.

Se si è costretti ad allontanare un cliente – usandogli pure la delicatezza del non-risarcimento – almeno che lo si faccia senza accendere i mortaretti tipo notte di ferragosto. La punizione l’ha avuta, quel cazzo di film ve lo vedete finalmente nel vostro beato silenzio, smettetela almeno di propagandare il vostro agire da bigo(lo)tti a tutto volume no?

Basta un’intelligenza media (ma vi voglio venire incontro… medio-bassa va!) per comprendere che un maleducato nei propri locali è già una sconfitta per chi ce l’ha fatto entrare e che buttarlo fuori, dopo, è come tornare a casa con un tre-a-zero in saccoccia quando gli ultimi due (auto)gol ve li ha fatti il vostro portiere…

Però è vero.

Però è vero che se siete amerlocchi, mangia-fagiuoli e dalla scoreggia tipo bovino-adulto, è vero che un po’ vi arrazzate sempre al cospetto di questo fare da reazionario mezza-pippa.

Eccheccazzo ma anche gli amerlocchi avranno il diritto di manifestare il loro sdegno in maniera appropriata alla loro cultura, condizione e bassezza morale no?

Ma certo, porca puttana!

Anche gente che vive al di là dell’Atlantico e che si è eletta a Presidente un pennellone color mokaccino, gente che ancora crede che Vidal sia un bagno-schiuma e non uno dei pochi americani ad aver perfettamente captato, compreso e raccontato l’imbecillità di un popolo tutto, pure scimmuniti di tale calibro han fatto di meglio nel campo!

Quello che vi piazzo sotto – prodotto del tutto americano ma che non manca di quel minimo di auto-ironia/critica che fa sempre bene – è quanto gente intelligente, davvero ganza ma pur sempre amerlocca, dovrebbe proiettare PRIMA dell’inizio del film vero e proprio.
Ammonire con spirito PRIMA, a mio dire, è sempre un bel po’ più utile (soprattutto a lungo termine) dello scalciare DOPO.

http://www.youtube.com/watch?v=DD9P-6zLvj0

Io al cinema il cello lo lascio sempre acceso, suoneria al massimo ché mi piace far sapere a tutti quando mi chiama Giovannona oppure quando mi messaggia una bella giuggerellona dalle giovani chiappe ed è tutta roba che fa sempre un certo effetto quando la sente il vicino!

Negli anni ottanta a Milano e provincia c’erano un bel mucchio di sale a luci rosse.

No, i telefonini non c’erano ma capitava spesso che nella fila davanti alla tua ci fosse in corso un bel “succhiotto” per non dire del trenino a-ciuf-ciuf in pieno svolgimento nella fila di dietro e mai-che-sia-mai s’è presentato un vaccaro-succhia-fagiuoli ad accompagnare alla porta gli innamorati.

Qualche anno fa – ero in via Torino a vedermi Moulin Rouge – alla fine del primo tempo fui chiamato da un amico che necessitava di essere trasportato d’urgenza al pronto soccorso. E così fu che lo accompagnai al Policlinico e che non vidi mai la conclusione di quel film.
Tanto per amor di verità quel mio amico, oltre ad essere un fanatico del film in questione, vive pure di critica cinematografica ed è assolutamente uno di quelli che s’incazzano come una biglia al minimo sussurro durante una proiezione.

Sussurri & grida.

Partendo dal presupposto che, secondo il mio modestissimo parere e con il massimo rispetto, hai scritto un coacervo di cazzate che mi ha fatto addirittura rimpiangere gu61, ti informo che prima di ogni proiezioni in questi cinema viene proiettato un filmato che ricorda di tenere i cellulari spenti e prima di entrare in sala ci sono cartelli che dicono che chi usa il cellulare verrà sbattuto fuori.
Quindi, più ammonire di così.

Ah, non ho tempo per fare interminabili botta e risposta, lo dico subito.

Ehhhhh…

http://www.gentedirispetto.com/forum/showthread.php?1772-UGC-cinecit-la-malaeducacion&p=20883&viewfull=1#post20883

Preannuncio che questo topic verrà a breve spostato in OT data la sua natura.

I nostalgici del forum ricorderanno il topc della prima prima versione “L’ assassino ti siede accanto”.

Beh, è cinematografico…
Comunque in OT poi Marcello non potrebbe scrivere altri papiri lunghissimi farciti di provocazioni da quattro soldi, che dramma :frowning:

Anche Madonna subisce la dura legge dell’Alamo Drafthouse: http://www.indiewire.com/article/madonna-banned-from-alamo-drafthouse-after-texting-during-12-years-a-slave-nyff-premiere

Ho sempre odiato già chi parlava o faceva casino quando non c’eran ancora i cellulari… per cui pensate un po ora come sia diventato ancora piu’ “intollerante” verso chi ha questa cattiva abitudine, io appena entro in sala, la prima cosa che faccio è di spegnerlo, non solo perchè puo’ esser vietato, ma perchè da fastidio a me… allora messaggi e chiamate posson aspettare e, non vi dico quante volte ho già litigato soprattutto con pivelli che, van al cinema solo per “giocare con il cellulare”… che poi non capisco che senso abbia, in quanto, se non t’importa nulla di un film… vai da un’altra parte e risparmi pure i soldi, comunque per concludere… io predisporrei le sale con un sistema di “schermatura” che, se non puo’ far spegnere i cellulari automaticamente, almeno gli azzeri il campo rendendoli praticamente inutilizzabili… e che caspita, se uno non si puo’ vedere neppure piu’ un film in pace… siamo apposto, e comunque una volta vi eran le “maschere” che redarguivano o cacciavano chi faceva casino… mentre ora, è già tanto per colpa soprattutto delle multisale, se proiettano il film giusto ed in maniera decente… salvo poi lamentarsi che c’è un calo degli spettatori… MA CHE SE NE ANDASSERO AL DIAVOLO!!! :mad:

Fortunatamente esiste anche una cosa chiamata elasticità.
Innegabile anche se non vogliamo ammetterlo a volte che gli smartphone ci hanno cambiato la vita, forse anche in peggio.
Chiaro che se aspetto un messaggio urgente o mi sta male un parente o cazzo ne so devo rimanere informato su qualsiasi cosa il cellulare, seppur reso innocuo agli altri spettatori della sala, silenziato e bonificato quanto si voglia, comunque lo guarderò. E aggiungo che a tutti noi capiterà prima o poi quindi non credo molto a 'sta cosa dei talebani del silenzio assoluto in sala e del “no cellulare” pur essendo ovviamente contro chi disturba, ma quella è educazione, un concetto diverso dall’elasticità.

Mah… Elasticità quanto vuoi ma se vai proprio in un cinema Alamo Drafthouse (che hanno fatto di queste cose il loro punto di forza) non puoi cercare scuse.
È come andare al Vegan Fest e lamentarsi perché non ci sono gli arrosticini.

Io comunque non sono per l’elasticità. Se uno va a vedere un film ci va per quello e basta. Se sto aspettando una chiamata, un messaggio o una mail urgente aspetto che il film sia finito per controllare oppure non vado proprio al cinema.
Prima dell’avvento dei cellulari era possibile godersi un film senza queste continue rotture e andava benissimo così, non vedo perché non continuare. Io quindi sposo la tolleranza zero.

Che poi io al cinema neanche ci vado più, vado solo al cineclub dove il pubblico è diverso da quello delle multiplex e nessuno si sogna di tenere acceso il telefono.

L’altro giorno quando sono andato a vedere Gravity, considerato che e` il cinema di lusso del Marina Mall con poche poltrone iperconfortevoli e reclinabili, lo stesso c’erano due animali dietro che s’ingozzavano di nachos e altra merda, spero gli si otturino le arterie a furia di mangiare ste schifezze. Ormai mi sono accattato questo:

http://www.projectiondesign.com/products/f22-series

oltre 100" di schermo, e inculo ai cinema.

Che cosa c’entra l’elasticità? Ce n’è troppa di elasticità qui… a me tutta questa elasticità non mi va mica bene

Io qui sto con Brass: tolleranza zero, padroni a casa nostra, aiutiamoli a casa loro e via così. 'Fanculo a chi non è capace di staccare due cazzo di ore dai suoi squallidi rapporti personali o dal lavoro. E - aggiungo - anche a chi esce la sera con gli amici e controlla ogni 3 minuti al massimo quell’aggeggio in cerca di fondamentali informazioni che supportino la puttanata della quale si sta amabilmente discutendo.

Io sarei per la perquisa prima di entrare in sala, stile-Riccardelli durante Italia-Inghilterra, per capirci. Utopia, lo so.

Per l’amor di un cielo, adesso che lo so non ci penso neanche minimamente di metterci piede e regalare i miei soldi a chi non capisce che potrei (estremizzazione per estremizzazione) ascoltare per l’ultima volta la voce di un amico o un parente che sta morendo o salvare delle vite umane.
Magari sai, proprio all’interno di quelle due ore e mezzo. Senza contare che non porto mai l’orologio da polso ed il mio orologio è il cellulare, e mi capita spessissimo (per un discorso di gestione di scene e tempi del film) di guardare l’orologio durante la proiezione. Ma poi dico io, se non mi metto a urlare al telefono o a molestare chi mi circonda, ma che cazzo gliene deve fregare a questi se io utilizzo il cellulare? Se mi vibra in tasca, è una chiamata urgenterrima e devo rispondere, mi alzo e vado a parlare fuori dalla sala non compio le stesse azioni di uno che va al bagno perchè se la sta facendo sotto? Dove sta la differenza? Adesso proibiamo anche di andare al cesso allora? Oppure dato che la bici si accompagna a mano sulle strisce pedonali sono libero di investire chi pedala in bici sulle strisce perchè dovrebbe portarla a mano? Ripeto, Talebani. Elasticità…

Ma tanto il problema manco si pone perchè se andassi ad esempio a Houston penso che l’ultimo posto dove andrei è da sto cazzo di Alamo Drafthouse. Al massimo mi vado a vedere i Texans !!!

Oh ma è così difficile restare un paio d’ore senza telefono?

Che poi se vado a vedere uno spettacolo (un film, un concerto, una mostra, una conferenza o quello che è) ci vado per quello…

Boh… Se sto cagando o facendo la doccia e mi suonano alla porta mica mi precipito ad aprirla…
Se vado in piscina non è che ogni tanto esco per vedere se mi hanno messo un like su Facebook alle foto del gatto…
Se sto scopando e sento il telefono che bippa non è che mollo tutto per vedere chi mi ha scritto su whatsapp…

Boh io credo che ci siano dei momenti durante i quali è proprio salutare spegnere il telefono e non pensarci per un paio d’ore.
E vedermi un film al cinema (ma anche a casa) è uno di questi.

Poi oh, ognuno fa quello che vuole ma se sono al cinema e accanto a me c’è qualcuno che anche solo accende il display del cellulare (che quasi sempre ha una luminosità tipo quella di un’esplosione atomica) mi da fastidio e spero che gli scoppi in mano.
È come se mentre guardo un film a casa venisse qualcuno e accendesse la luce.

esageratooo!

E vogliamo parlare di quelli che riprendono intere sequenze del film in proiezione col telefono per poi metterle su YouTube?
Non fanno rumore? Sì, ma mi sparano tre milioni di lumen negli occhi, cosa non simpaticissima mentre cerco di guardare un film.

La vergine di Norimberga ci vorrebbe, altroché!